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Katarzyna Lubonska: altro volto femminile di Ksw.

Katarzyna Lubonska: altro volto femminile di Ksw. 1
Kamil Werno
Scritto da Kamil Werno

La divisione femminile Ksw è rappresentata dalla Campionessa Karolina Kowalkiewicz (7-0) però,stando a voci di corridoio,si dice che Karolina voglia lasciare il territorio polacco per andare negli USA a combattere per Invicta FC,dove avrebbe più possibilità di lottare e sviluppare le proprie capacità.

Ksw mette probabilmente le mani avanti e decide di rinforzare la presenza femminile all’interno della propria gabbia,facendo firmare il contratto a Katarzyna Lubonska (2-0).

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Katarzyna ha 22 anni,un background nel Judo e si allena presso la GLD PILA.So che a prima vista sembra quasi una cage-girl ma le apparenze ingannano.La ragazza ha vinto 2 volte in 2 incontri molto duri: il 27 Giugno 2014 nella serata di PROMMAC  contro Roksana Prucnal 0-1  e il 22 Novembre 2014,durante Fighters Arena 10,vinse contro la lituana Inga Kaledaite 0-3.

Il contratto della nuova arrivata Katarzyna  prevede match nella categoria Pesi Mosca mentre Karolina possiede il Titolo dei Pesi Paglia.

Chi è l'autore

Kamil Werno

Kamil Werno

Responsabile della sezione Est Europa, Kamil è famoso su grappling-italia per il suo occhio: i fighter di cui parla oltre ad appassionare diventato sempre dei campioni !

7 Commenti

  • Mah… mi chiedo come facciano tanti uomini ad “entusiasmarsi” nel guardare due femmine che si prendono a botte.

  • Semplicemente perchè non sono “due femmine che si prendono a botte”.
    Hai presente l’incontro per la cintura dei pesi paglia femminili all’ultimo UFC?
    Quelle non si prendevano a botte, semplicemente mettevano in gioco il bagaglio tecnico della propria arte marziale, dando tutte se stesse. L’una con la thay boxe, l’altra con la lotta libera. La polacca pluricampionessa mondiale in diversi tornei di muay thai e kickboxing, l’americana all-american di libera e praticante ad alti livelli di brazilian jj. Ma la Jedrzejczyk ha vinto soprattutto per essere stata una artista marziale mista più completa dell’avversaria e non monodimensionale come l’avversaria. In quel match abbiamo potuto apprezzare i gesti tecnici dell’attuale campionessa che vanificava con sprawl perfetti i tentativi di take down da parte dell’avversaria e poi ripartiva nello stand up da par suo.

  • bepo ha già detto tutto e non c’è niente da aggiungere…dico solo che “le botte” si possono dare (anche ricevere) in un bar,per strada,in autobus;qui parliamo di atleti (maschi e femmine) che si allenano per mesi, seguono una dieta e si sfidano secondo regole precise (regole che di sicuro non ci sono durante una rissa).
    @Sandro:puoi argomentare meglio il tuo commento? così possiamo parlarne meglio.

  • Forse non c’é bisogno di parlarne tanto. Finchè ci saranno atlete che lasceranno il pubblico inebetito a guardarle (parlo di qualunque sport), queste avranno conquistato il diritto di perseverare nei loro obiettivi sportivi e ricevere compensi e successo.
    Gia quando leggo “prendersi a botte” sento puzza di provocazione..ma vabè, di troll ne è pieno il grande web

  • Credo che come molte attività umane, le MMA entrino ed escano, oscillando ampiamente, tra zone di assoluta meraviglia ad altre di indubbia stupidità.
    Per certi versi assistere a dei match tra due esseri umani, il cui obbiettivo è quello di rendere incosciente l’ altro, è semplicemente folle e demenziale.
    Dall’altro lato, per motivi legati a capacità atletiche straordinarie, a doti tecniche uniche e a fondamenti caratteriali di alto profilo, quello stesso evento sportivo assurge a Mito e ad Esempio della Bellezza della Vita.

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