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Judo

Scopriamo l’evento benefico con Irene e Nicholas Mungai

Scopriamo l'evento benefico con Irene e Nicholas Mungai 1
Scritto da Giada Chioso

Sabato 27 novembre 2021 ci sarà l’evento benefico “Fight the Cancer”, in ricordo della mamma di due grandi Campioni: il judoka Nicholas Mungai, che ha gareggiato alle Olimpiadi di Tokyo, e di Irene Mungai, che ha conquistato poche settimane fa una prestigiosissima medaglia di bronzo ai Campionato Mondiale di grappling.
Tutto il ricavato andrà all’Associazione “Noi per voi”, che presta sostegno ai bambini malati di tumore e alle rispettive famiglie.

Programma

  • judo class h 15.00-17.00
  • bjj class h 18.00-20.00

Sede

Palestra comunale “Matteo Bertolazzi”
via Fausto Coppi 8
Montale (PT)

Intervista ai due fratelli Mungai

Ciao Irene e Nicholas, Vi ringrazio per la vostra disponibilità a prender parte a questa doppia intervista.
Parliamo innanzitutto di questo evento benefico, che a differenza dell’anno scorso tornerà ad essere in presenza.

IM: Ciao Giada, grazie a te per averci dato la possibilità di parlare del nostro evento. Quest’anno riusciremo ad incontrarci “dal vivo”, finalmente aggiungerei. Le feste, quelle belle, son fatte di persone, risate e caos.
Avremo modo di lottare ed imparare dai nostri meravigliosi ospiti, come sempre il ricavato andrà devoluto totalmente in beneficienza all’associazione “Noi per voi”.

NM: L’edizione “a distanza” dello scorso anno è stata comunque una splendida esperienza per noi. Ripensare l’evento in chiave telematica ha rappresentato per noi una bella sfida, ci siamo divertiti. Sicuramente, però, ci è mancato fare quello che più ci piace e cioè lottare.

Potete dirci se c’è qualche ospite particolare?

IM: Proponiamo una sorta di “combo”, in entrambi i nostri sport c’è una componente di lotta in piedi ed una a terra. Sarà utile vedere questi due punti di vista, ovviamente adattati allo sport del seminario in atto.

NM: Io e Matteo interverremo insieme in entrambi gli allenamenti. Abbiamo deciso di tentare questo esperimento, incrociamo le dita.

Ma parliamo ora di voi, iniziamo da Irene.

Irene, raccontaci la tua esperienza ai Mondiali di grappling UWW in Serbia dove hai conquistato un’importantissima medaglia di bronzo.

IM: È sempre bello poter vestire i colori della nazionale, incontrare nuove persone e confrontarmi con atleti provenienti da tutto il mondo. Il livello è sempre più alto ed il risultato arrivato non mi appaga totalmente, ma va bene così, “o si vince o si impara”.

Com’è stato il ritorno a casa? So che ti hanno festeggiato, non solo in famiglia.

IM: È stata una settimana di festeggiamenti, tutta egregiamente orchestrata dal mio compagno Fabio. Ho la fortuna di avere una famiglia e degli amici splendidi, tutti credono in me e nei miei sogni perciò tornare a casa, a prescindere dal risultato, è sempre davvero bello.

Cosa fai nella vita oltre ad allenarti a grappling?

IM: Frequento l’Università e insegno Brazilian Jiu-Jitsu ai piccoli lottatori della palestra di Montale e di Pieve a Nievole. Suono, male, l’ukulele e cucino torte che non potrei mangiare.

Preferisci grappling -gi o no-gi? Ricordiamo che anche tu sei stata una judoka.

IM: Mi sento più a mio agio con il Gi, mi sento più sicura avendo modo di fare le mie prese. Il mio compagno è un “nerd” del nogi e con molta pazienza sta cercando di farmelo apprezzare, al momento con scarsi risultati però.

Ci vuoi raccontare brevemente la tua storia sportiva?

IM: Ho iniziato con il judo a 4 anni, una passione condivisa in famiglia. Per diversi anni ho praticato quattro sport: judo, nuoto, danza e ginnastica artistica. Credo che l’obiettivo dei miei genitori fosse quello di tenermi il più occupata possibile vista la mia capacità innata di stressare l’anima. Crescendo decisi di concentrarmi solo sul judo, anche se per molto tempo il mio sogno è stato quello di partecipare alle olimpiadi in due discipline (mai troppo umile).
A 16 anni mi sono traferita a Settimo Torinese per allenarmi con quello che per me è, in assoluto, l’allenatore migliore che abbia mai incontrato: Pierangelo Toniolo.
Quando venne a mancare la mamma avevo 18 anni e su due piedi decisi di tornare da mio padre in Toscana.
Sono stata ferma un anno e poi, fortunatamente, fui portata in palestra da Alberto, il mio allenatore di Brazilian Jiu-Jitsu.

E come hai vissuto invece le Olimpiadi di Tokyo come sorella di Nicholas?

