Tragedia all’Open BJJ di Chigago.
Un agonista si accascia sugli spalti, e nonostante la corsa in Ospedale muore.
La IBJJF lascia un comunicato di circostanza:
“13 agosto 2025 – La International Brazilian Jiu-Jitsu Federation (IBJJF) esprime il suo profondo cordoglio nel confermare che un atleta è deceduto in seguito a un’emergenza medica verificatasi durante il nostro evento di Chicago lo scorso domenica.
I nostri pensieri e le più sentite condoglianze vanno alla famiglia, agli amici, ai compagni di squadra e a tutti coloro che sono stati toccati dalla sua vita. Si tratta di una perdita devastante per l’intera comunità del jiu-jitsu.
L’emergenza medica si è verificata nell’area riservata agli spettatori poco dopo che l’atleta aveva concluso il proprio incontro. Lo staff IBJJF, insieme a personale medico qualificato e ad altri soccorritori esperti, è intervenuto immediatamente, utilizzando tutte le tecniche salvavita, le attrezzature e i protocolli medici disponibili per prestare assistenza. L’atleta è stato trasportato in ambulanza presso un ospedale nelle vicinanze. Nonostante gli sforzi urgenti e prolungati del personale sanitario, ci è stato successivamente comunicato con rammarico che l’atleta è deceduto.
L’IBJJF resta fermamente impegnata nella tutela della sicurezza e del benessere di tutti i partecipanti e degli spettatori e continuerà a collaborare strettamente con i professionisti sanitari e con lo staff degli eventi per garantire i più alti standard di assistenza in tutte le nostre manifestazioni.
Per rispetto della privacy della famiglia, non verranno diffusi ulteriori dettagli in questa fase. Invitiamo la nostra comunità a unirsi a noi nel lutto per questa grave perdita.”
Su reddit sono uscite altre informazioni, che non ho possibilità di verificare quindi prendiamole con la giusta dose di scetticismo. Sembra che la persona avese 50 anni, aveva appena combattuto e alcuni insinuano che ci sia stata disorganizzazione nel prestare i soccorsi.
Cosa dicono i presenti
Scrive una partecipante:
Ho sentito che non è stato “immediato”. Ci è voluto del tempo per raggiungerlo.
Nessun defibrillatore (AED) in vista. Nessuna chiara consapevolezza della situazione di emergenza. Nessun membro dello staff medico che si precipitasse nell’area.
Siamo stati tutti a competizioni IBJJF, e so bene che il loro “staff medico” è decisamente deludente.
Un altro partecipante condivide i suoi pensieri:
A tutti,
scrivo queste righe con grande dolore. Ieri, durante il torneo Chicago Open tenutosi lo scorso weekend, un nostro collega di competizione è tragicamente deceduto. È stato un momento assolutamente devastante — qualcosa che nessuno di noi si aspetta di vivere in un evento pensato per celebrare l’arte che tutti amiamo.
Ancora più doloroso è stato constatare quanto l’evento fosse impreparato a gestire una vera emergenza medica. Da quanto hanno potuto osservare molti presenti, la risposta medica è stata lenta e disorganizzata. Non c’era una tenda medica dedicata, nessuna squadra di pronto intervento chiaramente identificabile, e lo staff sul posto non sembrava dotato di procedure operative standard (SOP) aggiornate né di una formazione specifica per affrontare situazioni di vita o di morte.
Siamo tutti consapevoli dei rischi quando firmiamo la liberatoria e saliamo sul tatami, ma questo non dovrebbe mai più accadere.
Il nostro sport è cresciuto a livello internazionale, con eventi di alto livello che attirano centinaia, se non migliaia, di atleti e spettatori. Eppure, l’infrastruttura dedicata alla sicurezza degli atleti non sembra aver tenuto il passo. La IBJJF, in quanto principale organismo organizzativo delle competizioni di Brazilian Jiu-Jitsu, deve fare di più:
- Istituire postazioni o tende mediche obbligatorie in ogni evento.
- Garantire la presenza in ogni evento di paramedici qualificati e autorizzati o di personale preparato a intervenire in traumi gravi.
- Implementare e rendere pubbliche procedure operative standard aggiornate per la gestione di emergenze mediche gravi.
- Stabilire protocolli di emergenza visibili e assicurarsi che staff e volontari siano formati per applicarli.
Da queste misure può dipendere una vita. La tragedia di ieri non è stata solo un incidente isolato e imprevedibile — è stato un campanello d’allarme. La comunità merita di più, e gli atleti che mettono in gioco il proprio corpo e la propria salute meritano senza dubbio di più.
Vi invito a condividere esperienze o testimonianze di negligenza o ritardi medici visti nei tornei. Parliamo di come possiamo chiedere conto alle organizzazioni e fare in modo che la sicurezza diventi una vera priorità. Tutte le soluzioni o critiche costruttive sono benvenute.
Riposi in pace il competitor che ha perso la vita. Il mio pensiero va alla sua famiglia, ai compagni di squadra e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa terribile perdita.
Stay Safe!, ovunque vi troviate.
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