Bellator non testa i fighters con regolarità
Tesi confermata da Ben Askren e Travis Wiuff

Più che senza regolarità sarebbe meglio dire una volta ogni tanto. Ben Askren infatti sostiene di essere stato testato dalla commissione una sola volta su 8 match con Bellator (di cui 4 da headliner dell’evento).
Questo il suo recente tweet:
Just read the article on why Bellator fighters don’t fail drug tests.Hard to fail a test when you don’t take it.Only been tested once!
— Ben Askren (@Benaskren) May 13, 2013
Il tutto è nato da un articolo su bjpenn.com in cui ci si chiedeva come mai non c’è mai stato un caso di positività di un atleta Bellator. Il teorema molto paralogistico (che ho detto?) dell’autore sostiene che non si dopano perchè i fighters sognano l’UFC e una positività gli sporcherebbe la reputazione, e a Dana non piace. Che ingenuità! Sappiamo benissimo che i fans hanno la memoria corta in quanto a doping. Basti pensare a Chael Sonnen, Belfort o tanti altri. Hanno perso fans o subito le campagne stampa denigratorie capitate ad esempio a Marion Jones o Lance Armstrong?
No di certo…
Il motivo quindi qual’è? Semplice, non vengono testati. O meglio, lo sono ma di rado.
Il primo a testimoniare è stato il veterano di mille battaglie (86 match da pro!!!) Travis Wiuff rispondendo ad un topic su Underground Forum. A metà di pagina due il suo post recita “They don’t fail tests ‘cause they don’t test. At least in the 6 fights I had, I never was tested.”
Proprio come Askren che in realtà ha subito test ma solo perchè ha accettato di aderire al programma della VADA.
Ma perchè mai essendo eventi professionistici sanzionati e quindi sotto la supervisione delle commissioni atletiche nessuno testa?
Sul forum UG e su i fan post di bloodyelbow c’è chi ha fatto notare come Bellator tenga spesso gli eventi in casinò e arene indiane (alzi la mano chi sapeva che gli indiani sono nel business dei casinò ndr), che sono appunto in riserve indiane su cui le commissioni non hanno giurisdizione.
Però da una veloce ricerca direi che si tratta di meno della metà degli eventi.
Sarebbe interessante chiedere lumi a Bjorn Rebney o Viacom (Chupa prendi la camera ndt) ma teniamo in considerazione il fatto che fare un evento (Bellator ne fa uno a settimana durante la stagione dei tornei) costa parecchi permessi e risorse finanziarie e che bisogna sempre chiedere permesso alla politica, e che ci sono lobby che impediscono la regolarizzazione delle MMA in alcuni stati americani, quindi la risposta di Bellator potrebbe essere complessa.
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