Intervista Manolo e Mattia Zecchini: “Sono contento per il risultato italiano”.
Ho intervistato Manolo Zecchini (Fighter UFC) e Mattia Zecchini (Coach JacksonWink) nella seconda metà di maggio, mi hanno raccontato tutte le vicende riguardanti il combattimento con Tommy McMillen lo scorso 4 aprile all’Apex Arena di Las Vegas dicendomi il prima, durante e il post fight.
Gabriel: Sono qui con Manolo Zecchini e Mattia Zecchini, innanzitutto vi chiedo come state ragazzi, come avete passato questo mese e mezzo dopo il fight e la preparazione che durava da ormai due anni.
Manolo: Tutto bene grazie Gabri. Io l’ho trascorso allenandomi una volta al giorno minimo e a rilassarmi un pochettino e a togliermi qualche sfizio culinario e dando più attenzione alla mia vita privata rispetto a quella sportiva però sempre non mancando mai ai miei doveri.
Mattia: Tutto bene anche io grazie. Io da quando son tornato ho continuato nel settore, sono sempre in palestra sto spingendo sempre e sto aiutando i ragazzi nella nostra palestra nel loro allenamento e nel mentre sono sempre in contatto con i ragazzi che seguo in America e sto cercando di godermi questa pausa, la famiglia e la quotidianità.
Gabriel: Vi posso chiedere un commento a mente fredda sul combattimento, Mattia in veste da coach e Manolo in veste da fighter.
Mattia: Diciamo che questo fight ce lo siamo riguardato, ci sono state delle piccole lacune che qualsiasi fighter potrebbe avere e che si possono sempre migliorare. Abbiamo lavorato con i coach Greg e Wink a un game plan ed è stato attuato questo tipo di game plan e sai com’è questo sport qualsiasi cosa può succedere, per me è stato un fight combattuto ed è quello che la UFC cerca e i coach in America sono super contenti anche se c’è stata una sconfitta.
Manolo: Sono d’accordo con Mattia, sono cose di cui abbiamo già parlato e riparlato, l’unica cosa che voglio aggiungere è che io ero là dentro e lui (McMillen) è stato molto fortunato a rompermi il naso e in quel momento mi si è annebbiata la vista, è uno stupido e lo potevo battere.
Gabriel: Come stai con il naso?
Manolo: Insomma il naso è storto però adesso tra una settimana e mezzo finiscono i 45 giorni di prognosi e poi ricomincerò a fare sparring.
Gabriel: Mi collego al discorso di Mattia e vi chiedo: era esattamente il game plan che abbiamo visto o è stato un game plan diverso ma non è stato adattato?
Manolo: I coach mi hanno detto pressa colpisci pressa colpisci ed è quello che è stato fatto.
Mattia: Quando ti trovi fighter alti così non hai tanto da fare, gli devi stare sotto, fare un passo indietro con quel tipo di avversario significa perdere in partenza il match, il pressing e l’attacco degli angoli era quello che era il game plan.
Gabriel: Manolo secondo te potevi fare di più in questo combattimento?
Manolo: Guarda Gabriel, si può fare sempre quel qualcosa in più e qualcosa di diverso, c’è qualcosa col senno di poi da modificare il fight e poter fare cose diverse. Ma in quel momento non mi sentivo di fare qualcosa di diverso e se l’avessi fatto l’avrei fatta male.
Gabriel: Manolo credi di aver sottovalutato il tuo avversario?
Manolo: No assolutamente, anzi io in ogni match ho il problema opposto, tendo a sopravvalutare ogni mio avversario prima dei match.
Mattia: È stato Tommy McMillen a sottovalutare Manolo.
Gabriel: Manolo cosa ti hanno detto i coach Greg e Wink dopo il match?
Manolo: Erano molto entusiasti, mi hanno detto che un match così in UFC non si vedeva da anni e che ho fatto spettacolo, la mia paura era quella di essere cacciato dal roster ma Greg Jackson mi ha tranquillizzato dicendomi “chissene frega, è un loro problema, perdono un grande fighter, un leone, e mi hanno fatto i complimenti”.
Mattia: Diciamo che io la penso come loro, ero stupito perché avevo visto che si sfregavano le mani perché erano contenti nonostante la sconfitta.