IM: Con il cuore a mille h24. Nicholas è sempre stato il mio eroe e vederlo lì è stato incredibile, soprattutto avendo vissuto tutti suoi sacrifici fatti negli ultimi cinque anni.
Nelle ultime gare facevamo i calcoli per capire se era riuscito o meno a qualificarsi, ricordo che mi scrisse per messaggio “si, mi sa che sono qualificato” – io diedi di matto, ma vederlo così umile e spaesato mi riempì il cuore di gioia.
Il merito è tutto suo ma in quella olimpiade si è avverato un po’ anche il mio sogno di bambina.

Passiamo ora a Nicholas, che avevamo già intervistato l’anno scorso.

Come hai vissuto l’esperienza olimpica? Ricordiamo che hai gareggiato sia nella gara individuale nella categoria -90 kg che nella gara mista a squadre, novità in questi Giochi Olimpici, nella categoria superiore, +90 kg.

NM: L’olimpiade è il sogno di tutti i ragazzini che iniziano a praticare uno sport olimpico. Non nascondo di essere ancora un po’ rammaricato perché il giorno della gara individuale mi sentivo veramente in forma e mi sarebbe piaciuto portare a casa un risultato migliore. L’esperienza olimpica in sé è stata comunque incredibile. Condividere gli spazi del villaggio con tutti quei campioni è stato fantastico.

Cosa ti è rimasto di queste Olimpiadi?

NM: Ho tantissimi bei ricordi legati a questa olimpiade: la gioia mia e della mia famiglia per la qualifica, gli allenamenti in Giappone, le risate con i compagni di squadra, incredibile! Anche se avrei voluto tornare con una medaglia, sicuramente è stata un’esperienza che non dimenticherò mai.

Subito dopo i Giochi Olimpici hai staccato un pò la spina? O hai ripreso subito gli allenamenti?

NM: Mi sono fermato qualche settimana perché i 7-8 mesi prima di Tokyo sono stati veramente pesanti. Con tutte quelle gare, da gennaio ad agosto, mi sono portato dietro qualche acciacco fisico che era necessario recuperare. Dopodiché ho ricominciato gradualmente, prima con la preparazione fisica e poi col Judo.

E come hai vissuto i Mondiali di grappling di tua sorella?

NM: Ho seguito gli incontri in streaming dal pc. Irene ha fatto una grande gara, è sempre stata una combattente e lo ha dimostrato, nonostante anche lei abbia qualche problemino fisico.

Quali sono i vostri obiettivi? E i prossimi impegni agonistici?

IM: Il mio obiettivo è quello di riuscire a competere con una forma mentale migliore rispetto a quella degli ultimi anni. Sto affrontando un percorso con uno psicologo sportivo, Federico Caliri, e sta andando alla grande. Il prossimo impegno sarà il Campionato Europeo Ibjjf a Roma.

NM: Io sto lavorando sodo, insieme al mio coach Pierangelo, per arrivare ad essere in forma al 100% nel 2022. Il mio obbiettivo primario sicuramente è Parigi 2024.

Cosa volete consigliare a chi vuole iniziare i vostri sport e arrivare ai vostri livelli?

IM: Il mio consiglio è quello di lavorare al massimo delle vostre possibilità, con costanza, dedizione e pazienza. Il duro lavoro ripaga sempre.

NM: Io penso che essere costanti nell’impegno sia la cosa più importante. Continuare a dare tutto e ad allenarsi tanto, ma soprattutto in maniera intelligente, anche quando le cose non vanno come ci si aspetta. Non bisogna farsi abbattere da circostanze o periodi negativi.

Volete dire qualcosa ai nostri lettori?

IM: Vorrei ringraziarti Giada per la possibilità dataci e invitare tutti quanti a seguire la nostra pagina Instagram fight_thecancer e ovviamente mi piacerebbe vedervi tutti all’evento questo 27 novembre.
Io sono fight the cancer, voi?

NM: Intanto Grazie Giada e Grazie Grappling-Italia per il costante lavoro di promozione degli sport di combattimento. A tutti i lettori Judoka e praticanti di Bjj voglio dire che, nel caso in cui volessero partecipare alla quarta edizione di Fight The Cancer, sono i benvenuti. Nella bio della nostra pagina Instagram trovano il link per iscriversi.

Prima di salutarci, vi ringrazio nuovamente e consiglio ai nostri lettori di restare aggiornati sull’evento benefico “Fight the Cancer” seguendo la pagina Instagram : fight_thecancer . Un grosso in bocca al lupo per i prossimi vostri impegni agonistici e per la buona riuscita di “Fight the Cancer”. A presto Irene e Nicholas.

 

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Chi è l'autore

Giada Chioso

Atleta agonista di judo, grappling (-gi e no-gi) con partecipazioni a gare internazionali anche di sambo, kurash e sumo. Insegnante tecnico di judo FIJLKAM. Laureata in scienze motorie e alla magistrale in scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate con esperienza nella rieducazione motoria.

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