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Intervista a Fernando Marverti

Fernando Marverti cover

Altra intervista a un asso del judo nostrano: Fernando Marverti. Ringrazio Francesco Gardini per la preziosa collaborazione.

Intervista a Fernando Marverti, campione di judo

Fernando Marverti cover

Altra intervista ad un asso del judo nostrano: Fernando Marverti. Ringrazio Francesco Gardini per la preziosa collaborazione: senza di lui questa intervista non sarebbe stata possibile.

Presentati a tutti i curiosi: chi sei, che lavoro fai, quando hai iniziato a fare judo, con chi ti sei allenato in passato e con chi ti alleni tuttora.

Mi chiamo Marverti Fernando e sono nato a Verona nel 1968.
Attualmente insegno difesa personale e preparazione fisica presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Peschiera del Garda.
Ho cominciato a praticare judo nel 1976, successivamente, dopo la prima medaglia ai campionati italiani speranze nel 1987 sono partito presso il gruppo sportivo della Polizia, prima a Milano e poi a Napoli .
In questo periodo ho avuto la fortuna di avere alcuni tecnici giapponesi che mi hanno dato molto, soprattutto a livello mentale.
Nel quadriennio olimpico 1992/1996 ho avuto l’onore di lavorare con il Maestro Pawlowski Janusz come sparring per Diego Brambilla olimpionico ad Atlanta . Qui ho capito veramente cosa voleva dire “allenarsi” da professionista. Negli anni successivi mi sono recato in Giappone quattro volte da circa un mese per perfezionarmi, la prima ospite del maestro Sahara che mi aveva allenato alle FF.OO. a Napoli, poi presso varie università.
Tuttora frequento il maestro Pawlowski per farmi correggere alcune lacune tecniche… come mi disse ormai troppi anni fa “non è mai troppo tardi“.

Per ora mi sento ancora di combattere, è una componente della mia vita… come mangiare, bere.
Le emozioni della gara sono qualcosa di difficilmente spiegabile. Ci sono sensazioni che solo alcuni hanno provato e ciò  rende questi personaggi esclusivi, fuori dalla media, non necessariamente migliori… ma innegabilmente diversi!
Quello che mi spinge a combattere ancora è il desiderio di confrontarmi con gli altri, che siano Master o meno non ha importanza.

Molti atleti della tua età si dedicano solo all’insegnamento, mentre te continui a gareggiare e vincere. Cosa ti spinge a farlo?  Qual è stato, ad oggi, il traguardo più importante raggiunto sulla materassina? Quanto ti è costato?

Fernando Marverti coolStranamente alcuni risultati sono venuti da “vecchio”, forse perchè il confronto con i miei pari età è più semplice o forse perché sono maturato tardi… mah!
Quest’anno ho vinto il mondiale Master per il secondo anno di seguito. Il costo di certi risultati è alto: due allenamenti al giorno, spostamenti frequenti per praticare con altre società e un non insignificante investimento economico, anche se in questi ultimi anni qualche sponsor ha aiutato la società a svilupparsi.
Alcuni mi accusano di non avere una vita sociale molto attiva, frequento i miei amici di allenamento e loro mi sono sufficienti. Credo nell’amicizia costruita con il sudore in palestra, non con le uscite serali fatte di amici di “sbornia”.

 

Coniugare insegnamento e allenamento, richiede grande metodica. Che ritmi di allenamento avete tu ed i tuoi atleti?

Come dicevo mi alleno due volte al giorno: la mattina preparazione atletica con i programmi di Stefano Frassinelli, che anche se oggi passa gran parte dell’anno collaborando con la Nazionale di judo russa, non dimentica mai di spedirmi programmi e spiegazioni.
La sera judo in società da me con un gruppo seppur non molto numeroso di buon livello e soprattutto abituato a lavorare .
Coniugare insegnamento e allenamento non è facile ma si può fare: spieghi il lavoro, lo svolgi assieme agli altri, pausa correzioni e via di nuovo!
I ragazzi vengono in palestra minimo quattro sere la settimana, spesso con un  allenamento extra tra sabato o domenica.

