MMA Italia: Incontri Pro

Intervista a Frank Merenda, presidente Venator FC

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Intervista a Frank Merenda, il presidente del Venator FC. E’ stato abbastanza tranquillo fino ad ora ma sembra che G-italia tiri fuori davvero il fan che c’è in noi…e si è lasciato un po’ andare.
Il venator Finale sarà all’Unipol Arena di Bologna: Qui trovi i biglietti
frank-merenda.

Frank, prima ancora di iniziare ci parli di te, del tuo rapporto con le MMA/valetudo etc etc?

Ciao Manolo. Sono un appassionato di MMA dal 1996, anno un cui ebbi anche i miei primi contatti con l’allenamento di tale disciplina anche se all’epoca si chiamava ancora in modi diversi e non era regolamentata come oggi. In Brasile si chiamava Vale Tudo o Luta Casada nei casi più stradaioli, in USA stava prendendo piede con i nomi di No Holds Barred o il più generico Free Fight.

Erano gli anni in cui Royce e Rickson Gracie sembravano divinità invincibili e tutto era pesantemente intriso di BJJ. BJJ che per primo ho praticato in Emilia Romagna e cominciai anche brevemente a divulgare nonostante la mia cintura dell’epoca corda di panettone.

C’è da considerare che erano gli anni pionieristici in Italia dove nessuno sapeva bene quello che stava facendo e anche gli insegnanti cintura nera di BJJ attuali insegnavano all’epoca dall’alto della loro cintura bianchissima. Ci si allenava in condizioni incredibili e folli, spesso senza materassina. Erano anni di grande sperimentazione, entusiasmo, delle mitiche discussioni “grappler vs striker” ecc…ecc…

Poi il business mi ha assorbito completamente e mentre i miei amici continuavano con la loro pratica e diventavano insegnanti fenomenali, basti pensare al grande Andrea Baggio che sarà anche giudice di gara al nostro Venator, io sono rimasto un semplice appassionato con l’amore per la disciplina.

Una delle cose che mi ha colpito è che, da sempre, le grandi innovazioni in un campo non avvengono grazie a una persona che in quell’ecosistema ci è nato e cresciuto, ma da un’outsider con dei modelli di riferimento diversi dagli altri. Secondo te perchè il Venator è stata una rottura col passato?

Non so bene cosa sia “il passato” a dire la verità, perché non mi sono mai occupato di MMA italiane trovandole poco stimolanti per una lunga serie di motivi.

Qualunque cosa io dica o scriva purtroppo verrà interpretata come polemica o “j’accuse” da parte di qualcuno e non è questo lo scopo che voglio ottenere.

Ciò detto, in Italia ci sono troppe cose che non vanno. Quando siamo comparsi sulla scena, noi che siamo una promotion “neutra” come UFC o Bellator cioè la norma per il mondo delle MMA professionistiche, siamo stati visti come “strani” in Italia. Schegge impazzite o peggio. Ricordo col sorriso uno scritto delirante dove si parlava addirittura di “aggiotaggio” perché le nostre borse cercavano di dare un minimo di dignità agli sforzi degli atleti.

In generale l’Italia ha visto qualche buona iniziativa in passato ma sempre “frenata” dal movimento pervasivo dei coach – promoter che amano le MMA solo se vincono loro, se possono essere sempre i più fighi e i loro fighter hanno vita facile.
Come fai a mandare avanti le MMA se la base che organizza le cose sono coach in pieno conflitto di interessi?

E’ di questi giorni, non di anni fa, una discussione di Alex Dandi con un noto “promoter” che per l’ennesima volta ha messo in card scamorze dell’ex blocco sovietico con record INVENTATI e inesistenti.Questa è la prassi. Nel 2015 ancora prendere per il culo i fan e gli appassionati con incontri farsa. Atleta di casa contro cartonato dell’est europa fingendo che abbia un record imponente, per farlo menare dall’atleta di casa. Come se oggi non ci fosse internet e io non possa sapere in tempo reale che il lottatore Asamalisky di turno non è unn 13-2 ma uno 0-1.

