Intervista a Alessio Di Chirico
Questa intervista ad Alessio Di Chirico è pronta da qualche giorno. Ero molto impaziente di farla uscire perchè per una serie di problemi non ero mai riuscito a mettermi in contatto con lui prima e fremevo.
Questa intervista ad Alessio Di Chirico è pronta da qualche giorno. Ero molto impaziente di farla uscire perchè per una serie colonna di problemi non ero mai riuscito a mettermi in contatto con lui prima e fremevo. Poi è uscita quella del Dandi su Fox sport e non mi sembrava il caso di sovrapporsi…. quindi ho aspettato ancora, ma finalmente…. GItalia intervista Alessio Di Chirico!!!
Alessio Di Chirico è il terzo italiano in UFC, dopo Sakara e Serati: arriva alla promotion imbattuto e con un titolo mondiale da amatore sulle spalle. Dopo un debutto buono ma sfortunato contro Bojan Velickovic alla UFC Fight Night 86, ha il secondo match contro Garreth McLellan (UFC on FOX 21) che vince.
Una settimana fa è stato formalizzato il nome del suo avversario, il non banale Eric Spicely per l’UFC Denver.
Non volendo fargli perdere tempo sono partito subito con le domande.
Intervista a Alessio Di Chirico
Grazie mille per il tempo Alessio, so che sei in pieno camp… Senza scendere nei contenuti del gameplan, credo che sia interessante per molti che ci seguono: come prepara il game plan un professionista UFC? Quando sai il nome, guardi i video per cercare i punti deboli? Quante volte li vedi?
In realtà è un compito che spetta ai miei allenatori.
Da quanto ne so la strategia si basa sull’analisi dei punti di forza, dei punti deboli, e dei pattern dell’avversario. Questi ultimi non sono facili da trovare, sono quegli schemi motori che si eseguono automaticamente a seconda di uno stimolo.
Dopo che è stata studiata la strategia è piuttosto impegnativo metterla in atto, io mi preoccupo solo di questa parte.
Il 28 Gennaio è praticamente domani, come sta andando il camp?
Bene, ormai sono alla quinta settimana, entro nel mesociclo finale, ora dovrei incrementare il volume dell’allenamento e raggiungere il cosiddetto “picco prestazionale” 10 giorni prima dell’incontro.
Parlando di camp, una notizia interessante è che hai fatto molta preparazione all’American Top Team. Come sta cambiando il tuo gioco adesso che ti alleni in USA?
Portare il camp qua mi ha dato molti stimoli, tuttavia per vedere i risultati dovremo aspettare l’incontro.
Rappresenta sempre la prova finale.
Parliamo di un argomento spinoso, ma tu che hai esperienza sia da Amatore ai massimi livelli (campione del mondo IMMAF 2014) sia da PRO nella promotion principale di MMA sei uno dei pochi che parla a ragion veduta… Quanto cambia la vita tra amatore e pro? Quanto diventano più importanti fattori tipo: Alimentazione, Costanza, abitudini & forza mentale? che consigli puoi dare a chi è indeciso sul suo futuro?
Quello che conta di più, a mio avviso, è il recupero e lo stress. Fino ai primi 3-4 incontri si può continuare a fare un secondo lavoro poi bisogna compiere una scelta.
Per chi vorrebbe provare ad intraprendere una carriera sportiva, consiglio di cominciare un percorso professionale che vada comunque in quella direzione. Io, per esempio, ho studiato scienza motorie, ma andrebbe bene anche fisioterapia, osteopatia o medicina.
Ho molti amici che hanno dovuto smettere perché hanno scelto due vie totalmente divergenti e, alla fine, si sono trovati a dover decidere tra carriera sportiva e professionale, uno tra tutti è Luca Brugnolini, se non avesse smesso, ora sarebbe all’UFC.
I cambiamenti alle Unified Rules come le vedi? i tuo stile ad alta pressione potrebbe avere dei vantaggi?
Sono sopratutto dei cambiamenti a livello di punteggio, mi piace il fatto che sarà dato più facilmente il 10-8 e che verrà conferito più peso all’efficacia dei colpi. Certo, quando entro nell’ottagono, non lo faccio mai con l’intenzione di arrivare ai punti, però bisogna tenerli in considerazione.
Sono anche curioso di vedere interpretata la modifica del terzo appoggio.
Una cosa che abbiamo notato un po’ tutti è che il tuo alone di mistero e il silenzio che ti circondava finalmente si è dissipato… Hai già concesso alcune interviste, sei più attivo sui social… anche questa è la cura ATT?
Prima c’erano delle direttive per la gestione dei social dettate dal mio ex allenatore e, visto che io sono un tipo riservato di natura, non mi sentivo molto a mio agio nella comunicazione pubblica. Ora, grazie ad un piccolo team che mi supporta, stiamo rendendo la mia attività sui social più personale e cucita su misura per me.
Parlando di ATT subito non può venire in mente che l’altro Alessio nazionale, vi allenate assieme?
Si l’ho incontrato qua mentre si preparava per il suo match a Bellator Firenze. Siamo in buoni rapporti, forse riusciremo, anche insieme a Marvin, ad unire le MMA italiane.
Grazie mille Alessio del tempo che ci hai dedicato il 28 Gennario saremo tutti per te!
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