Nella tua squadra di judo e sambo ci sono raggiunti risultati ottimi sia nazionali che internazionali. Questo è dovuto a talento e grande lavoro da parte degli atleti. Cosa consigli a chi vuole puntare in alto?

Per chi vuole puntare in alto non ci sono molte scorciatoie, serve un buon tecnico, ma soprattutto la capacità di “violentarsi”. Mi spiego, per violentarsi intendo dire la capacità di andare con la mente oltre il corpo. L’istinto dell’essere umano è andare al risparmio, quello del vincente è andare dritto alla meta senza curarsi delle sofferenze necessarie per arrivare.

 

Per molti dei tuoi atleti sei un vero esempio, un punto di riferimento, e non solo nel judo. La squadra di jiu-jitsu brasiliano che con te collabora da due anni, ti vede come un vero e proprio faro da seguire: cosa pensi di questa arte marziale e del livello che ti mostrano quotidiamente?

In realtà mi comporto in modo molto naturale , a volte forse troppo! Il fatto è che probabilmente i ragazzi vedono che per me  praticare è la mia vita e non mi perdo in questioni che non siano inerenti al nostro progresso tecnico. Oggi molti ragazzi pensano di essere degli eroi perchè si allenano quotidianamente, ma bisogna sempre domandarsi: cosa ho prodotto veramente oggi? Ho passato un’oretta con gli amici oppure mi sono  allenato veramente?
Per quanto riguarda il jiu-jitsu brasiliano, ritengo che possa essere una buona integrazione con il judo per quanto riguarda la lotta a terra. Logicamente sta ai tecnici trovare i giusti accorgimenti in base ai regolamenti del proprio stile di combattimento.
In questo con il gruppo che sta con noi guidato da Gardini Francesco e Profeta Luca c’è stata subito un’ottima intesa di reciproco aiuto che penso abbia aiutato tutti. Ciò che conta è non pensare a quelle sciocchezze su chi è più “forte” o su chi si inventa nomi più nuovi per esercizi che i greci già facevano in preparazione per la seconda edizione dei giochi di Olimpia… di questa storia dovrebbero essere stufi in molti!

EUROMETROPOLE-MASTERS-2012-253Fernando Marverti

 

Ci sono delle persone che sicuramente ti hanno e ti stanno aiutando in questo percorso. Chi sono?

Come ripeto ancora oggi frequento  il Maestro Pawlowski, e per la preparazione mi organizzo con Frassinelli Stefano.
In realtà chi mi aiuta sono i miei compagni in palestra, non solo con la passione di chi finito il lavoro si “spara” delle seratine non sempre allegre, ma anche con i recenti risultati che pian piano stimolano il gruppo.

 

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Chi è l'autore

Manolo

Manolo "El ChupaCabra"

Praticante di MMA, agonista di BJJ e grappling, ottimo conoscitore delle arti marziali miste e del valetudo. Manolo "El Chupacabra" non è niente di tutto questo.

8 Commenti

  • “Credo nell’amicizia costruita con il sudore in palestra, non con le uscite serali fatte di amici di “sbornia””

    Thes no daut abaut!!

  • Caro Lorenzo, gradirei evitassi di scrivere questi commenti: sono volgari, per niente apprezzati e totalmente inadatti a un sito serio come questo che tratta di sport di combattimento. Tienili per riviste come playboy piuttosto, che se volevo leggere commenti così facevo la porno star, mica l’atleta!
    Grazie
    Anna

  • Caro Lorenzo, gradirei evitassi di scrivere questo genere di commenti: sono volgari, per niente apprezzati e totalmente inadatti a un sito serio come questo che tratta di sport di combattimento. Tienili per riviste come playboy piuttosto, che se volevo leggere commenti così facevo la porno star, mica l’atleta!
    Grazie
    Anna

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