Poi capita pure che al cartonato zoppo dell’est europa scappi un destro forte e ti sdraia il “campione di casa” e lì c’è da ridere.

C’è pure un ragazzino che ho rifiutato a Venator perchè non aveva nemmeno 18 anni all’epoca e zero incontri pro che dopo 4 mesi è diventato un fighter 23 enne con un 4-1 o una cosa del genere.
E’ un mondo italiano quello delle MMA con tanta buona volontà, qualche eccellenza ma una marea di cazzari in mala fede. E finchè non si alzano gli standard e si accende la luce per farle vedere queste cose, i cazzari mitomani saranno sempre in numero preponderante come gli scarafaggi che proliferano al buio.

Parlando di Marketing… una cosa che ho notato, da adetto all’informazione, è che  il lato marketing e comunicazione degli eventi è spesso stato un po’ casereccio ( ovviamente non tutti e non sempre). Il venator si è distinto da questo punto di vista, con un approccio moderno. Credi che sia l’ora che le promotion (e le palestre) si rinnovino anche da quel lato?

Parlando di marketing bisogna fare un distinguo sul target. In Italia gli eventi hanno sempre mirato al pubblico hardcore, cioè i praticanti e gli amici e parenti dei praticanti.

Lo scopo di Venator si distacca da questo trend per fare quello che ZUFFA fece quando rilevò UFC, e cioè cominciare a intercettare il pubblico casalingo, il semplice appassionato dello sport che non ha connessioni dirette.

In pratica fare il salto definitivo da “manifestazioni di nicchia” a sport professionistico a tutti gli effetti.

E’ l’unico modo affinché non Venator, ma tutte le promotion serie di MMA abbiano successo. Questo è impossibile finchè si punta sul pubblico “pilotato” mosso dagli addetti ai lavori.

Prendi una manifestazione di livello come Impera. E’ storica e professionale. Fa un evento a Roma e se il suo target sono gli addetti ai lavori ci può essere uno o più gangster all’amatriciana delle MMA locali ai quali non hai baciato l’anello che danno il diktat ai loro scherani di boicottare. Così togli 3-400 persone da una parte, 2-300 dall’altra e rischi di trovarti con la location semivuota.

Io non bacio l’anello a nessuno. Venator è un progetto a medio termine e in un modo o nell’altro lo porteremo avanti a schiena dritta. Il nostro scopo è quello di educare il pubblico di non addetti ai lavori ad andare a vedere le MMA dal vivo.

Ma ci vuole tempo. E’ un progetto a medio termine e certe cose non si ottengono dalla sera alla mattina. Il buon marketing non è una questione di “Fai la grande manifestazione e fallo sapere a tutti!”. Non funziona così.
Il buon marketing si fa intercettando pubblico potenziale e creandogli nuove abitudini. E richiede tempo.
Quando Steve Jobs tornò in Apple, non molti sanno che l’azienda continuò a perdere in certi casi più di prima per 8 anni. Quando Fertitta rilevò UFC dai Gracie, ebbe bilanci in perdita per 8 anni. Red Bull ci mise quasi dieci anni prima di decollare, perchè doveva convincere le persone a bere quella bevanda dal gusto orrido. Gli esempi sono infiniti.

Serve tempo per creare un movimento e modificare o creare delle abitudini.

Sai che avendo alzato l’asticella, stai – automaticamente – sul cazzo a un po’ di persone? Hai un messaggio per chi non si adatta e rosica?

Non ho nessun messaggio. Avere un messaggio significherebbe dare importanza a persone che con i loro atteggiamenti stupidi per me sono meno che insignificanti. Di cosa dovrebbero “rosicare” esattamente io non l’ho mai capito, è questa la follia paradossale della situazione.

