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Alla scoperta del Kurash e delle Lotte Tradizionali

Alla scoperta del Kurash e delle Lotte Tradizionali 1
Giada Chioso
Scritto da Giada Chioso

Buongiorno a tutti, oggi siamo con Vittorio Giorgi, il presidente della Federazione Italiana Kurash e Lotte Tradizionali (FIKULT).

Buongiorno Vittorio, innanzitutto grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista. Prima di iniziare, ci tengo a dire che ho avuto il piacere e l’onore di gareggiare nel dicembre 2018 al “Russia Kurash Open” in Russia, proprio grazie a te, ed è stata un’esperienza bellissima. Il mio scopo oggi è quello di far conoscere ai nostri lettori il Kurash e le Lotte Tradizionali. Che cosa s’intende per “Lotte Tradizionali”?

VG: Le Lotte Tradizionali sono quelle lotte praticate da secoli dalle varie etnie dei cinque continenti. Sono nate sia come tecniche di combattimento reale che per finalità ludica, durante le feste nelle città e villaggi, trasmesse di generazione in generazione fino ad oggi. Rappresentano, infatti, un elemento culturale identitario dei vari popoli o etnie, sia nomadi che stanziali. Ne sono state censite più di cento! Tra le più antiche, posso menzionare il Kurash dell’Uzbekistan e l’Aba Guresi della Turchia. In Europa occidentale abbiamo le “Lotte Celtiche”, come il Gouren della Bretagna e la S’Istrumpa, praticata nell’entroterra della Sardegna. Alcune come il Qazaq Kuresi del Kazakistan e la Chidaoba della Georgia sono state dichiarate dall’UNESCO “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità”. Negli ultimi trenta anni, a cominciare del Kurash, queste antiche lotte sono state dotate di un vero e proprio regolamento di gara, diventando sport nazionali dei loro Paesi, dopodiché – attraverso la creazione di specifiche federazioni internazionali – sono state lanciate oltreconfine, col supporto del loro Ministero dello Sport. Possiamo suddividerle in tre tipi: “lotte con giacca” come Kurash,  Qazaq Kuresi, Aba Guresi, Chidaoba e Shuai Jiao (Cina), “lotte senza giacca” coma Shalwar Guresi e Yagli Guresi della Turchia, il Kushti del Pakistan e India, e “lotte con prese per la cintura” (oggi definite “Belt Wrestling”) come il Belbogli Kurash e il Bel Olish Kurash dell’Uzbekistan, il Kyrgyz Kurosh del Kyrgystan, il Koresh dei Tatari, l’Almokabasah dell’Oman, la S’Istrumpa e molte altre.

 Del Kurash cosa puoi dirci?

VG: Il Kurash è la lotta – sport nazionale dell’Uzbekistan, splendido Paese dell’Asia Centrale, attraversato dalla Via della Seta. La sua antichità ed importanza, testimoniata da vari reperti archeologici e petroglifi, ci viene anche narrata dal filosofo e storico greco Erodoto nelle sue “Cronache”. Oggi è uno sport internazionale riconosciuto dal Comitato Olimpico Asiatico (OCA) e praticato in oltre cento paesi nel mondo.

Tu sei un avvocato civilista esperto in relazioni internazionali. Come le hai scoperte e da quanto tempo ci sono in Italia?

VG: In gioventù ho praticato Karate a Caserta con Vincenzo di Ieso, mio Maestro e Padre spirituale: un’esperienza molto formativa che ha anche tracciato il mio cammino. Dal 2012 ricopro la carica di Console onorario della Repubblica dell’Uzbekistan per la Campania e il Molise. Nel 2014, durante una missione a Tashkent, ho visitato la sede della International Kurash Association (IKA), assistendo, poi, ad una dimostrazione di Kurash. L’impressione è così positiva che ho dato subito la mia disponibilità a promuoverlo in Italia. Due mesi dopo, a seguito del mandato ricevuto dall’IKA, ho fondato a Caserta la “Federazione Italiana Kurash”. Inizia così la mia esperienza umana, culturale e professionale nel mondo delle Lotte Tradizionali, un mondo davvero senza confini. Ho anche frequentato il Corso di Management Sportivo alla “Scuola dello Sport del CONI”, per approfondire le tematiche del diritto sportivo. Visto il forte interesse in Italia, lo scorso anno, a seguito di accordi siglati con varie Federazioni Internazionali, abbiamo inserito altre Lotte Tradizionali, facendo positive esperienze con le nostre rappresentative nazionali ai vari campionati mondiali. Tanto che quest’anno abbiamo cambiato denominazione in “Federazione Italiana Kurash e Lotte Tradizionali” (FIKULT).

 Quali discipline sportive gestisce ora la FIKULT? A quali federazioni internazionali è affiliata?

