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Perchè la strategia del rispetto potrebbe rivelarsi quella giusta per Alessio Di Chirico.

Perchè la strategia del rispetto potrebbe rivelarsi quella giusta per Alessio Di Chirico. 1

“In un mondo che grida le frasi più importanti sono bisbigliate”  Questa frase è qualcosa che ho sentito anni fa e mi ha colpito molto. Credo che nel mondo delle MMA, Alessio sia proprio la persona che bisbiglia in un mondo che grida.

E per questo motivo potrebbe essere quella che verrà ascoltata.

In questo articoli parlo del perchè se giocata bene potrebbe essere il modo di differenziarsi dagli altri.

Situazione

Alessio credo che sia uno dei fighter meno polarizzanti di sempre: dichiara i suoi valori, nell’ottagono e fuori è coerente con essi.
Nelle interviste risulta quasi schivo, ma si vede che quando prende il ritmo (vedi i video con Cicalone) esce anche la sua verve umoristica.

Quelli che seguono le MMA superficialmente si perdono la seconda parte (la congruenza dell’uomo e del fighter) e puntano il dito contro questo, affermando che è poco vendibile.

L’obiezione più frequente è infatti che tutti i fighter più famosi trashtalkano…

Ma davvero è necessario avere la bocca larga per aver successo? 

Vedremo che questo è sì un fattore importante ma non è IL fattore (spoiler: vittorie e storytelling lo sono) e come se giocata bene la carta del rispetto potrebbe essere differenziante su buona farte degli altri avversari. Si può avere una grossa fan base anche senza gridare sempre

Lo dico subito a scanso di equivoci: mi piace il trash talking intelligente (Sonnen è un semidio per me) e credo che per qualcuno sia quella la strada giusta (e, dato che già so che chiederete: per quanto riguarda il Marvinone, il suo modo di porsi abrasivo è perfetto!)… ma questa strada non quella corretta per tutti.

Affrontiamo l’obiezione principale: “Ma tutti i fighter più famosi trash talkano…

E’ vero che una buona parte dei fighter più famosi lo sono anche per il loro trash talk power, ma solo perchè la loro personalità lo permette.

Chael Sonnen è il perfetto venditore di auto usate: è super smart e ha una gran visione di insieme, creatore perfetto di post verità a cui non crede nessuno ma che vanno benissimo ai fini dello show.

Conor McGregor è ancora meglio perchè è ancora più divertente (nella maggior parte dei casi) e ha un personal power incredibile.

Brock Lesnar era un bifolco… ma era un bifolco persino nella sua vita comune, quindi gli veniva facile.

I fratelli Diaz, sono i bad boys ma in fondo buoni, da film americano, e credo che anche loro sono esattemente cos’ anche IRL (in real life, per i boomer)

Anche il conte sputazza, Michael Bisping, è un ottimo trash talker perché unisce la sua inglesità a ottimi insight da fighter (ascoltato dal vivo a Manchester insieme al Dandi ed era quasi una stand up comedy)

Jon Jones invece ha abbracciato il suo darkside e a tutti gli effetti è diventato un “cattivo” la sua vita tutta è all’insegna di quello.

Però… per alcuni casi di successo che abbiamo visto  sopra ce ne sono molti altri il cui trashtalking è stato inutile se non dannoso.

Anzi possiamo dire che quelli che hanno successo percorrendo questa strada è perchè hanno una storia forte da sostenere.

Ci sono anche esempi notevoli di fighter che non fanno trash talking…

Se da un lato ci sono signor trashtalker, non dimentichiamoci che ci sono anche dei grandi campioni che erano l’opposto.

Fedor Emelianenko quante volte lo avete sentito fare show?

Daniel Cormier nonostante abbia come arci nemico il Diavolo in persona lo avete mai sentito trashtalkare?

E Georges St-Pierre? il massimo che ha detto è “I am not impressed by your performance“.

 

Nonostante questo, o forse proprio per questo i suddetti fighter sono ancora adesso amatissimi e hanno lasciato un’eredità nelle MMA, molto di più di quanto hanno fatto le persone nel primo gruppo.

Anche in questo caso, i fighter raccontano una storia e il fatto di essere dei tranquilli fuori dal ring è perfettamente in linea con il loro personaggio.