Abbiamo creato un evento professionale, trattato da professionisti e con grandissima cura e affetto tutti i team, dato spazio, fama e visibilità televisiva agli atleti e ai loro coach, pagato rimborsi, premi, e presto montepremi per cifre che non si sono mai nemmeno sognate in Italia. Dovresti rosicare esattamente per quale motivo?

L’unico motivo per rosicare è che se non vinci tu, se al tuo atleta non diamo l’avversario scamorza-cuscino che vuoi tu, se la gente vede che le cose si possono fare ad un livello migliore di quello che sai fare tu, allora “rosichi”. Ma rientra nelle nevrosi. E’ una patologia che devi pensare a curare, non rientra nei miei problemi.

Il problema è sempre e solo uno. In Italia non siamo abituati alla linearità del professionismo:

Gli atleti combattono, i team allenano e i promoter organizzano gli eventi. Così funziona nel mondo.

Se ci fosse questa linearità evitando i conflitti di interessi, nessuno rosicherebbe. Perchè se un coach si limita a fare il coach vero, avrebbe TUTTO l’interesse affinchè sorgano 10-100-1000 Venator, cioè promotion di livello nelle quali far crescere i propri atleti. E’ una follia tutta italiana quella che vediamo. E’ assurdo. Da spaccarsi la testa contro il muro.

Ma in Italia abbiamo il coach che vuole fare il promoter, avere i suoi atleti che combattono nelle sue serate e per non farsi mancare niente anche una bella federazione che si impegna a vario titolo nella promozione (???) delle MMA.

Capisci che quando la situazione è questa, i buoni diventano i cattivi e quelli che mirano a fare i cazzi loro sono i buoni. Ma appunto in un Paese normale è ridicolo.

Pensa se nel mondo provasse oggi ad arrivare l’UFC, e si trovasse Greg Jackson che ha la sua promotion “Jackson FC” dove combattono i suoi atleti che son tutti campioni, o a casa sua o in eventi sconosciuti in luoghi dove non c’è la televisione contro atleti cartonati e cinture di gesso. Pensa se il “mercato” fosse deciso da due o tre associazioni così.

Arriva l’UFC e dice : “Senti Greg, la finiamo con sta farsa? Mi dai l’atleta tuo campione che lo facciamo combattere con chi dico io e non con chi dici tu e vediamo che sa fare davvero? Lo tratto bene e lo pago bene, ma organizziamo qualcosa dove gli atleti sanno che il matchmaking è fatto in modo professionale e non combattono contro gente che ha deciso il loro coach per farli essere dei campioni di cartone? Ti mando pure in prima serata televisiva così se l’atleta tuo è bravo davvero anche quando non si può scegliere l’avversario, lo vedranno in tutto il mondo e darai una mano al suo futuro professionistico”.

Anche l’UFC si vedrebbe a mal partito. Avrebbe contro gente che rosica perché gli va a rompere il giochino.

Altri invece accetterebbero in maniera entusiastica perché amano davvero i loro atleti, le MMA e la competizione vera. Esattamente come tutti gli atleti e i coach che hanno aderito a Venator.

E’ il mondo delle MMA italiane che è sbagliato, non Venator. Noi stiamo solo provando a cambiarlo in meglio. Piano piano penso che se ne accorgeranno tutti e sta di fatto che la mia porta è sempre aperta.

Parlando di MMA di successo (non UFC), vedo all’escalation del KSW e personalmente lo vedo un modello di business di grosso successo e replicabile. Come mai non avete seguito la corrente del KSW con dei freakshow (non so Dandi vs Jack La Furia) e dei mismatch ma deciso per una card cosi solida fin da subito?

Perché come già detto, vogliamo portare le MMA al ruolo che gli competono. Cercare l’incontro farsa con i freakshow è tornare ai tempi del Pride e con tutto il rispetto non è ciò che vogliamo fare. La gente deve conoscere le MMA vere, imparare a capirle, apprezzare e soprattutto tifarne gli atleti.

