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Federico Tisi Risponde

Federico Tisi Risponde 1

Dopo l’intervista al patron della FigMMA Saverio Longo mi sembra d’obbligo pubblicare la lettera che mi ha mandato Federico Tisi.

Dopo l’intervista al patron della FigMMA Saverio Longo (di cui ho apprezzato il mettersi in prima linea, seppur con toni un po troppo forti) mi sembra d’obbligo pubblicare la lettera che mi ha mandato il Maestro Tisi.

– Come forse avete notato il clima si è surriscaldato un po troppo quindi non approverò commenti da ignoti e che riportino opinioni invece che fatti. –

Mi piacerebbe che dopo il rimbalzarsi di mail i due Maestri si siedano a un tavolo e si appianino le più grosse divergenze. Parafraso la frase finale… non intendo che alla fine si debbano trovare simpatici a vicenda ma almeno rispettare il lavoro reciproco. Per il bene dello sport.

El Chupa

PS Devo anche fare pubblica ammenda perchè forse questa volta ho lasciato passare un po troppe dichiarazioni che con  sport hanno poco a che vedere.

Lettera pubblicata con il benestare di Federico Tisi:

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Spettabile Grappling Italia

ho avuto modo di leggere l’intervista di Saverio Longo e gli insulti che questi mi rivolge con tanta disinvoltura e generosità.

Non riesco a capire i motivi di questo attacco personale gratuito, visto che da circa due anni non ho nessun tipo di contatto né con Longo, né con la federazione che presiede.

Detto questo vorrei precisare quanto segue:

Io non ho nulla contro la FIGMMA e le sue attività, cosi come non ho nulla contro tutte quelle organizzazioni che portano avanti in modo serio una qualsiasi forma di lotta diversa per natura o regolamento dal jiu jitsu brasiliano che pratico ed insegno.

A riprova di questa mia affermazione basti dire che io stesso ho supportato inizialmente la nascita della sua Federazione, gareggiando in prima persona alla prima edizione del suo Campionato Nazionale. Attualmente molti miei allievi diretti ed appartenenti a società affiliate al mio Network competono liberamente in FIGMMA, basti pensare fra i tanti a Giuliano Pennese, mio allievo diretto cintura marrone che combatte nelle MMA per l’Accademia Hung Mun, oggi Capitano della Nazionale di MMA FIGMMA .

Non essendo d’accordo su molte opinioni di Longo e con le politiche federali da lui adottate, ho poi legittimamente scelto di non avere niente a che fare con lui e la Federazione da lui presieduta. Da allora, lo ripeto, non ho avuto nessuno contatto con Longo, i suoi collaboratori, o la sua Federazione.

Oggi, a distanza di anni, Saverio Longo e le sue attività non destano in me alcun interesse.

Detto ciò, non mi resta che esprimere le mie perplessità sul fatto che abbiate deciso di pubblicare sul vostro sito le affermazioni di Longo volte a denigrare non solo il mio lavoro, ma altresì la mia persona.

Compito di un editore serio, sia esso di un giornale o di un sito come il vostro , è quello di saper distinguere dove finisce l’informazione e la critica fondata nei toni del civile confronto, e dove, invece, inizia l’insulto e la diffamazione infondata e gratuita.

Pratico Jiu Jitsu seriamente da quasi venti anni, ho fatto della mia disciplina una professione seria che ho costruito con fatica nel corso degli anni e che porto avanti con passione e trasparenza. Dalla mia accademia sono usciti molti tra i migliori lottatori italiani di jiu jitsu, con e senza gi, e anche di mma. Oggi oltre alla mia attività di insegnante , sto lavorando per una consona divulgazione e organizzazione dello stile brasiliano di jiu jitsu nel nostro paese. Con questo non intendo chieder simpatia ma semplicemente rispetto per il mio lavoro.

Per questi motivi mi riservo di far valere i miei diritti nelle opportune sedi legali.

Distinti saluti,

Federico Tisi

 

Chi è l'autore

Manolo

Manolo "El ChupaCabra"

Praticante di MMA, agonista di BJJ e grappling, ottimo conoscitore delle arti marziali miste e del valetudo. Manolo "El Chupacabra" non è niente di tutto questo.

6 Commenti

  • el chupa, approfitto di questo post per fare una riflessione su grappling italia e su un mestiere quanto mai vituperato quanto quello del giornalista…sì lo so ti sembrerà un discorso inattuale ma non ho modo alcuno per fartelo in privato, non conoscendoti personalmente, e nè penso sia in alcun modo una critica non costruttiva ( non è il mio stile nè la volontà visto che apprezzo tantissimo questo blog e il tuo lavoro)

    facciamo una premessa GI non è una testata registrata e tu probabilmente non sei un giornalista professionista, ma questo mi sembra un ripararsi dietro ai titoli italici, all’estero non ci sono albi e registrazioni di categoria….per cui scrivi e intervist, hai lettori, sei volente o nolente un giornalista.

