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Maurice Scardigno deve la vita al jiu-jitsu, letteralmente

Maurice Scardigno deve la vita al jiu-jitsu, letteralmente 1
Matteo
Scritto da Matteo

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L’ articolo è apparso su varie testate (da BJJEEJiuJitsuTimes per dirne due) e quindi non sappiamo a chi darne la partenità. Ma meritava di essere preso nella totalità. Grazie a Matteo per il lavoro!

Maurice Scardigno deve la vita al jiu-jitsu, letteralmente

Maurice Scardigno deve la vita al jiu-jitsu, letteralmente 2

Maurice Scardigno (presa da linkedin)

Mi chiamo Maurice Scardigno. Sono un tenente detective di un grande dipartimento di polizia del nord del New Jersey. Sono nelle forze dell’ordine da 19 anni e mi sono allenato ininterrottamente nel BJJ dal 1997. Sono una cintura marrone sotto Karel “Silver Fox” Pravec, una cintura nera di 3 ° grado sotto Renzo Gracie.

Quel giorno ero l’unico sergente della divisione di pattuglia sulla strada quando una chiamata per un incidente di violenza domestica in corso arrivò alla radio. La Centrale fornì l’indirizzo, “Sembra che sia abbastanza sotto controllo” dissero.

Arrivai all’indirizzo. Mentre saltai fuori dalla macchina iniziando a correre su per la proprietà, una donna completamente spettinata, corse fuori di casa. Pensando che fosse la vittima, (… e che io fossi l’eroe) la afferrai, la strinsi per un braccio e le dissi: “Non ti preoccupare … ti ho preso … starai bene”.

Lei rispose: “No! No! È di sopra … Hector (non il suo vero nome) … mio figlio … sta uccidendo mio marito!”

Non chiesi come (cosa che in seguito ho realizzato fosse insensata) e corsi sui gradini dell’appartamento entrando in casa.

Quando arrivai in cima alle scale cercai il sospetto … cercai vittime … “dov’è la minaccia?” mi chiesi.

Era un piccolo appartamento di merda. Una camera da letto. Fondamentalmente la cucina era nel soggiorno. Il tavolino in vetro era rotto. La TV a schermo piatto e il computer erano sul pavimento.

Vidi Hector … era enorme … 2 metri per 110 kg almeno di un corpo atletico.

Hector era in monta su suo padre. Lo stava strangolando con entrambe le mani … Il viso del padre era gonfio, ma non opponeva resistenza … non si muoveva. Era privo di sensi, immobile. Il figlio sembrava posseduto … stava letteralmente uccidendo suo padre a mani nude … strangolandolo continuamente, scuotendone la testa avanti e indietro ogni volta che esercitava pressione sul collo di suo padre …

Non era la prima o l’ultima volta della mia carriera in cui sarei stato costretto a prendere una decisione in una frazione di secondo che avrebbe potuto avere conseguenze traumatiche per me, il sospetto o la vittima. In effetti, queste decisioni vengono prese regolarmente da agenti di polizia in tutto il paese e, di solito, terminano con lesioni, decessi, azioni legali, cattiva stampa, sospensioni amministrative, valutazioni mediche o psicologiche e una miriade di altre conseguenze indesiderabili. Nessuno vince.

Durante i miei 19 anni nelle forze dell’ordine, ho avuto la fortuna di non dover mai sparare a nessuno. Ho estratto la mia arma innumerevoli volte e sono sempre stato pronto ad usarla. Per fortuna, non ho mai dovuto. Sono stato in dozzine di scontri fisici … a volte con un partner accanto a me, a volte da solo. Il più delle volte ne sono uscito senza farmi male … e anche il cattivo.

Hector non mi guardò nemmeno quando entrai nella stanza … non so nemmeno se saepsse che ero lì … rimase semplicemente in monta su suo padre … strangolandolo.

