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Intervista a Roberto De Moraes Atalla

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Scritto da max

Intervista a Roberto De Moraes Atalla 4

Roberto ti puoi presentare ai lettori di Grappling-Italia?

Sono un ragazzo normale, innamorato da lungo tempo ormai del BJJ  che ha deciso di condividere questa sua passione: ho così viaggiato e insegnato BJJ e Grappling in molti paesi. Sono uno dei leader di un piccolo team che si fa valere in tutto il mondo. In Italia il RGC è sicuramente uno dei migliori gruppi, con ottimi risultati sia in competizioni di BJJ sia No Gi. Il nostro team è molto competitivo e puntiamo sempre a migliorare.

Nel 1996 fu organizzato il primo Mundials di bjj nel quale vincesti la medaglia d’oro nel peso e nella categoria cinture viola. Ci vuoi raccontare come fu quell’esperienza?

E’ stato tanto tempo fa, ma allora superai molti problemi personali e infortuni e mi allenai molto duramente per quell’evento. A dir la verità ho partecipato a competizioni più difficili, ma quella fu indimenticabile, perché in poche ore presi due medaglie d’oro, e fui eletto migliore cintura viola dopo aver battuto molti ragazzi di talento tra cui Vitor Shaolin, José Ribeiro, Mario Esfiha McCord (125 kg). Fu allora che capii che sarei rimasto coinvolto con il BJJ per lungo tempo.

Nel tuo percorso di formazione hai avuto il piacere di conoscere grandi nomi del jiu-jitsu da Carlson Gracie jr. a Carlson, Bolao, Renzo Gracie, Bustamante, JJ Machado e altri, hai qualche aneddoto legato a qualcuno di questi maestri?

Ho molte storie interessanti su tutti loro, ma ve ne racconterò una. Dopo soli tre mesi di allenamento ero frustrato e pensai che il BJJ non fosse fatto per me. JJ Machado, avendomi sentito lamentare, mi sfidò ad abbandonare o a essere più paziente. Io non abbandonai e imparai la lezione. Un grande allenatore non solo mostra come combattere, ma v’ispira, e i miei allenatori mi hanno sempre aiutato. Se JJ Machado e Renzo fossero rimasti in Brasile, non sarei passato ad allenarmi altrove, ma anche questa è stata una benedizione sotto mentite spoglie. Ebbi così l’opportunità di imparare da Murilo [Bustamante n.d.r.] e Sergio, e grazie a loro il mio gioco si è evoluto molto. Il Maestro Sergio [Bolo n.d.r.] è incredibile, scherza sempre ma è in grado di guidare un allenamento come solo pochi sanno fare. Quando prende un gruppo e lo prepara per una gara, sa farlo eccellere come nessuno. E’un peccato che egli non tenga più regolari lezioni di gruppo, ma speriamo che apra una nuova palestra, ora che vive in una parte diversa del Rio e sta trovando di nuovo la motivazione.

Il bjj dal 1996 a oggi è molto cambiato. In sedici anni abbiamo visto un’evoluzione incredibile dello sport con la creazione di nuove posizioni e tecniche. Che cosa pensi della contrapposizione tra “old jiu-jitsu” e “new style” degli astri nascenti come i Mendes?

Seguo il BJJ dal 1990, le cose sono cambiate, lo sport è cresciuto molto, nuovi club hanno portato alla ribalta nuove “stelle”, le tecniche si sono evolute, ma non vedo molta differenza rispetto a prima: ancora quelli che si allenano più duramente e impongono il loro gioco vincono, e se si guarda una competizione di venti anni fa rispetto a oggi, la differenza principale è che la gente sta usando con maggior successo la mezza guardia. Ho visto alcune delle lotte di Rafael Mendes e a essere onesti, non mi piace quando ribalta solo per attaccare il piede e poi torna alla guardia. Il BJJ si basa sulla progressione e se spazzi devi muoverti sopra il tuo avversario, cercare di passare. Stallare dovrebbe essere punito in tutte le posizioni, il problema non è la 50/50 stesso, ma usarla per mantenere il gioco dove ti senti sicuro per poi provare un attacco, ottenere un vantaggio e vincere con questo. A mio parere questo non dovrebbe essere consentito. I vantaggi rendono il gioco noioso. Tutto sommato credo che il BJJ sia efficace, non m’importa se le cose sono vecchie o nuove, tutto ciò che conta per me è se funzionano e quante volte.

