Il 14 giugno, alla Casa Bianca, nel main event di UFC Freedom 250, Ilia Topuria ha perso il titolo dei pesi leggeri contro Justin Gaethje. Era la sua prima difesa dopo il KO su Charles Oliveira. Quattro round durissimi, 119 colpi incassati, il naso rotto, un piede rotto ed entrambe le ossa orbitali fratturate. Alla fine del quarto round è stato il suo angolo a fermare tutto: il fratello Aleksandre Topuria ha chiesto all’arbitro Marc Goddard di chiudere il match.

Cinque mesi dopo, in un’intervista a Fight Disciples, Topuria dice che quella decisione gli ha salvato la carriera.

«Se non mi avesse fermato, probabilmente non avrei più potuto combattere in vita mia. Sono davvero grato a mio fratello per aver deciso di fermarmi, perché amo quello che faccio. Ho avuto una brutta esperienza, ma ho ancora tante cose davanti.»

«Sarebbe stato molto triste sentirmi dire da un medico, o da chiunque, che non avrei più potuto combattere.»

Il recupero

Dopo il match Topuria ha attraversato quello che lui stesso chiama un periodo buio, e gli ci sono voluti mesi per riprendersi. Non è servito un intervento chirurgico. Oggi è tornato in palestra, ma senza allenamenti intensi e senza contatto: conta di allenarsi al cento per cento da gennaio 2027 e di tornare nell’ottagono tra aprile e giugno.

L’incontro con Gaethje non l’ha ancora rivisto.

«Uno dei momenti più importanti della mia vita, e io non riuscivo né a vedere né a respirare.»

Sa che prima o poi dovrà farlo, per capire gli errori, ma per ora non ce l’ha fatta.

Gaethje o Pimblett?

Sul prossimo avversario Topuria ha lanciato un sondaggio su Instagram: meglio la rivincita con Gaethje o la sfida con il rivale di sempre Paddy Pimblett? Una data, per ora, non c’è.

Fonte: intervista di Ilia Topuria a Fight Disciples