Quindi le mie opzioni iniziarono a correre nella mia testa … Pensai “Hector sta certamente usando una forza mortale, il che significa che potrei dover usarla anche io”:

  1. Potrei sparargli in testa, (Ciò neutralizzerebbe istantaneamente la minaccia e forse salverebbe il padre).
  2. Potrei iniziare a colpirlo con il manganello (che probabilmente funzionerebbe).
  3. Potrei usare il mio spray al peperoncino (in quasi 20 anni non l’ho mai visto usato per ridurre una minaccia e calmare un sospetto combattivo).
  4. Potrei affrontare e sottrarre Hector a suo padre lanciandomi contro (ma non sono molto forte, non ho “ko power” … sarebbe una battaglia, vorrebbe combattere, dipende da come atterreremmo in quel minuscolo appartamento e potrebbe essere davvero un male per me).
  5. Potrei calciare Hector in testa. (Probabilmente lo stesso risultato dell’opzione n. 4).
  6. Oppure potrei usare il Jiu jitsu brasiliano.

Ho scelto il Jiu jitsu brasiliano.

Mentre stava strangolando a morte suo padre, applicai una “presa a cintura di sicurezza” sulla schiena di Hector e l’ho strappai via. Eravamo a terra, lo portai dal lato libero, quindi non mi stesi sul lato dell’arma … per averne disponibilità in ogni evenienza … avevo un buon controllo della schiena; i miei ganci erano dentro, mantenni la pressione con i fianchi e portai la mia testa in una posizione sicura; Eravamo orecchio contro orecchio.

Cominciò a impazzire e ad oscillare violentemente. Era come cercare di aggrapparsi a un cavallo imbizzarrito. Cercò di colpirmi con un pugno, strapparmi i capelli e grattarmi la faccia. Ma rimasi calmo. La posizione mi era molto familiare; l’ho allenata nel Jiu jitsu brasiliano. Pur essendo molto più piccolo, più debole e più leggero di 30 chili, usai il mio peso corporeo, leva e tecnica e sono rimasto al sicuro. Passai dalla presa della cintura di sicurezza ad una posizione di controllo attorno al braccio e successivamente al ginocchio sullo stomaco, quindi controllai Hector passando in una “monta a S” mentre continuava a resistere.

A metà della lotta, suo padre riprese conoscenza, tornando a respirare ansimando mentre il sangue tornava al cervello. Hector ha continuò a resistere ma inutilmente. Lo controllai bloccando il polso con una mano … tutto qui. Nessun pugno. Niente calci. Nessun manganello. Senza spray al peperoncino. E sicuramente, grazie a Dio, senza dover utilizzare la mia arma. Non sono sovrumano. Sono un marito quarantenne, padre di due figli, che non ama i workout e ha una dieta scadente. Ma conosco il Jiu jitsu brasiliano. Ho usato la leva, l’equilibrio e la tecnica.

Gli agenti di supporto arrivarono sulla scena pochi minuti dopo ed Hector fu ammanettato senza incidenti. I suoi genitori si resero conto di quanto il padre fosse stato vicino alla morte per mano di suo figlio, spiegarono che Hector aveva una storia di malattia mentale e che un recente cambiamento nel suo regime terapeutico lo aveva reso insolitamente aggressivo. Mi ringraziarono per non aver ucciso il figlio e mi abbracciarono entrambi in lacrime.

Sono un hobbista. Non competo. Non ho mai combattuto nelle MMA … mi sono allenato un paio di volte a settimana dalla fine degli anni ’90 … a volte sono stato settimane senza allenarmi, … a volte mesi … In realtà ho preso una pausa di 12 anni a un certo punto. Mi diverto, ma non sono un esperto. Lo prendo sul serio quando mi sto allenando sulla materassina, ma l’allenamento non è la mia vita … prende decisamente posto in secondo piano rispetto alla mia famiglia, moglie, figli, casa e lavoro … ma mi sono allenato abbastanza costantemente negli anni in cui ho praticato e sono diventato abbastanza abile traendone incredibili benefici.