Ok, Quindi Cosa è davvero importante?

E’ più importante distinguersi per essere riconoscibile / vendibile. Creare la tua storia che il modo come lo fai. Il trash talking è una strada, forse quella che paga i dividendi più alti… ma è anche la più frequentata.

Non basta più fare trash talking, ma devi anche saper far ridere ed essere unico (vedi per esempio Till che è un master of Memes). E’ una strada percorribile da una persona che non padroneggia l’inglese al 100%? Si, ma con molto dispiego di energie.
E se per indole non è un trash talker? non sono sicuro…

Insomma non credo che Alessio possa mai avere successo se si trasformasse in cattivo.

Quindi l’essere il fighter rispettoso potrebbe essere una strategia fattibile?

Secondo me sì.

  • Esistono dei fighter che sono famosi per non essere rispettosi quindi ti porti a casa il pubblico che non gli ama.
  • E’ congruente con la sua personalità.
  • In america ha già fatto parlare per questo (vedere l’update)

Ovviamente non basta abbracciare la carta del rispetto per vincere al tavolo della comunicazione:  dovrebbe mostrare meglio gli altri suoi valori, il padre di famiglia, l’uomo comune che ti fa il caffè, l’amico con cui fare due chiacchere…

Guardate questo video col mitico Cicalone di  Scuooola deee Botteeee…. e capirete cosa intendo. Come si fa a non essere un fan?

 

E’ perfetto tutto quindi?

No, per prima cosa deve continuare a vincere.

Poi c’è tanto da migliorare dal lato della comunicazione. Per esempio mi è piaciuto molto che via tweet abbia detto a holland che concorda con lui sul fatto di non essere ancora li, ma avrebbe potuto spingere sul fatto che “dammi un paio di match e sarò lì, pronto al sorpasso“. Sarebbe stato congruente con la persona e avrebbe seminato un po’ per il futuro.

Cicalone, Metti i sottotitoli in inglese che spammiamo Dana e i siti americani!

Update: Questa cosa è stata notata anche da altri…

Mentre scrivevo queste righe un utente su un forum americano ha postato questo.

Perchè la strategia del rispetto potrebbe rivelarsi quella giusta per Alessio Di Chirico. 2

“E’ buffo che tutti gli stanno dando contro per la sua intervista post evento, ma in questo momento stiamo ancora parlando di un tizio che ha combattuto nella undercard in un evento non PPV”.

Punto centrato in pieno!

 

Chi è l'autore

Manolo "El ChupaCabra"

Praticante di MMA, agonista di BJJ e grappling, ottimo conoscitore delle arti marziali miste e del valetudo. Manolo "El Chupacabra" non è niente di tutto questo.

5 Commenti

  • Mannaggia, sono sempre in ritardo sulle letture e sui commenti. Ad esempio, gli articoli e le interviste di Giada sono sempre interessantissime e mi dico sempre ora commento, ora commento e poi il tempo passa… Questo articolo mi è garbato per lo scontro tra chi straparla, sapendolo però fare nella maggior parte dei casi, ( ma devi essere un Fenomeno per fare seguire i fatti alla parole), e chi preferisce stare basso, restando umile e garbato. Entrano nel mix anche luogo di nascita, educazione, famiglia, storia personale, etc. In tanti sport c’è chi ha straparlato e nel contempo ha primeggiato nel vero senso del termine. Di mio, seppur a parlare possa essere un diavolo, ho sempre preferito chi porta rispetto sempre ( o quasi).
    Aggiungo la bella intervista di GSP a Joe Rogan in cui ricorda quando veniva pesantemente bullizzato. Poi, da campione UFC, ha incontrato il ragazzo che più di tutti lo bullizzava ai tempi della scuola.

    https://youtu.be/rYj4fqacscc

    • Ciao Rib, devo dire che – complice Facebook – anche io non commento quanto spesso dovrei sulle pagine del mio stesso blog. Lontani sono i tempi dei 150 commenti per articolo ma dare un po’ di vita anche qui non sarebbe male.

  • Articolo bellissimo. Chupetto, scrivi poco ma quando scrivi sono articoli uno meglio dell’altro (vedi quello sugli heel hook).
    Daje Manzo!