L’UFC è la più importante promotion di MMA professionistiche al mondo, tanto che per i fan meno hardcore il nome è diventato quasi sinonimo dello sport. Dalle serate senza regole del 1993 alla vendita per oltre 4 miliardi di dollari: ecco come ci è arrivata.

  • Primo evento: UFC 1, 12 novembre 1993, Denver
  • Fondatori: Art Davie e Rorion Gracie
  • Proprietari: SEG (1993–2001), Zuffa dei fratelli Fertitta e Dana White (2001–2016), WME-IMG / Endeavor (dal 2016, dal 2023 dentro TKO Group)
  • I primi italiani in UFC: Alessio Sakara (2005) e Ivan Serati (2008)

Le origini: il 1993 e i primi tornei

Il logo dell'Ultimate Fighting Championship usato dal 1993 al 1999
Il logo dell’UFC degli anni Novanta.

L’UFC è stata fondata dall’uomo d’affari Art Davie e dalla cintura nera di brazilian jiu-jitsu Rorion Gracie. Il primo evento, chiamato semplicemente Ultimate Fighting Championship, si è tenuto il 12 novembre 1993 a Denver, in Colorado, con regole molto diverse da quelle attuali: niente limiti di tempo, molto più simile al vale tudo brasiliano che alle MMA di oggi. A dirla tutta il termine MMA non esisteva ancora: si parlava di NHB (no holds barred) o, appunto, di vale tudo.

Non c’erano categorie di peso e gli incontri erano tra stili diversi. Con la formula del torneo, per vincere il premio finale bisognava combattere due o tre volte nella stessa serata.

Come si scoprirà più tardi, i primi eventi erano fatti su misura per far brillare il Gracie jiu-jitsu, l’arte marziale più adatta al vale tudo. Una strategia perfetta, tanto che oggi il brazilian jiu-jitsu è praticato in tutto il mondo.

Il primo evento era pensato come un appuntamento unico, ma il successo strepitoso ha spinto l’organizzazione a farne altri. Sono gli anni in cui nasce il mito di Royce Gracie, Ken Shamrock, Patrick Smith, Dan Severn, Marco Ruas, Gary Goodridge, Don Frye, Kimo Leopoldo, Oleg Taktarov e Tank Abbott.

Con UFC 5 arrivano i primi incontri singoli accanto al torneo. A ogni evento si aggiungono regole per rendere lo sport più sicuro e più spettacolare, e soprattutto per non dare all’opinione pubblica motivi per puntare il dito contro la promotion. Nel frattempo i due fondatori vendono le loro quote alla SEG (Semaphore Entertainment Group), la società che produceva gli eventi fin dall’inizio.

Nel 1997, più o meno ai tempi di UFC 15, l’UFC è già un argomento caldissimo in America: Tank Abbott compare nei panni di se stesso in Friends e strapazza Pete Becker (Jon Favreau), il fidanzato di Monica che voleva diventare un fighter.

Monica e Pete Becker nella puntata di Friends con Tank Abbott
L’UFC arriva anche in Friends (1997).

Fine anni ’90: la crisi e il quasi fallimento

L’UFC e le tante altre promotion nate sulla sua scia avevano un successo enorme e inatteso, proprio mentre il pugilato soffriva. Ma la lobby della boxe era potente e sapeva come ungere gli ingranaggi.

Il senatore John McCain chiede ai 50 governatori di vietare lo sport: viene bandito in 36 stati ed escluso dalla TV via cavo, e la sua crescita di fatto si ferma.

Intanto molte delle tecniche più brutali (soccer kick, leve sulle piccole articolazioni, testate, colpi ai genitali) vengono vietate, e diventano obbligatori guantini e categorie di peso. Da una parte questo codice comune a tutte le commissioni, le prime “unified rules” di Jeff Blatnick, John McCarthy e Joe Silva, ha evitato il divieto totale; dall’altra gli eventi tra UFC 23: Ultimate Japan 2 e UFC 29: Defense of the Belts non sono mai usciti in home video. È quella che viene chiamata l’era oscura.

La prima volta che l’UFC si definisce “evento di MMA”, invece che NHB, è a UFC 17, proprio per ammorbidire i media.

Anni 2000: arriva la Zuffa

La SEG naviga in pessime acque: costretta a organizzare eventi in piazze poco attraenti e senza poter guadagnare con i DVD, decide di vendere tutto ai fratelli italoamericani Frank e Lorenzo Fertitta e al loro socio Dana White.

I Fertitta, che possiedono già dei casinò, comprano l’UFC per 2 milioni di dollari più i debiti. Anni dopo Lorenzo dirà:

Tutti conoscono le tre lettere U, F, C, e volenti o nolenti reagiscono.

Lorenzo Fertitta

Fondano la Zuffa e, grazie ai rapporti con la Commissione atletica del Nevada e al regolamento unificato, riescono a riportare gli eventi dal vivo in piazze più ricche, a cominciare da Las Vegas. Il primo è UFC 33, chiamato appunto Victory in Vegas.

Piano piano l’attesa cresce di nuovo e UFC 40: Ken Shamrock vs. Tito Ortiz fa numeri enormi per l’epoca, 150.000 pay-per-view. In più porta in card fighter già famosi nel pro-wrestling, e comincia a conquistare i fan della WWE, come in Giappone succedeva già da tempo. Per molti è l’evento che ha riacceso la speranza: non abbastanza da togliere la Zuffa dal rischio di bancarotta, ma quanto basta per darle ossigeno.

2005: The Ultimate Fighter

All’inizio degli anni 2000 esplodono i reality show. Nel 2005 esce The Ultimate Fighter: l’UFC, maniacale nella produzione, ne paga di tasca propria i costi pur di tenerne il controllo.

