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Intervista a Nicholas Mungai

Intervista a Nicholas Mungai 1
Giada Chioso
Scritto da Giada Chioso

Buongiorno a tutti, oggi siamo in compagnia di Nicholas Mungai, judoka in forza al gruppo sportivo dell’Esercito e atleta della Nazionale Italia FIJLKAM nella categoria -90 kg.
Più volte campione italiano e con diverse medaglie in ambito internazionale, dalle European Cup ai Grand Slam alle European Open. Ha anche gareggiato alle Universiadi di Taipei nel 2017.

Benvenuto Nicholas a Grappling-italia!
Innanzitutto ti ringrazio per aver accettato di fare questa intervista.
Per cominciare ti chiedo se ci puoi raccontare brevemente la tua vita judoistica in modo tale da farti conoscere meglio ai nostri lettori.
NM: Grazie a voi per l’invito.
Ho iniziato a far Judo a 5 anni in un piccolo club pistoiese. Non ho avuto grandissimi successi nelle categorie giovanili (Cadetti e Junior): ho vinto un campionato italiano Juniores senza però riuscire mai a vincere una medaglia nei tornei all’estero.
Il mio primo risultato importante è stata la medaglia di bronzo ai Campionati Europei U23 del 2015.
Ho vinto 5 medaglie ai campionati italiani assoluti, di cui due d’oro e dal 2017 ho intrapreso il percorso di qualifica olimpica. In questo periodo ho vinto 3 medaglie nel World Tour, di cui due in Gran Prix e una in Grand Slam.

Cosa è cambiato col tuo inserimento nel gruppo sportivo dell’Esercito?
NM: Sono entrato nell’Esercito relativamente tardi, poco prima di compiere 24 anni. Far parte del gruppo sportivo mi ha permesso di diventare indipendente, soprattutto dal punto di vista economico, e mi ha dato la possibilità di dedicare molto più tempo ed energie all’allenamento. Prima del concorso insegnavo sporadicamente Judo e Attività motoria di base nelle scuole elementari e facevo qualche ora di Sala pesi nelle palestre delle residenze universitarie. Anche la mia famiglia mi dava una grossa mano, soprattutto la mia nonna materna.
Ne approfitto per ringraziare il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito che fino ad ora non ha mai fatto mancare niente a noi Judoka, soprattutto in questa delicata fase di emergenza sanitaria.

Attualmente come sei messo nella classifica mondiale, in vista delle prossime Olimpiadi?
NM: Attualmente mi trovo al 33° posto della Ranking Mondiale. Purtroppo a partire da marzo 2019 ho avuto tutta una serie di infortuni che non mi ha permesso di esprimere al meglio il mio Judo e mi ha fatto scivolare indietro di una decina di posizioni. Ma sono sicuro che avrò modo di rifarmi.

C’è stato un momento particolare in cui ti sei reso conto che avresti avuto la possibilità di partecipare alle Olimpiadi?
NM: Credo di aver cominciato veramente a credere nella qualifica dopo aver vinto la mia prima medaglia nel World Tour. Era il Gran Prix di Zagabria del 2017, arrivai 3° battendo il russo nella finale 3°-5° di Juji Katame (Armlock). Fu una giornata incredibile, quella medaglia mi ha aperto le porte sul percorso di qualificazione con la Nazionale Italiana.

Hai un ricordo in particolare di una certa vittoria?
NM: Forse una delle vittorie più significative per me, anche se non in una competizione molto importante, è stata quella al Campionato Universitario del 2015. Era un periodo molto triste, mia mamma era venuta a mancare circa una decina di giorni prima e io non sapevo se fare la gara oppure no. Alla fine pensai a cosa lei avrebbe voluto che facessi e decisi di combattere. Ci stavamo giocando la partecipazione all’Universiade, e per il Nicholas di allora non era cosa da poco. Vinsi la gara battendo in finale con uno Yuko sul gong il campione italiano assoluto in carica. Scesi dal tatami in lacrime perché sapevo che in qualche modo le avevo reso onore. Mi vengono gli occhi lucidi ancora adesso a pensarci.