Rispetto le scelte imprenditoriale dei colleghi del KSW ma non è ciò che Venator porta avanti nè mai porterà.

Parlando di Card Solida e fighter di tutto rispetto, parlaci dei match: non ti chiedo il pronostico di risultato, perchè immagino che i fighter sia pezzi de core, ma dei pronostici di spettacolo… match per match.

Guarda, più che match per match vorrei fare innanzitutto un discorso corale. La situazione è questa : le tre finali sono per forza di cose emozionanti. Chi ha seguito il docu-reality non può non essersi appassionato ai 6 atleti che vedremo scendere in gabbia per contendersi le 3 cinture. E devo ammettere che per me saranno i tre incontri che invece quasi non vorrei vedere.

Sono molto affezionato a tutti loro e vorrei che il sogno terminasse con una vittoria per tutti e 6. Danyel, Ouadia, Marvin, Daniele, Mattia, Alessandro. Voglio bene a tutti come se fossero “figli” miei. Si sono comportati splendidamente durante tutto Venator, dentro e soprattutto fuori dalla gabbia. Sono degli eroi moderni e vorrei che tutti realizzassero i loro sogni. Potrò dare la cintura solo a 3 di loro per i quali gioirò. Nello stesso istante sarò triste per gli altri 3. Ti assicuro senza imbarazzo che è una sensazione che vorrei non provare. Ma tocca a me, e sono pronto. Saranno pronti anche loro.

Per quanto riguarda gli altri match, bè il main event sarà spettacolare per forza. Imanari è lo spettacolo per eccellenza. E’ “l’Uomo Tigre” con tutte le sue leve assurde alle gambe che combatte di MMA. Cristian Binda ha le mani pesanti e affronterà un fighter con un nome stellare alle spalle, senza paura e a viso aperto.

Poi abbiamo italiani tostissimi come Roberto Rigamonti  addirittura in preliminary card contro Jack Mason e Mauro Cerilli che affrontera anche lui un prospect in aria UFC come Karl Moore.

Questi sono gli Italiani di cui parlavo prima : gente che viene e cerca l’avversario tosto, difficile da battere, con il quale partire sfavorito, contro il quale dimostrare qualcosa.

Se vuoi essere qualcuno nelle MMA questa è l’unica strada. Conta quanto combatti e contro chi combatti. Oppure puoi scegliere di essere il campione del tuo condominio e ogni tanto andare a fare un incontro tra la Skasazzia e la Kamchakta e vincere contro il loro “campione” la cintura delle Piramidi della costellazione di Orione. Ma in UFC e in altre organizzazioni di livello, chi ti guarda non si lascia impressionare facilmente da questi giochini. Io men che meno.

Le riviste internazionali danno i nostri per spacciati, vedremo. In ogni caso quando combatti a viso aperto a questi livelli, vincere o perdere passa quasi in secondo piano. Qui conta esserci e poterlo raccontare. Questi ragazzi ci saranno.

Vogliamo parlare del “nostro” Ivan Musardo contro Damir Hadzovic? Ma che incontro è? Pazzesco.

Abbiamo Slavka per le WMMA contro Rachel Cummins.

Poi in preliminary abbiamo tanti ragazzi Venator che sono usciti dal torneo che tornano anche loro contro avversari tosti. Ci sono almeno 4 incontri nella nostra preliminary che sarebbero tranquillamente main event in qualunque altra manifestazione italiana.

Non posso non essere emozionato per una card del genere.
Il vero problema, come spiegavo all’inizio, è che per la gente comune Hadzovic, Moore e Mason sono nomi sconosciuti come i cartonati dai nomi est europei che vengono spacciati per fenomeni con record fasulli dai promoter locali.
Dai oggi, dai domani, spetta a noi educare le persone alle MMA vere e far cessare queste farse con le Cinture delle Piramidi di Orione e i campioni della Kamchakta.

