Brazilian Jiu-Jitsu

Paulo Miyao si prende altri 3 mesi di sospensione.

Matteo
Scritto da Matteo

Paulo Miyao della Unity Jiu Jitsu di New York è stato sanzionato dall’agenzia anti-doping statunitense (USADA) con un’ulteriore sospensione di 3 mesi per aver violato il precedente divieto di partecipazione alle competizioni.

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Paulo Miyao della Unity Jiu Jitsu di New York è stato sanzionato dall’agenzia anti-doping statunitense (USADA) con un’ulteriore sospensione di 3 mesi per aver violato il precedente divieto di partecipazione alle competizioni.

Paulo era stato multato con una sospensione di 2 anni dopo essere risultato positivo per una sostanza proibita al campionato mondiale IBJJF 2016.

Il lottatore brasiliano, 27 anni, aveva inizialmente accettato un periodo di due anni di sospensione e perdita dei titoli vinti nel periodo incriminato nel maggio 2017, dopo che un campione che aveva fornito durante un test in competizione era risultato positivo ad un ormone e un modulatore metabolico proibiti.

Sebbene gli sia stato proibito di competere, Miyao è rimasto attivo in altre federazioni come ADCC e UAEJJF che non sono sotto il controllo del World Anti Doping Code (WADA).

Successivamente, evidentemente non soddisfatto, ha deciso di testare le sue abilità ai Campionati del Mondo Grappling UWW nel settembre di quest’anno, mentre era ancora sotto sospensione, senza sapere che questo evento invece è monitorato dal WADA, che è chiaramente collegato a USADA. Poiché era ancora in periodo di sospensione, è stato sanzionato altri 3 mesi per il suo comportamento.

Si tratta chiaramente di una sciocchezza, un errore di valutazione seppur grossolano da parte di un professionista, che almeno apparentemente stride con il fatto che comunque a fronte di una sanzione che lo ha “ufficialmente” tenuto lontano dalle competizioni per due anni, non gli ha comunque impedito di gareggiare in due tra i più importanti “circuiti” del mondo.

Ricordiamo che USADA è responsabile del processo di test e gestione dei risultati per gli atleti del Movimento Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti ed è ugualmente dedicato a preservare l’integrità dello sport attraverso iniziative di ricerca e programmi educativi. Questa storia dà parecchio da riflettere su quello che è il problema del doping nello sport, spesso ostacolato da questioni politiche che evidentemente su questo tema, dovrebbero convergere in un unico obbiettivo. La lotta totale sempre e comunque.

 

Chi è l'autore

Matteo

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ppassionato jitsuka dalla primavera 2010, quando non sono impegnato con uno scambiatore di calore o a giocare coi miei figli, mi diletto nel tirare i piedi dei miei compagni d'allenamento. In costante ricerca dell'equilibrio tra Gi e No-Gi, spero che un giorno l'IBJJF permetta il knee reaping e legalizzi le leve ai talloni (heel hook)

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