La prima stagione è un successo e la finale tra Forrest Griffin e Stephan Bonnar è qualcosa di mai visto: gli spettatori aumentano minuto dopo minuto, perché i fan chiamano gli amici durante l’incontro.

Il primo evento dopo la finale, programmato con astuzia per il sabato successivo, è UFC 52: Couture vs. Liddell, i due coach del reality: 300.000 pay-per-view, il doppio del record precedente di UFC 40. Nello stesso anno debutta il primo italiano in UFC, Alessio Sakara, a UFC 55: Fury.

Segue una serie di successi: la seconda stagione di The Ultimate Fighter, Liddell vs. Couture 3 (UFC 57), Hughes vs. Royce Gracie (UFC 60) e Ken Shamrock vs. Tito Ortiz (UFC 61), eventi che superano abbondantemente i 500.000 pay-per-view. Con UFC 66: Liddell vs. Ortiz si sfonda per la prima volta il milione.

L’UFC assume Marc Ratner, ex Commissione atletica del Nevada e sostenitore della campagna di McCain contro l’UFC: magicamente le MMA smettono di essere uno sport violento. Il 2006 è l’anno dei record, con oltre 200 milioni di dollari di incassi.

Le acquisizioni: WEC, WFA e PRIDE

I soldi in arrivo permettono alla Zuffa di comprare la WEC nel 2006, anche per evitare che la concorrente IFL finisse su Versus. La WEC era specializzata nelle categorie più leggere, fuori dal DNA chiassoso dell’UFC. Compra anche la World Fighting Alliance (WFA), promotion locale ma aggressiva. Nel 2007 le scommesse sulle MMA superano quelle sulla boxe.

Sempre nel 2007 la Zuffa compra l’immortale PRIDE FC (qui tutti gli eventi del Pride): nonostante la promessa di tenere separate le due promotion, si fondono quasi subito, e Antonio Rodrigo “Minotauro” Nogueira, Mauricio “Shogun” Rua, Dan Henderson, Mirko “Cro Cop” Filipović e Wanderlei Silva entrano tutti in UFC. L’estetica del Pride manca a moltissimi, tanto che nasce una promotion “clone”, il DREAM (probabilmente la promotion con i poster più belli della storia).

Siamo nel 2008: l’UFC è di fatto il leader mondiale e decide di espandersi. Nello stesso anno nasce Grappling-italia.com, il sito che stai leggendo.

Fine anni 2000: il mondo è mio

Inglobato il Pride non restano concorrenti degni di nota, e l’UFC è pronta a conquistare il mondo. Arriva una sequenza di eventi devastanti, UFC 90, 91, 92, 94 e 98, e l’ingresso di Brock Lesnar si rivela una manna: amato o odiato, tutti vogliono vedere come vanno a finire i suoi incontri.

A UFC 93: Franklin vs. Henderson debutta il secondo italiano in UFC, Ivan Serati. UFC 100 ha una card pazzesca: Brock Lesnar vs. Frank Mir 2, Georges St-Pierre vs. Thiago Alves, Dan Henderson vs. Michael Bisping (i due coach della stagione internazionale di The Ultimate Fighter), più Akiyama, Coleman e Jon Jones. E infatti fa numeri strepitosi: 1,6 milioni di pay-per-view.

Tra alti e bassi la crescita dell’UFC è un fatto: tutti sanno cosa sono le MMA, ormai argomento di conversazione comune. L’arrivo in massa dei fan del pro-wrestling, e i modi di Brock Lesnar, rompono un po’ la magia.

La WEC viene inglobata nell’UFC, che ne assorbe i fighter e aggiunge nuove categorie: i pesi piuma con José Aldo e i pesi gallo con Dominick Cruz. L’ultimo incontro dell’ultima card, WEC 53: Anthony Pettis vs. Ben Henderson, è strepitoso: il calcio con cui Pettis rimbalza sulla rete e mette giù Bendo è ancora oggi iconico.

Gli anni 2010: un fenomeno globale

Con UFC 129 in Canada arrivano 55.000 spettatori dal vivo, record per il Nord America. L’UFC è un fenomeno di massa negli Stati Uniti, in Brasile e in Canada, e le promotion che si mettono sulla sua strada vengono schiacciate (Affliction) o comprate (Strikeforce, con il suo incredibile parco fighter, acquistata nel 2011 e assorbita nel 2013).

  • 2011: torna in Brasile dopo oltre dieci anni; nel 2014 arriva in Messico. Seguono card in Europa (Regno Unito e Germania), in Australia, in Giappone, a Macao, negli Emirati, a Singapore e nelle Filippine.
  • 2012: le MMA femminili entrano in UFC, grazie alla forza mediatica di Ronda Rousey.
  • 2014: l’UFC vieta la terapia sostitutiva del testosterone (TRT), e molti fighter fortissimi si scoprono improvvisamente molto meno dominanti.
  • 2016: a UFC Fight Night: Rothwell vs. dos Santos debutta Alessio Di Chirico.

2016: la vendita a WME-IMG (Endeavor)

Nel 2016 la Zuffa viene comprata da WME-IMG, oggi Endeavor, per oltre 4 miliardi di dollari. Una cifra enorme, ma non così grande se la si guarda nel contesto: quindici anni prima i Fertitta l’avevano pagata 2 milioni.

I prossimi eventi UFC

Abbiamo la lista più completa in italiano di tutti gli eventi UFC, con risultati, fight card e bonus: la trovi in tutti gli eventi UFC. Questi sono i prossimi in calendario.