Craig Jones da Mighty Mouse parla di Steroidi, Mikey Musumeci, CJI2 e Tanto altro.
Craig Jones ospite al Mighty Cast con Demetrious Johnson
Un episodio lungo e pieno di spunti: Demetrious “Mighty Mouse” Johnson intervista Craig Jones, tra storie personali, polemiche e discussioni sul futuro del BJJ.
Qui i momenti più interessanti, ordinati con titolo, descrizione estesa e timestamp.
Benvenuto a Craig Jones sul Mighty Cast
Dopo mesi di tentativi, Demetrious Johnson riesce finalmente a portare Craig Jones come ospite. Craig è collegato da Las Vegas, dove si prepara al CJI 2. I due scherzano sull’attesa e ricordano quando DJ visitò il B Team per allenarsi con Nikki Rod senza però incontrare Craig, sempre in viaggio tra Russia e USA. L’atmosfera è subito amichevole ma pungente: il tono è da fan di lungo corso che finalmente incontra un personaggio discusso e polarizzante del grappling.
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Craig Jones: feste, droghe e mind games nel BJJ
Craig racconta il suo stile di vita tra eccessi e competizioni. Dice apertamente che a volte entra in gara dopo serate di alcol e “nose beers”, usando questo come arma psicologica: se vinci contro un avversario dichiaratamente fuori forma, sembri scarso. Ricorda anche l’esperimento fallito in Messico, dove pensava che la coca potesse aiutarlo con l’altitudine… e invece lo ha solo stremato. Spiega che questo atteggiamento è anche una forma di “big brother syndrome”: se batti sempre qualcuno, il gap mentale resta, anche se l’altro è più preparato. Un mix di ironia e realtà scomoda sul lato nascosto del grappling professionale.
- time stamp sul video: 4:51
Come DJ ha scoperto Craig Jones
Demetrious spiega come, dopo aver lasciato l’MMA, abbia iniziato a praticare gi jiu-jitsu. Il suo maestro gli parlò subito di Craig Jones, definendolo non solo un grappler di livello ma anche un personaggio unico. I suoi sketch comici e la provocazione “jiu-jitsu is gay” avevano già reso Craig una figura virale, nota anche a chi non seguiva il grappling da vicino. DJ racconta che da lì in poi il nome di Craig era impossibile da ignorare.
- time stamp sul video: 6:43
Le origini di Craig nel BJJ e il passaggio al no-gi
Craig ripercorre la sua storia: a 15 anni inizia ad allenarsi ad Adelaide grazie al cugino. All’inizio si concentra sul gi, 2-3 volte a settimana per anni. Il vero salto arriva a Melbourne, sotto la guida di Lachlan Giles, che lo spinge a studiare gli heel hook. Vince un Open a San Francisco e capisce che può tentare la carriera. Con Giles impara il valore delle leg locks, poi arriva il trasferimento in America con Danaher, “il lato oscuro” come lo definisce Craig. Qui trova il contesto perfetto: centinaia di praticanti no-gi ogni mattina, un ambiente unico all’epoca. Il resto è storia: l’heel hook come marchio di fabbrica e il definitivo abbandono del gi.
- time stamp sul video: 7:11 – 9:38
Quanto è strana la community del BJJ?
DJ chiede a Craig un confronto con l’MMA. Jones spiega che il BJJ è popolato da personaggi eccentrici ma più “rilassati” rispetto all’MMA, dove c’è sempre più in palio. Nelle arti marziali miste gli atleti competono per sponsor e ranking, quindi spesso regna l’ostilità. Nel BJJ invece la maggioranza è composta da hobbyist e appassionati, anche se nei seminari non mancano quelli che cercano di metterti alla prova. La differenza è chiara: meno soldi in ballo, più clima da “famiglia allargata” — anche se le rivalità restano.
- time stamp sul video: 15:00
Perché creare il Craig Jones Invitational (CJI)
Craig racconta senza filtri che il CJI nasce da rabbia e pettiness contro ADCC: borse ferme a 10.000$, organizzatori poco trasparenti e zero opportunità per chi perde al primo turno. L’idea iniziale era pagare i “day one losers” più dei semifinalisti ADCC, solo per far vedere l’assurdo. Con l’aiuto di un finanziatore anonimo e un sacco di contanti esibito anche da Joe Rogan, nasce il CJI con un montepremi di un milione. Craig ammette che non era solo filantropia: “se non puoi vincere ADCC, lo destabilizzi e ti inventi qualcosa di nuovo”. Un evento nato da ripicca, che però ha cambiato gli standard economici del BJJ.
- time stamp sul video: 19:50
Il format a squadre di CJI 2
Craig illustra la novità: non più singoli, ma team. Cinque contro cinque, stile quintet, con eliminazioni a staffetta. Una squadra può essere spazzata via da un solo atleta in forma eccezionale. I coach scelgono chi mandare, creando strategie da “Royal Rumble”. Heel hook ammessi, niente reset a bordo materasso: la buca (“pit”) diventa elemento tecnico per evitare stalli. L’obiettivo: più spettacolo, più ritmo e match sempre pericolosi.