Ciò che mi dà la conoscenza del Jiu Jitsu brasiliano è la fiducia. Perché? Non perché ho imparato qualche tocco mortale segreto … non perché mi ha reso più veloce, più forte o mi ha dato potenza e certamente non mi ha reso imbattibile. Ciò che il BJJ ha fatto per me nel corso degli anni è stato mettermi in posizioni molto difficili, di solito in situazioni molto scomode fisicamente … ancora e ancora e ancora e ancora … e questo mi ha costretto a gestirle … non impazzire … non perdere la calma… non andare nel panico … non avere paura … e trovare la soluzione logica. Il mio istruttore, Karel “Silverfox” Pravec, dice: “Il Jiu Jitsu brasiliano potrebbe non essere intuitivo, ma è logico“.

Ipoteticamente parlando, se dieci diversi ufficiali fossero arrivati in quell’appartamento prima di me, ognuno avrebbe usato una soluzione diversa per risolvere il problema di Hector che stava strangolando suo padre a morte. Dieci opzioni perfettamente legali per fermare la minaccia. Potrei argomentargli che sono peggio di quanto sarebbe più semplice intervenire usando tecniche di Jiu jitsu molto semplici, molto apprendibili e fondamentali. Posizionamento e leva. Questo è tutto. Niente spari, niente ossa rotte, niente cause legali, niente morti. Solo io e il Jiu jitsu brasiliano abbiamo salvato la vita a Hector.

Non mi sento a mio agio a indovinare le azioni di tutti gli ufficiali che hanno recentemente usato una forza mortale su sospetti disarmati. Capisco. Sono certo che nessuno di loro si è svegliato quella mattina e ha premeditato di sparare a un sospetto disarmato. Penso anche che sia giusto presumere che si sentissero senza opzioni. Stavano perdendo la lotta. Stavano per morire. Erano spaventati. Non avevano scelta. Non si sono trovati mai in una situazione fisica simile e sono stati costretti a usare la logica per trovare una soluzione. Hanno usato l’unica arma che sapevano avrebbe funzionato. E sebbene la maggior parte delle indagini sugli incidenti si concludano determinando che è stata una “azione corretta”, sono certo che tutti quegli ufficiali avrebbero desiderato non essere messi in una situazione per la quale si sono trovati a sparare ad un sospetto, come unica soluzione del problema.

L’unica tattica difensiva o addestramento di arti marziali che la maggior parte degli ufficiali riceve è quando sono reclute nell’accademia di polizia. È triste, ma vero. Stranamente, per la maggior parte delle agenzie non è una priorità. L’addestramento delle armi (tiro, manganello, spray al peperoncino) è obbligatorio. Imparare a chiudere la distanza con un sospetto aggressivo, portarlo a terra e controllarlo non lo è. Gli ufficiali in tutto il paese fanno ciò per cui sono stati formato; si confrontano con il loro livello di allenamento. Sebbene Hector fosse molto più grande e più forte, l’ho controllato completamente a terra. Era assolutamente a rischio zero per me perché mi alleno nel Jiu jitsu brasiliano.

Il Jiu jitsu brasiliano gli ha salvato la vita.

Chi è l'autore

Matteo

Matteo

ppassionato jitsuka dalla primavera 2010, quando non sono impegnato con uno scambiatore di calore o a giocare coi miei figli, mi diletto nel tirare i piedi dei miei compagni d'allenamento. In costante ricerca dell'equilibrio tra Gi e No-Gi, spero che un giorno l'IBJJF permetta il knee reaping e legalizzi le leve ai talloni (heel hook)

2 Commenti

  • che dire se non che i carabinieri e la polizia italiana dovrebbero metterlo nella routine settimanale obbligatoria? Non avremmo agenti con mascelle rotte o agenti che stan li a gigionare di fronte ad uno scalmanato o peggio ancora vedere 5 agenti per bloccare un uomo quando uno basta e avanza.

    • credo che molti facciano qualche tipo di sport da contatto in privato (nelle varie palestre ne ho sempre incontrati molti di tutori dell’ordine)… non sono tutti come il commissario Winchester dai :-)

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