    Io per mestiere e per titolo mi occupo di cinema ( non di sport) e non sai a quante interviste, a quanti festival mi capiti di chiedere opinioni circa un regista o un altro e saltino fuori frasi come ” quello è uno stronzo, fa solo cazzate, non ci sono riuscito mai a lavorare”. L’ultima mi capitò a Cannes l’anno scorso, in cui due registi, che io adoro, entrambi della stesssa nazione si insultarono a sangue in due interviste separate.

    ora dovere di cronaca riportare tutto? o deontologia professionale vuole alzare il livello, fare altre domande, eliminare l’emotività, i ricordi e le incomprensioni e vedere quale è il fondo del barile….

    dietro al dovere di cronaca ( più finto che reale) si annida poi il piacere della caciara, del rumore, degli studioapertismi…un intervistato ti può anche chiedere di pubblicare una determinata frase, ma sei tu scrittore e giornalista a decidere, sei tu a capire cosa è meglio per il tuo pubblico e la società ( anche nel tuo piccolo)..pensare che un gesto come la scrittura sia privo di responsabilità politiche ed educative è la fine della nostra italietta, dove riportiamo solo il peggio e mai alziamo il livello della discussione….

    fa ridere io ti parli di queste cose su un blog che parla di botte e non di filosofia,
    ma l’errore in questa questione lo vedo dalla tua parte…avere una rivista-blog-sito è una responsabilità ( anche solo per il pubblico che ti legge), usare uno spazio pubblico di lettura in maniera costruttiva è solo meglio, che non far scadere nei battibecchi ( e in tutto questo trovo la risposta di Federico Tisi, che non ho mai visto nè conosciuto, estremamente corretta e lineare)

    se tu avessi fatto una domanda in più, chiesto una riflessione che andasse oltre la superficie di ciò che ti è stato detto da Saverio Longo, forse non avremmo avuto questa reazione da parte di Federico Tisi e magari si poteva innescare una buona riflessione

    invece mi spiace ma scegliendo di pubblicare degli insutli ( seppur come sbobinatura di un’intervista) hai semplicemente abbassato il livello di ciò che scrivi e pubblichi..

    sperando di non venire fraintesto ( e sopratutto non conosco nessuno dei due interessati) nè bannato, ti auguro di alzare sempre il livello di ciò che scrivi….

  • Elcritico,
    ti do ragione su tutta la linea. Ho pubblicato parola per parola, quando effettivamente avevo il diritto/ dovere di non pubblicare tutto ed approfondire.
    come dici tu ho fatto un “studioapertismo” , Mi scuso con Fedrico, con Saverio e con voi lettori per la tutto questo

    Chupa

    PS sei un critico cinematografico ? recensione di WARRIOR subito !!

  • grazie a te…anzi forse rileggendomi ho un po’ sbrodolato….ma la professione giornalistica è una cosa ( quanto mai svilita oggi) a cui tengo:))

    per le recenzie di film di botte quando vuoi, per lavoro mi occupo di mattonelle d’autore, per cui è solo una ventata di freschezza :P

    cmq un po’ lunghetto ma warrior ha più che il suo perchè…..attendo anche The Hammer su hammil se nn sbaglio….

  • non sono invece d’accordo con quanto sostenete.
    ammetto che la posizione è scomoda ma fintanto che si riporta il famoso virgolettato la responsabilità è di chi pronuncia la frase.
    il problema deontologico è proprio nel momento in cui un giornalista decide cosa pubblicare o no: il giornalista riporta tutto, questo è il suo mestiere, tantopiù che Longo non è stato spinto a dire la sua contro qualcuno ma lo ha fatto di sua volontà e giustamente se ne assumerà la responsabilità.
    il problema dell’informazione moderna sta proprio nella crisi identitaria che affligge il ruolo\mestiere del giornalista.
    oggi il giornalista medio si pone, prima che glieli ponga il caporedattore quale curatore degli interessi dell’editore, problemi che non gli spettano come stare attento non dare fastidio a tizio o a caio, non andare contro la politica del proprio editore riportando notizie che non ne confutino le tesi o tagliandole ad arte oppure, come troppo spesso accade, riportare commentando e spingendo il lettore ad una determinata interpretazione.
    il giornalista riporta, punto. riporta tutto e non commenta. sta al lettore farsi un’idea e a chi è per legge responsabile per sè stesso pagare per quello che dice.
    punto, Longo poteva non dire quello che ha detto su Tisi se non voleva beghe, tu non l’hai spinto a farlo ma hai solo riportato, com’è giusto che si faccia per il famoso, e a quanto vedo, sconosciuto, diritto di cronaca.

  • C’è una soluzione secondo me, ora provo a spiegarvela, non mi uccidete se non vi piace:
    Nessuno può giudicare una persona.
    Mi spiego meglio.
    Quello che giudichiamo sono i comportamenti a cui assistiamo.
    “Quel comportamento è stato proprio corretto” ci troviamo a volte a dire, altre volte diciamo “si è comportato proprio male” ecc.
    Chi da un solo comportamento giudica una persona è sicuramente superficiale.
    Quando però i comportamenti di una persona, che ci “appaiono”, cattivi si ripetono tendiamo un pò tutti a giudicare la persona come cattiva.
    Anche qui potremmo essere in errore perchè per giudicare dei comportamenti come cattivi ci servirebbe il Padre Eterno.
    Ecco la soluzione quindi:
    Se riusciamo a fare un sondaggio e vediamo che a tante persone il comportamento di qualcuno “appare” cattivo potremmo quasi osare un giudizio.
    Ok ho capito, inizio io col sondaggio:
    In base alla lunga esperienza che ho avuto,
    in base alle diverse possibilità che ho dato prima di esprimere un giudizio a me
    “appare che”:
    Federico Tisi sia proprio come lo descrive Saverio Longo…
    Quanto conta l’opinione di una persona (anzi due)?
    Certo poco, anzi per fortuna poco! Deve valere poco! C’è e ci deve essere la par condicio!
    Forza unitevi, scrivete cosa “appare” a voi.
    Se arriveremo a 100 “mi appare che” allora azzarderemo un giudizio.
    E comunque dico che:
    “ma se quando avevi i capelli ricci rossi e facevi sanda eri un bravo ragazzo, perché ora sei diventato così? Ti ricordo che eri onesto e modesto! Torna presto come eri ti prego!”
    Danilo Capuzi

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