Un grappler puro, al terzo incontro di MMA, contro un campione che teneva la cintura da quattro anni. Sulla carta era la sfida più difficile della sua giovane carriera. È durata 2 minuti e 8 secondi.

Venerdì 6 novembre, nel main event di The Inner Circle 37 al Lumpinee Stadium di Bangkok, Tye Ruotolo ha battuto Christian Lee per strangolamento da dietro al primo round e si è preso il titolo ONE dei pesi leggeri MMA. Ruotolo, che già detiene il titolo ONE welter di submission grappling, è il primo atleta nella storia di ONE campione del mondo in entrambe le discipline.

Il match

Lee è partito con il suo jab e con i calci bassi, provando anche a mettersi in guardia mancina come l’avversario e a provocarlo a parole. Ruotolo è rimasto composto, guardia alta e passi misurati, e ha risposto con un calcio girato che ha attirato l’attenzione del campione.

Poi la finestra si è aperta: Lee ha abbassato le mani, Ruotolo l’ha colpito con un gancio destro e un sinistro al mento che l’hanno mandato al tappeto. Da lì side control, montata e ground and pound. Lee è riuscito a uscire dalla montata, ma nella fuga ha concesso la schiena: Ruotolo ha chiuso il figure-four con le gambe e lo strangolamento, e il campione ha battuto la mano a 2:08 del primo round.

«Volevo chiuderla al primo round, al cento per cento. È stato epico. Ho fatto andare le mani: per me è un TKO, anche se l’ho finito con la sottomissione.» (Tye Ruotolo al Bangkok Post)

I numeri

  • 3-0 in MMA, tutte e tre le vittorie per strangolamento da dietro al primo round, tutte in ONE
  • 23 anni Ruotolo, 28 Lee
  • 100.000 dollari di bonus per la prestazione
  • Per Lee è la seconda sconfitta prima del limite in carriera, la prima da oltre dieci anni

La vendetta mancata

Per Lee la serata era personale: voleva vendicare il fratello minore Adrian Lee, la cui prima sconfitta da professionista era arrivata proprio contro Ruotolo. Perde il titolo dei leggeri ma resta campione ONE dei pesi welter in MMA.

Per Ruotolo, cintura nera di BJJ cresciuto con il gemello Kade sui tatami del grappling, è la conferma che il passaggio alle MMA non è un esperimento. Prima del match aveva detto che avrebbe vinto quasi certamente per sottomissione, ma che aveva anche «tanti strumenti interessanti da tirare fuori». Li ha mostrati tutti.

Fonte: ONE Championship