Gabriel: Mattia in veste di allenatore, che opinione hai sul match?
Mattia: Come abbiamo detto prima ci sono cose da migliorare, io penso che un po’ più di fight IQ bisognava che ci fosse, mi è piaciuta l’ignoranza, mi è piaciuto il pressing e che non si sia mai tirato indietro e che abbia cercato sempre il centro della gabbia, ora c’è bisogno che da quel match venga fuori un po’ più di fight IQ. Anche dopo 2 anni di stop siamo riusciti a portare Manolo a fare un match del genere, da coach non puoi non essere felice.
Gabriel: Manolo ti sei guadagnato il bonus da 100k per il fight of the night, ti aspettavi di vincerlo anche se il fight non è durato neanche un round?
Manolo: C’era qualcosa che mi diceva che l’avevo vinto, sì.
Mattia: Anche questa cosa del bonus ti fa capire che match è stato, Tommy McMillen ha detto che il bonus lo ha vinto grazie a lui, ma se fosse stato così avrebbe vinto anche la performance of the night, ma non è stato così, è stato Manolo che gli ha fatto vincere il bonus.
Gabriel: Manolo dopo il tuo infortunio che ti ha tenuto fuori per due anni sei contento di com’è andata?
Manolo: Sono veramente felice perché la spalla per tutta la preparazione era l’ultimo dei problemi, per tutto il camp ho avuto la mano dolorante visto che me la son rotta durante il camp, ho avuto una microfrattura al pollice della mano ma per fortuna non è successo niente, quindi è andato tutto bene.
Gabriel: Tu Mattia come la pensi?
Mattia: Certe volte per dei movimenti ero titubante, perché avendo tenuto la spalla ferma per più di due anni, la reattività del pugno poteva essere diversa da quella che era una volta.
Gabriel: Mattia prima abbiamo parlato dei colpi che Manolo aveva subito, in veste da coach quando McMillen stava sferrando l’attacco che poi ha portato alla fine del combattimento, pensavi che Manolo potesse ribaltare la situazione?
Mattia: Ti rispondo in maniera secca: “Sì”.
Manolo: Ti dico anche io di sì, nonostante non ci vedessi niente perché era come aver avuto una manciata di sabbia negli occhi, credevo che la potevo ribaltare.
Gabriel: Oltrepassando il fight. Parlando di clamore ti aspettavi tutto questo seguito sia prima dell’incontro che post incontro?
Manolo: Quando dico che quando combatto c’è sempre spettacolo è grazie al modo di fare che ho, al modo di combattere che ho, non è che io non me lo aspetto ma ho sempre una bella aspettativa e so che se parlano bene o parlano male comunque parlano perché gli do sempre dei motivi e comunque questo match è quello che mi ha reso popolare.
Mattia: Sì, perché l’avversario era un prospect e c’era clamore a prescindere e noi abbiamo cavalcato l’onda.
Gabriel: Che tipo di commenti vi aspettavate dagli italiani?
Manolo: Mi aspettavo dei commenti veramente molto brutti, che in realtà ci sono stati anche adesso ma molto meno a differenza dell’altra volta; persone che non pensavo e che non c’entrano niente in questo mondo mi hanno scritto per dirmi che si sono svegliate la notte per guardarmi e mi hanno detto tutti che sono un leone ed è stato molto bello. Sono contento per il risultato italiano.
Mattia: Guarda, se quando ha combattuto con Morgan Charrière 8 su 10 erano negativi, questa volta erano al massimo 3, però è tutta gente che giudica dal divano, non contano niente; però sono contento perché tanti italiani stanno entrando nel meccanismo e per il resto se ne possono andare a quel paese.
Gabriel: Vi aspettavate di avere questo clamore negli USA e di essere fermati dai fan?
Manolo: Sinceramente no, perché là ci sono tanti fighter ed anche perché la popolazione è più grande ed è più facile spiccare, in questo caso invece ho avuto delle belle soddisfazioni anche là.
Mattia: Da quando ho capito come funziona il movimento americano era un 50/50 e alla fine è andata come pensavo.