Tornando ai fighter, io ho adorato da subito l’idea del docu-reality… e non mi sono stupito che chi ha abbracciato questa 
filosofia siano stati sopratutto i nativi digitali. Questo da un lato mi esalta perchè c’è nuova infa nelle MMA italiane, ma da un lato mi spiace che i pionieri delle MMA italiane rischiano di essere dimenticati. Mi dai il tuo punto di vista della cosa?
Noi non dimentichiamo nessuno. Ivan serati, l’unico atleta italiano insieme ovviamente ad Alessio Sakara ad esser mai stato in UFC fa parte di Venator come giudice di gara per le finali. Alessio ha già i suoi spazi televisivi e contratti firmati altrimenti certamente avremmo voluto averlo con noi in qualche modo. SuperMike Verginelli è infortunato altrimenti gli avremmo dato lo spazio che merita sia fuori che dentro il ring ecc…ecc…


Insomma, noi non dimentichiamo nessuno. Siamo appena partiti, dacci tempo e ognuno avrà il suo spazio. Per quei 3-4 che hanno vissuto sotto una pietra in questi ultimi mesi, ci dici come avete pensato il Venator, cosa vi aspettavate e a che punto siete? Suppongo che il progetto abbia un respiro molto più ampio di un singolo evento in un palazzetto.

Venator sta uscendo esattamente come ce lo aspettavamo. I risultati televisivi sono eclatanti. Siamo in linea con UFC, alcune sere sopra, altre sotto ma siamo lì. E’ così bello che è incredibile. Siamo al terzo evento in cinque mesi che culminerà con la finale. Ci siamo spremuti tutti all’inverosimile. Appena finito ci riposeremo un po’ e penseremo a come programmare il futuro. Gli scenari che si stanno aprendo anche a livello internazionale sono molto interessanti, ma non posso svelarti nulla ora o mi tagliano la gola.


Sempre citando qualcuno, la concorrenza, se fatta bene, è una manna
dal cielo perchè allarga la torta, è la concorrenza fatta male che rovina il mercato. Come vedi la situazione al momento in Italia e nel mondo?

In Italia non c’è concorrenza. C’è ostruzionismo che è una cosa diversa. Ostruzionismo e disinformazione scientemente organizzata. Ci sarà sana concorrenza quando ci saranno atleti che combattono, coach che si limitano da allenare e promotion che si occupano degli eventi. Come in tutto il mondo civilizzato. In Italia siamo ancora alla spartizione dei territori di stampo mafioso.

Ma quando sarà il pubblico da casa a muoversi e prima o poi, nel tempo, lo farà, allora questa gente che pensa di controllare casa sua muovendo “masse” di 3-400 persone, dovrà reinventarsi. Questa è la situazione e questo è il futuro.

Anche se sei il presidente Venator il tuo ruolo è più low-profile rispetto al presidente UFC, Dana White, non puoi, solo per i lettori di G-italia che sono abbastanza viscerali, mollare qualche bella F-bomb in direzione di qualcuno (chiunque, anche la prof di mate delle medie).

Mi sembra proprio in virtù della piattaforma di essermi espresso in maniera chiara sin da subito. Non ho nulla contro nessuno. Ho tanto PRO tutti coloro che vogliono fare le cose in maniera professionale.

Non mi interessano le guerre da tastiera. Mi interessano bei match. Avete atleti validi? Mandatemeli e li tratterò con i guanti bianchi. Anche voi verrete trattati con tutti i riguardi.

Le cazzate stanno in poco posto nelle MMA. I ranking dei fighter di tutto il mondo sono noti. Non potrete continuare a fare scemenze a lungo, con i vostri incontri tra la farsa e il combinato.