A livello di peso sei uno tra i tanti judoka che deve fare calo peso o no? Se sì, di tanto? Considerando anche che in Italia si mangia bene.
NM: Eh già, in Italia si mangia molto bene, oltre tutto io vivo a Torino da nove anni per cui quando torno in Toscana le mie nonne sembrano fare a gara a chi mi ingozza di più. Le adoro.
In realtà sì, calo il peso, ma non in maniera così drastica come fanno altri, calo circa 5 kg. Raramente salgo di più col peso, se non quando torno in Toscana per più di una settimana, là è inevitabile, a meno che non voglia essere cacciato di casa.

Come vivi il momento della gara? Sei teso? Magari la sera prima fai fatica a prendere sonno?
NM: Quando sento di essermi allenato nella maniera giusta e di aver fatto tutto il necessario riesco ad essere sereno sia prima che durante la gara. Ci sono state volte invece in cui, per qualche motivo, magari un piccolo infortunio o un errore durante la preparazione, non mi sono sentito pronto. Ecco, in quei momenti l’ansia si è fatta sentire un po’ di più. Forse questo è uno dei fattori su cui devo lavorare maggiormente.

Hai qualcosa di particolare che fai prima di una gara/un incontro?
NM: Solitamente cerco di non pensare al risultato finale provando a concentrarmi su quello che devo fare nell’immediato futuro, che sia il riscaldamento o il prossimo incontro. Ascolto una delle mie playlist per estraniarmi e per tenere fuori tutti quei pensieri o quegli stimoli che potrebbero essere inutili o dannosi.

Quale è la tua tecnica preferita?
NM: La tecnica in assoluto che utilizzo di più è il Tomoe Nage, però mi piace molto anche la lotta a terra. Mi trovo a mio agio soprattutto con le leve (Armlock) e i sankaku (Triangolo).

Ci sono stati momenti difficili in cui hai pensato di smettere di fare judo? Se sì, cosa ti ha fatto andare avanti?
NM: Ci sono stati alcuni momenti molto difficili ma non credo di aver mai pensato di smettere. Mi viene difficile immaginare la mia vita senza il judo. Alla mia famiglia sicuramente va il merito di aver continuato a spronarmi e a credere in me anche quando la fiducia che riponevo nei miei mezzi cominciava a venire meno. “Domani è un altro giorno” era un po’ il mantra di mia madre, nel senso che se oggi le cose vanno male da domani si riparte mettendoci ancora più impegno.

Nella tua carriera agonistica è sempre filato tutto liscio o magari hai avuto qualche imprevisto? Magari qualche infortunio particolare.
NM: Beh purtroppo in uno sport come il nostro gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Forse l’anno che va da Marzo 2019 a Marzo 2020 è stato il peggiore della mia carriera, ho avuto tre lesioni muscolari gravi che hanno un po’ rallentato la mia corsa verso l’Olimpiade. Devo dire che, alla fine, lo stop forzato dovuto alla pandemia globale mi ha aiutato perché mi ha permesso di recuperare dai vari problemi fisici.

Quali sono i tuoi prossimi impegni agonistici, covid permettendo?
NM: La prossima settimana abbiamo i Campionati Europei a Praga.

Cosa consiglieresti a un giovane judoka per poter arrivare fin dove sei arrivato tu?
NM: Gli direi di non demoralizzarsi quando incontra un insuccesso o quando vede che i suoi coetanei hanno più successo di lui. Se uno si impegna prima o poi il suo momento arriverà. Per qualcuno arriva prima, per qualcuno dopo, l’importante è essere costanti nell’impegno.

Judo è una disciplina orientale giapponese che in Italia, secondo me, meriterebbe più attenzione. Secondo te, cosa si potrebbe fare per farlo seguire di più?
NM: Secondo me sarebbe opportuno cercare di coinvolgere di più gli atleti di livello in attività mediatiche costruttive, farli conoscere al pubblico.
Inoltre potrebbe giovare molto, a mio parere, incrementare la presenza di Sport come il Judo o il Bjj nei programmi scolastici, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti è innegabile come gli sport di contatto possano rappresentare un’arma vincente sia nello sviluppo delle abilità motorie che sociali nei bambini. In secondo luogo questo porterebbe anche nuovi iscritti per le federazioni.