IBJJF, CBJJE, World PRO, FILA, solo per nominare le più note federazioni. Pensi che la concorrenza farà bene allo sport o a rimetterci saranno gli atleti costretti a decidere a quali gare partecipare?

Credo che gli atleti dovrebbero competere il più possibile, con regole diverse, in modo da essere più adattabili ai vari regolamenti. Non mi piacciono per niente le regole ADCC, penso che la Fila sia in continua evoluzione, anche se ha alcuni difetti, così come li ha il regolamento della IBJJF. Quando accade che due competizioni avvengano nello stesso periodo, credo che la scelta debba ricadere sulla più importante, o su quella più vicina e più importante. Chiedo ai miei studenti di non boicottare nessuna organizzazione a meno che non abbia dimostrato parzialità (ho visto barare arbitri e favorire le organizzazioni e atleti a essi collegati, e per me questo è inaccettabile).

A proposito di sport e regole: quali regole aggiungeresti e quali leveresti per rendere il nostro sport più spettacolare senza snaturarne lo spirito delle origini?

Darei più punti ai takedowns quando l’atleta che sta sopra finisce in posizione laterale o in monta, non considererei un takedown se l’atleta che sta sopra non controlla il suo avversario al suolo, leverei i vantaggi e magari darei uno o due punti ai tentativi di finalizzazione ben eseguita, e punirei molto di più chi stalla. Nessuna modifica di fantasia di cui non abbiamo bisogno, ma, a mio parere, solo degli aggiustamenti.

Oggi Rodolfo Vieira sta esprimendo un jiu-jitsu completo. E’ bravo in piedi a passare la guardia e anche la sua guardia è pericolosa. Anche Roger Gracie prima di lui ha espresso un jiu-jitsu completo. Tu che hai una cintura marrone di judo pensi che in futuro vedremo altri lottatori allenarsi in maniera completa o vedremo solo super specialisti di guardie esotiche?

Ho visto ragazzi lottare da sopra e da sotto sin dai tempi antichi: Saulo e Royler così come Leo Vieira, e questo è il modo di combattere che preferisco. Più scelte hai, meglio è per te. Ho anche visto ragazzi che erano incredibili da sopra, ma non avrebbero potuto giocare da sotto o quelli che possono avere successo solo quando chiamano la guardia.  Credo che il solo fatto di gareggiare e vincere sia una gran cosa, non consiglio di prendere qualcosa da tutti, ma mi piace di più la gente come Rodolfo e Roger. Forse è più veloce sviluppare solo un gioco, ma se sei un lottatore a tutto tondo sei un migliore agonista, non ho alcun dubbio al riguardo.

Molti parlano di jiujitsu life style ma pochi sanno veramente di cosa si tratti. In Brasile come si vive il jiu-jitsu?

Io non sono la persona giusta per dare la mia opinione a riguardo, ho un approccio diverso alla mia vita e il mio stile di vita non è legato al BJJ, mi piace l’Acai, ma bevo anche il caffè, non mi è mai potuto fregare di meno degli argomenti su cosa mangiare. Mangio quello che mi piace e ritengo  sia buono per il mio corpo, passo molto tempo a fare kitesurf o surf. Non compro magliette Affliction, piuttosto uso quelle Billabong. Non ho mai visto The Ultimate Fighter (ma seguirò l’edizione brasiliana che parte, qui, domenica prossima lol).Non credo che qualcuno dovrebbe aderire a qualche stile di vita quando si è coinvolti in uno sport, è una scelta personale, ma troppo spesso le persone fanno cose che sentono in giro, senza pensare per conto proprio.

In passate interviste si legge che hai deciso di creare il tuo team per allontanarti dalla troppa politica presente nel bjj, ci puoi dire qual è la filosofia del RGC e come si pone nei confronti delle varie federazioni?

La nostra filosofia è chiara: vogliamo competere senza essere troppo vicini a qualsiasi federazione o gruppo. Decidiamo insieme cose importanti per il nostro club e ascolto molto il parere degli istruttori, valorizzando più quelli che contribuiscono di più. Sento che la maggior parte delle federazioni è più interessata al denaro di qualsiasi altra cosa, ma abbiamo ancora voglia di andare lì e combattere quando possibile. Meno siamo impegnati nella politica, tanto più ci teniamo lontani da quello che fanno.