Sì, c’è da rischiare. C’è da rischiare di sapere che i vostri fighter fuori dalle vostre 4 mura e dagli incontri acchittati o “su misura” che gli avete sempre dato nella migliore delle ipotesi, non sono così forti come pensavate e la vostra palestra non è la Jackson MMA. Ci sta.
Ma farete comunque e solo del bene ai vostri atleti, ai vostri team e al mondo delle MMA italiane in generale. La verità serve a tutti.
Oggi se non siete a Venator, semplicemente “non siete”. Finché continuerete a fuggire match importanti per rifugiarvi nelle vostre associazioni con i match “su misura”, per me non esistete. Il giorno che cambierete strada, sarò pronto a ricredermi su di voi e ad accogliervi professionalmente nel miglior modo possibile.
Oggi c’è chi è detro e chi è fuori. Chi è fuori parla, perché può solo parlare. Io sapevo che i fighter accettavano i match. I nomi che sono in card di Venator oggi sono gli italiani che contano. Se qualcun altro vuole contare, deve imparare a combattere alle condizioni che hanno accettato gli altri.
Sennò faccia come Rocky in Rocky III, dove passa anni a credere di essere un campione per poi svegliarsi e scoprire che Mickey lo aveva sempre protetto facendogli affrontare solo delle scamorze per tenerlo al sicuro.
Non volete fare quella fine? Dite al vostro coach di portarvi a Venator, dove potrete dimostrare davanti a tutti che non siete un bluff di cartone. Nemmeno se perderete, perché comunque avrete combattuto con gente che si sa chi cazzo è.

Hai citato Dana e allora io cito la polemica che suscitò quando disse che Fedor non era nemmeno nei primi 5 massimi al mondo all’epoca. Da un lato ciò che disse sembrava irrispettoso, ma de facto aveva ragione.

Non puoi essere il numero uno al mondo se da un certo momento in avanti nella tua carriera dopo incontri leggendari con Minotauro o Cro Cop cominci a incontrare freak come Hong Man Choi, Zuluzinho,Brett Rogers o gente sottopeso come Matt Lindland ecc…

Stessa cosa vale oggi per gli italiani che non sono a Venator e dei quali ogni tanto mi chiedete cosa ne penso. Cosa ne penso? Nulla. Quando affronteranno qualcuno con un ranking dimostrabile a Venator davanti alle telecamere allora mi farò un’idea. Fino ad allora per me sono non classificati.

Gli italiani che contano oggi sono a Venator. Fine.

Il 30 il venator è all’ Unipol arena… il 29 c’è la pesa…sarà pubblica e dove?

Sì la pesa sarà pubblica e ci sarà già Marc Goddard a supervisionare. Sarà nei pressi di Unipol Arena, stiamo definendo in questi giorni la posizione migliore. Appena abbiamo news certe ve le comunicherò.

Per citare un meme che sta girando sui social… dicci 5 ragioni per cui se non vieni al Venator sei proprio un coglione ( citaz :-) 

No dai, mi sembra di essere stato più che esaustivo. Chi deve venire verrà e quel giorno in ogni caso faremo la storia delle MMA Italiane. E’ il giorno nel quale le MMA italiane tornano con la loro bandierina sulla mappa mondiale. La stampa straniera è molto eccitata per l’evento. Lo sono anche io. Non vedo l’ora.

Grazie di tutto Frank, ci si vede all’Unipol Arena il 30!

Grazie a te Manolo. A presto.

Chi è l'autore

Manolo

Manolo "El ChupaCabra"

Praticante di MMA, agonista di BJJ e grappling, ottimo conoscitore delle arti marziali miste e del valetudo. Manolo "El Chupacabra" non è niente di tutto questo.

4 Commenti

  • Seguo le mma ma non posso praticarle e per me il venator è stato la cosa più bella mai vista anche se non mi è spiaciuto lo slam. Sul tubo mi guardo spesso incontri e la maggior parte sono ridicoli qui in Italia, scopri che l’organizzatore e quelli che vedi combattere sono la stessa persona… una roba da perdenti assoluti ma il venator darà un pista a questi eventi e spero diventi l’ufc italiano.

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