Hai qualche hobby?
NM: Si certo, il mio hobby principale è la musica. Ascolto un sacco di musica dei generi più disparati, mi piace scoprire sempre artisti nuovi. Ho studiato chitarra elettrica per quasi cinque anni quando frequentavo il liceo e ogni tanto provo anche a suonare un po’ l’armonica ma non sempre viene fuori qualcosa di apprezzabile. Adoro i cantautori e mi piace l’indie rock italiano in generale. Il mio gruppo italiano preferito sono gli Zen Circus.
Mi piace molto anche il cinema. Non credo di avere un genere preferito, quando trovo un attore o un regista che mi piace di solito mi sparo almeno 3 o 4 film in breve tempo. Ultimamente mi è successo con Gian Maria Volontè.

Come ti vedi in futuro quando avrai concluso la carriera d’atleta? Spero tra molti anni ovviamente.
NM: Mi piacerebbe diventare allenatore. Infatti, parallelamente agli allenamenti ho cercato di portare avanti anche la carriera universitaria. Mi sono laureato con lode in Scienze e Tecniche avanzate dello Sport all’Università di Torino e uno dei miei obiettivi sicuramente è quello di continuare a formarmi e a fare esperienza per poter diventare un bravo tecnico.

So che hai un evento in programma, ci vuoi svelare di cosa si tratta?
NM: Sì esatto, io e mia sorella Irene, ex judoka e attualmente lottatrice di bjj e amante degli sport di combattimento, stiamo organizzando un evento che si terrà in diretta sul canale Youtube “Fight The Cancer”  in data 29 Novembre dalle 16 alle 18 circa. Il nome dell’evento è Fight The Cancer mentre il format di quest’anno si chiama “Talk on the Mat: come lo Sport ci allena alla vita”. Si tratterà essenzialmente di una chiacchierata con tre ospiti d’eccezione che gentilmente hanno accettato di condividere le loro esperienze.
I tre ospiti saranno:

  • Federico Caliri, detto “il Doc”, Dottore in Psicologia Sportiva impegnato in diversi settori tra cui calcio, ginnastica artistica, pallamano e MMA professionistico. Tra i suoi atleti di spicco figurano Walter Cogliandro e Federico Fasciano (fighter professionisti di MMA)
  • Adele Ravagnani, ex Judoka di livello con all’attivo un Bronzo Europeo U18, laureata magistrale in Fisica dei sistemi complessi e attualmente dottoranda in Metodi computazionali e modelli matematici presso la Scuola Normale di Pisa. Inoltre scrive anche sul Blog giovanioltrelasm.it dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla)
  • Edwige Gwend, capitana della Nazionale Italiana di Judo in forza alle Fiamme Gialle. Nel suo palmares può vantare una medaglia d’argento ai Campionati europei e due partecipazioni alle Olimpiadi, oltre a svariate medaglie nei tornei internazionali.

Penso che possa essere una buona opportunità, per appassionati di Sport di Combattimento e non, di trovare nuovo spunti di riflessione e di passare un paio d’ore facendo qualcosa di diverso e di interessante.
Abbiamo anche aperto una pagina Instagram, “fight_thecancer“, e una Facebook, “Fight The Cancer“, per cui invito chiunque fosse interessato a seguirci in modo da rimanere sempre aggiornato.

Vorresti aggiungere qualcosa prima di salutarci?
NM: Vorrei solo fare qualche ringraziamento.
Prima di tutto vorrei ringraziare te e il vostro sito per il lavoro che fate. È importante che si parli dei nostri sport anche quando non siamo sul tatami.
Grazie nuovamente al CSOE Esercito, il mio club di appartenenza, e all’Akiyama Settimo che è il club dove mi alleno quando non sono in Nazionale.
Infine, grazie alla mia famiglia e alla mia ragazza per il fondamentale supporto in tutte le sfide quotidiane.

Va bene. Ti ringrazio di nuovo per essere stato qui con noi e ti faccio un grosso in bocca al lupo per i tuoi prossimi impegni agonistici. Ciao Nicholas!

Grazie Nicholas Mungai e all’International Judo Federation per la fotografia

Chi è l'autore

Giada Chioso

Giada Chioso

Atleta agonista di judo, grappling (-gi e no-gi) con partecipazioni a gare internazionali anche di sambo, kurash e sumo. Insegnante tecnico di judo FIJLKAM. Laureata in scienze motorie e alla magistrale in scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate con esperienza nella rieducazione motoria.

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