- time stamp sul video: 26:45
Heel hook: da vietare o arma dei piccoli?
Demetrious racconta di aver visto troppi compagni rovinarsi le ginocchia con gli heel hook e sostiene che dovrebbero essere vietati. Craig ribatte che sono l’arma perfetta per i grappler più piccoli contro avversari enormi. Cita l’esempio di Lachlan Giles che al mondiale ADCC finalizzò atleti di peso superiore solo con gli heel hook. Per Jones, bandirli significa togliere una delle poche armi realmente “democratiche” del grappling. Dibattito aperto: sicurezza o spettacolarità?
- time stamp sul video: 30:27 – 31:46
Perché Craig vuole lasciare l’America dopo CJI 2
Craig annuncia che dopo il secondo Invitational sparirà dalla scena. Non vuole finire intrappolato in un loop di eventi “meno spettacolari del precedente”. Spiega che organizzare e promuovere un torneo è uno stress enorme: convincere team, fare marketing, allenarsi e allo stesso tempo affrontare avversari come Gable Steveson. Per ora sente di aver già “dato il format definitivo” al grappling e preferisce prendersi una pausa piuttosto che rischiare un flop.
- time stamp sul video: 41:19
UFC BJJ e il problema dei soldi nel grappling
DJ provoca: “perché non c’è denaro nel BJJ?”. Craig risponde che non basta vincere: serve una narrativa. Gordon Ryan vende arroganza e vittorie, Mikey Musumeci vende disciplina e la sua storia personale, lui vende ironia e caos. I titoli da soli non bastano: servono personaggi. Jones critica ADCC e IBJJF per i premi ridicoli, spiegando che senza storytelling il BJJ resta invisibile al grande pubblico. Una riflessione amara: “legacy non paga le bollette”.
- time stamp sul video: 48:15
Lo stile di Mikey Musumeci è noioso?
DJ solleva la questione: Mikey vince, ma il suo gioco è divertente per il pubblico? Craig non ha dubbi: serve spettacolo, non solo efficacia. Il dibattito anticipa il confronto diretto tra i due, con Craig che non risparmia critiche e ironie sul rivale.
- time stamp sul video: 1:04:07
UFC BJJ fa bene o male al jiu jitsu?
Secondo Craig, l’ingresso dell’UFC nel grappling è un’arma a doppio taglio. Da un lato porta soldi e visibilità, dall’altro rischia di cambiare il DNA del BJJ, piegandolo alle logiche dello show business. Il confronto rimane aperto: crescita o snaturamento?
- time stamp sul video: 1:05:14
Craig Jones vs Mikey Musumeci: dibattito fissato
Annuncio ufficiale: Craig e Mikey si sfideranno in un dibattito pubblico. Non sarà un match tecnico, ma uno scontro di visioni sul grappling e sul futuro del BJJ.
- time stamp sul video: 1:15:24
Le aspettative di Craig per il dibattito
Craig dice chiaramente di non voler solo provocare: il dibattito con Mikey sarà un’occasione per smontare narrazioni tossiche e far riflettere sullo stato del BJJ.
- time stamp sul video: 1:16:46
“Mikey è un sellout!”
Craig non usa mezzi termini: accusa Mikey di essersi venduto e di rappresentare la versione “corporate” del grappling. Una provocazione calcolata per alzare l’hype del confronto.
Dice anche non è un problema vendersi, ma bisogna esserne consapevoli e prendersene la responsabilità.
- time stamp sul video: 1:23:13
La sfida di Craig a Mikey e Moneyberg
Oltre al dibattito, Craig rilancia: vuole un confronto che unisca grappling e soldi, provocando sia Musumeci che Moneyberg. Mikey porta MoneyBerg, Jones porta una sua cintura Blu.
- time stamp sul video: 1:25:28
Come supportare la Fair Fight Foundation
Jones spiega come sostenere la sua fondazione, nata per aiutare atleti in difficoltà e finanziare progetti benefici legati al BJJ. Non solo spettacolo, ma anche impegno sociale.
- time stamp sul video: 1:26:36
DJ vs Gabi Garcia?!
Momento ironico: DJ scherza sull’idea di affrontare Gabi Garcia al CJI 2. La battuta strappa risate, ma mostra quanto i freak match restino parte integrante dell’immaginario grappling.
- time stamp sul video: 1:28:21
Mighty Recap: chiusura dell’episodio
DJ riassume i punti principali dell’intervista: la nascita del CJI, il futuro del grappling, le polemiche con Mikey e l’idea di Craig di lasciare l’America. Una puntata piena di contenuti, tra ironia, polemica e riflessioni sul BJJ moderno.
- time stamp sul video: 1:31:05
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