La difesa personale è un marchio di fabbrica del Gracie jiu-jitsu come del Behring, Kyoto e altri team legati alla tradizione. Pensi che sia un aspetto che vada studiato o oggi sia un bene concentrarsi solo sull’aspetto sportivo dell’arte?

Dipende da ciò che ti piace, credo che focalizzarsi sulle gare faccia parte del RGC e deriva dal mio amore per la competizione. Oggi la difesa personale è una cosa complicata, ma vale sempre la pena di imparare le nozioni base di autodifesa, ma per molti di noi non è realistica, mentre il gioco a terra è infinito, così preferiamo concentrarci di più su questo. Tu hai parlato di Gracie JJ, Behring e Kioto ma queste accademie vivono nel passato, le cose si sono modificate negli ultimi trenta anni e loro non si sono adattate. Vedo i figli di Rorion che fanno un ottimo lavoro nella commercializzazione di se stessi, parlano bene e promuovono la loro palestra, ma di quanta autodifesa  avete bisogno? Molti di noi non useranno mai niente di tutto questo mentre ognuno di noi si allenerà per la competizione o per il fitness perché il gioco a terra è molto divertente. Perché allenarsi a schivare coltelli o pistole, quando sono molto più divertenti i passaggi di guardia e i ribaltamenti.

Qual è la lezione tipo di Roberto Atalla, quanto tempo dedicare al riscaldamento, alle tecniche ai drills allo sparring?

Il mio warm-up è normalmente questo: riscaldamento del corpo, fare semplici esercizi collegati alla lotta, poi alleniamo tecniche nuove o conosciute. Oltre allo sparring mi piace fare un sacco di allenamenti specifici, in cui un ragazzo deve passare e l’altro ribaltare o finalizzare, e molto altro che fa parte dei nostri segreti, quindi è meglio se la gente viene ad allenarsi con noi in modo da avere un’idea più chiara [;)]

Vuoi parlarci di questo nuovo appuntamento settimanale dedicato alla didattica (Rio Grappling Invites)?

Non prometto di caricare video ogni settimana o addirittura ogni mese, ma cercherò di raccogliere il più possibile quanti più amici in questa nuova serie, Rio Grappling Club invites, dove mostreranno una o due posizioni mentre io li introduco ed eventualmente traduco i dettagli.

Quali sono i tuoi progetti e soprattutto quando ti rivedremo in Italia?

In futuro voglio iniziare un’altra serie di video, focalizzata sui fondamentali del Bjj, fatta solo dai dirigenti del nostro gruppo, nella quale mostrare in maniera dettagliata tutte le posizioni di base, ma per quest progetto  aspettiamo di essere più abituati a filmare e quando troveremo il tempo per organizzare tutto questo in  modo che ne beneficeranno i principianti che non riescono a trovare un istruttore qualificato dalle loro parti.

Tornerò in Italia per il camp estivo (inizia il 23 agosto) e di nuovo nel mese di dicembre. Le nostre gradazioni quest’anno avverranno al camp estivo e d’ora in poi tutte le cinture viola, marrone e nere in Italia saranno assegnate solo al nostro camp, mentre le cinture blu saranno assegnate in altre occasioni, quando qualcuno vince una gara o è troppo tempo che ha la cintura bianca.  In questo modo chi ottiene una cintura avanzata la riceve dal suo allenatore, da me, da Bernardo Serrini e Mariusz Koziej allo stesso tempo. Avremo tre nuove cinture nere in Italia e le frustate saranno brutali!

Abbiamo piani per un camp in Brasile il prossimo anno nel mese di aprile e sto aiutando uno dei miei studenti ad organizzare una competizione di BJJ e Grappling a Búzios. Oltre a questo,  stiamo strutturando nel modo migliore il nostro gruppo in Brasile e ci sono alcune nuove idee in cantiere, ma non posso parlarne ora per non rischiare di rovinare la sorpresa.

Grazie Roberto per questa intervista.

Grazie per l’opportunità, e un cordiale CIAO a tutti i miei amici in Italia, dove mi piace sempre ritornare e che per me è come fosse una seconda casa.

 

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