Gabriel: Parlando di futuro sappiamo che il 1° agosto la UFC arriva a Belgrado, ti chiedo se ti possiamo vedere.
Manolo: Già ti dico di no perché mi devo sposare e sono ancora in convalescenza per il naso.
Mattia: In più cerchiamo con il manager di far combattere più negli USA che in Europa.
Gabriel: Hai già pensato in questo mese ad un futuro avversario?
Manolo: Guarda c’è uno che mi piace che ha combattuto e ha perso con Morgan Charrière ed è un po’ vecchiotto ma è un leone anche lui, che si chiama Nate Landwehr.
Gabriel: Cosa ne pensate della divisione dei pesi piuma?
Manolo: Secondo me è la divisione più tosta dell’intero roster.
Mattia: Sinceramente non la seguo tanto perché tutti i fighter che io seguo sono principalmente fighter di categorie superiori tipo massimi-leggeri e massimi.
Gabriel: Mattia sei diventato ufficialmente coach della prestigiosa palestra JacksonWink e volevo sapere se ti possiamo vedere agli angoli di altri fighter.
Manolo: Anche quando Mattia era in periodo di prova alla JacksonWink ha fatto qualche angolo in Bareknuckle e MMA.
Mattia: Anche al debutto in UFC di Josh Hokit (N.5 pesi massimi) ho fatto la fight week ma per problemi non sono riuscito a stare all’angolo, si stava anche parlando per la Casa Bianca ma alla fine non si è potuto e per ora sono limitato a dirti questa cosa qua.
Gabriel: In UFC Freedom 250, l’evento che si terrà il prossimo 14 giugno alla Casa Bianca ci sono due fighter della JacksonWink di cui uno è Josh Hokit e lo sparring partner di Manolo, Steve Garcia; vi riusciremo a vedere a questi due angoli?
Manolo: Io se non mi fossi rotto il naso adesso sarei negli USA per aiutare Steve nel suo camp e aiutarlo fino al giorno dell’incontro.
Mattia: Io ci dovevo essere con Josh Hokit ma sono successe delle cose e di conseguenza non penso che vedrai nessuno dei due.
Gabriel: Nel giugno del 2027 la UFC sbarcherà in Italia a Torino, vi chiedo se vi possiamo vedere in un co-main event o almeno essere presenti nella card.
Manolo: Io non so neanche se questa notizia sia vera, se si farà saremo felicissimi perché era ora, e credo che la UFC avrà tutti gli interessi a farmi combattere là.
Mattia: Neanche io so se sia vera ma saremo felici di combattere in quella card.
Gabriel: Cosa ne pensate del movimento italiano?
Manolo: Questa domanda me la fanno sempre e io rispondo sempre la stessa cosa, da quando ho iniziato io le cose sono migliorate, grazie ai ragazzi del mio periodo Venator che ha aperto le porte al movimento. E ci sono realtà, come ben sai, come l’Aurora MMA a Roma che stanno facendo solo del bene al movimento.
Mattia: Manolo è stato molto chiaro non ho altro da aggiungere, mi trovo d’accordo con lui, solamente che se alcuni si facessero la borsa e andassero a farsi esperienze intercontinentali sarebbe più che ottimo per il movimento, che verrebbe arricchito notevolmente.
Gabriel: Parlando del movimento italiano nomi di spicco come Khadim Dia, Luca Borrando e Giuseppe Mastrogiacomo secondo voi sono i prossimi ad entrare in UFC anche con l’evento della UFC in Italia?
Manolo: Stanno facendo molto bene ed è giusto che abbiano la loro opportunità.
Mattia: La penso anche io così, poi se vengono in Italia… e questi ragazzi con questi record che stanno facendo in Cage Warriors stanno facendo delle ottime performance, perché non dargli una possibilità?
Ringrazio Manolo e Mattia Zecchini per avermi concesso questa intervista e il loro tempo. Nei giorni successivi sui canali Instagram di Italianmma e sull’account TikTok di gabriel__apostol usciranno dei piccoli pezzi dell’intervista video.
Account Instagram: https://www.instagram.com/italianmma_official?igsh=ZTFjczV5c3pta3pr Account TikTok: www.tiktok.com/@gabriel__apostol
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