VG: Attualmente la FIKULT gestisce e promuove: Kurash, Belbogli Kurash e Bel Olish Kurash (Uzbekistan), Qazaq Kuresi (Kazakhstan), Aba Wrestling e Shalwar Wrestling (Turchia), Kyrgyz Kurosh (Kyrgyzstan), Belt Wrestling Koresh (Russia), Chidaoba (Georgia) e Almokabasah (Oman). Siamo ufficialmente riconosciuti ed affiliati alle seguenti Federazioni Internazionali: International Kurash Association, International Belbogli Kurash Federation, World Aba Wrestling and Traditional Sports Federation, International Federation of Kyrgyz Kurosh, International Belt Wrestling Koresh Federation, International Belt Wrestling Association (IBWA). Abbiamo, poi, accordi di collaborazione con la Georgian National Wrestling Federation e l’Association of Almokabasah Wrestling Sport. Stiamo anche lanciando un “nuovo sport da combattimento” molto avvincente, l’ALPAGUT, a seguito del mandato ricevuto dalla World Alpagut Federation con sede in Azerbaijan.

Ho praticato diversi sport di contatto a livello agonistico, iniziando dal Judo per poi fare anche Sambo e Grappling e, infine, Sumo. Prima della gara di Kurash ho partecipato ad uno stage organizzato dalla Federazione Italiana Kurash e, devo dire la verità, mi sono trovata molto a mio agio nel praticare questa nuova disciplina. Che cosa ne pensi di questa duttilità tra le varie discipline di contatto? In Italia, a mio parere, non c’è questa mentalità di praticare più discipline simili in contemporanea, come d’altronde fanno in altre nazioni.

VG: Quando ero ragazzo, alla fine degli anni ’80, in Italia si praticavano solo alcune delle tante arti marziali che vi sono, invece, oggi e solo pochi atleti fanno esperienze in più discipline. Oggi nel 2020, epoca della globalizzazione, vedo l’“Atleta Globale” ossia quell’atleta che cerca la completezza tecnica e la pluralità di esperienze attraverso lo studio di discipline, anche assai diverse tra loro, e la partecipazione alle varie competizioni agonistiche, soprattutto a livello internazionale. Devo dire che tu, Giada Chioso, sei un chiaro esempio di “Atleta Globale”.

Ti ringrazio di ciò che hai appena detto, in effetti mi basta sentire la parola “lotta” e mi vado subito a informare, per ora escludo solo le discipline in cui sono presenti calci e pugni, senza offesa per nessuno ma per mio gusto personale. Ritorniamo a noi, so che ci sono diverse gare durante l’anno all’estero, dove invitano anche l’Italia, e in alcune ci sono in palio anche premi in denaro. Che cosa bisogna fare per poter partecipare?

VG: In cinque anni di attività abbiamo partecipato, con le nostre squadre nazionali, a ben 17 competizioni internazionali. Un’esperienza straordinaria per atleti, tecnici e dirigenti, nel contesto sportivo, umano e culturale delle varie Lotte Tradizionali. Spesso le varie federazioni internazionali offrono la copertura del biglietto aereo ed hotel per un certo numero di atleti. Talvolta offrono premi in denaro per i vincitori, anche molto consistenti. Un motivo in più per partecipare ad una gara e per premiare i sacrifici di anni. Per partecipare bisogna frequentare i nostri seminari e dimostrare di possedere quelle qualità tecniche ed umane necessarie per rappresentare dignitosamente il nostro Paese e la nostra federazione.

So che recentemente ci sono stati accordi anche con la FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali). Mi sembra un ottimo riconoscimento. Che cosa comporta questo?

VG: Lo scorso ottobre abbiamo firmato un accordo di collaborazione con la FIJLKAM per creare una sinergia per lo sviluppo delle Lotte Tradizionali in Italia. I suoi atleti e tecnici potranno praticare le nostre lotte e partecipare a competizioni nazionali ed internazionali, seminari e stage. La FIJLKAM ci ha riconosciuto come la Federazione che gestisce e rappresenta in Italia le Lotte Tradizionali. Ovviamente non tutte! Attraverso la FIJLKAM abbiamo, poi, aderito, alla United World Wrestling (UWW): un ulteriore, prestigioso palcoscenico per i nostri atleti. Due risultati per noi davvero importanti!!

Quali programmi per il 2021?

VG: Insieme al Coordinatore sportivo Massimo Mattioli ed al Segretario generale Raffaele Vicario, sto elaborando il programma sportivo per il nuovo anno: organizzeremo seminari delle varie lotte nelle varie regioni, raduni per la selezione delle varie squadre nazionali e competizioni nazionali.

Hai altro da aggiungere?

VG: Il motto della FIKULT è “Il nostro Tatami è il mondo!”. Non vedo l’ora di volare di nuovo, verso nuove mete e competizioni internazionali, dove portare atleti ricchi di talento ed entusiasmo e vedere sventolare, tra le bandiere dei paesi partecipanti, anche quella della nostra Italia. Una gioia indescrivibile!

Con questo la nostra intervista finisce qui, ti ringrazio nuovamente per la tua disponibilità e a presto col Kurash e le Lotte Tradizionali.

Chi è l'autore

Giada Chioso

Giada Chioso

Atleta agonista di judo, grappling (-gi e no-gi) con partecipazioni a gare internazionali anche di sambo, kurash e sumo. Insegnante tecnico di judo FIJLKAM. Laureata in scienze motorie e alla magistrale in scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate con esperienza nella rieducazione motoria.