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Sambo Eurocup. L’italia avanza

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Mattia MG
Scritto da Mattia MG

Madrid, Spagna. Sotto un sole primaverile, il 23 ottobre si è svolta la prima edizione della EUROCUP di Sambo.

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Madrid, Spagna. Sotto un sole primaverile, il 23 ottobre si è svolta la prima edizione della EUROCUP di Sambo. Nonostante il calendario autunnale fitto di competizioni, si sono presentate nove Nazioni nella capitale spagnola. Non molte, si dirà, ma se si pensa che tre di queste erano Russia, Bulgaria e Georgia, la storia cambia.
Era un test importante soprattutto in vista dei prossimi Mondiali Senior a Casablanca (Marocco), organizzati dal 12 al 17 novembre, e la nostra Nazionale si presentava con otto atleti (sei uomini e due donne), sotto l’egida del presidente Roberto Ferraris. Il bottino è lauto: sette medaglie ed un settimo posto. La spedizione ha visto il gradito ritorno di alcuni ‘vecchi’ atleti e l’inserimento di nuove leve di valore, che hanno permesso all’Italia di conquistare il terzo posto nel medagliere dietro l’inavvicinabile -per ora- Russia e la Spagna padrona di casa (che presentava due atleti per categoria di peso).

In campo femminile, nei -52kg fa il suo ritorno dopo qualche anno la 34enne Elen Merelli, judoka e sambista di buonissimo livello. Torna e fa bronzo con la sua consueta grinta. Stende la prima spagnola 8-1 e finalizza l’altra spagnola nella finale per il bronzo. In mezzo, una semifinale con la russa Maria Kozlova persa 6-2, dove Elen avrebbe potuto gestire meglio l’inizio combattimento, affrontato con troppa foga.
Nei -68kg, dopo un anno e mezzo dedicato solo al Judo, ritorna anche Giulia Aragozzini, campionessa mondiale junior 2012. Vince agevolmente i quarti di finale, ma perde incredibilmente la semifinale con la francese Camille Larose 4-1. La finale per il bronzo è una formalità, ma resta l’amaro in bocca per una medaglia che poteva essere di metallo più pregiato.
Assente l’atleta di punta -60kg Valeria Raimondi, disponibile per i Mondiali.

In campo maschile, ben sei atleti, alcuni alla prima esperienza internazionale. Tra questi, il siciliano Giovanni Passalacqua nei -74kg perde 7-4 un quarto di finale frizzante con il finlandese Petja Lindstrom: alcuni limiti fisici e tattici, ma molto cuore da parte sua.
Sempre tra le nuove leve, il sardo -90kg Edoardo Gigliotti agguanta un bronzo sfoderando tutto il suo arsenale da lottatore. Anche lui deve cedere il passo in semifinale ad un colosso finlandese, Aki Jalonen.
L’ultimo nuovo entrato è il piemontese Michael Raso nei -62kg, tra i migliori judoka -60kg d’Italia. Protagonista del ‘numero del giorno’ in semifinale (leva al braccio con le gambe, vedesi Uali Kurzheev vs Stsiapan Papou ai Mondiali 2011 a Minsk, video ormai più che virale), combatte alla pari colpo su colpo col russo Evgenii Magdich, fino a subire una classica leva al braccio quasi allo scadere dei cinque minuti. Buona la prima, il futuro par roseo.

Tra i veterani, Ferraris propone le migliori frecce al proprio arco. Nei -57kg, l’argento ai Mondiali Universitari 2014 Walter Baccinelli mostra di essere sotto carico di lavoro, ma avanza fino alla semifinale, dove si inchina 1-0 al padrone di casa Luis Marmol. Molte sbavature da parte di Walter gli sono costate la vittoria sicuramente alla sua portata, ma anche un grave errore arbitrale a 10 secondi dalla fine ha inciso: un’azione netta da 1 punto, assegnato dall’arbitro centrale e che gli avrebbe consegnato la vittoria, viene valutata nulla dai giudici di sedia, entrambi spagnoli. Dolo? Forse. Ma MAI lasciare la vittoria nelle mani degli arbitri, caro Walter… Bronzo poi vinto con disinvoltura.
Nei -68kg, nonostante una serie di infortuni a catena nell’ultimo periodo, decide di scendere in campo il capitano della Nazionale Mattia Galbiati, medaglia di bronzo agli ultimi Campionati Europei. Batte 4-0 il beniamino di casa, l’ostico Yeray Jimenez, ma deve accontentarsi dell’argento dopo una finale tirata col russo Pavel Lagvenkin, che si vendica così della sconfitta patita l’anno scorso in World Cup in Bulgaria. 1-1 le sfide tra i due.
Nei -82kg, primeggia e fa rieccheggiare l’Inno di Mameli l’alessandrino Alessio Miceli. Finalmente un podio internazionale di rilievo per un lottatore capace di dare filo da torcere a chiunque, ma che ha raccolto poco finora. Essenziale nelle sue tre lotte, ma chirurgico. Non lascia spazio in finale allo spagnolo Eduardo Martin: melniza (detto kataguruma nel Judo) ed immobilizzazione, 8-0 e mano sul cuore sul gradino più alto del podio.

In conclusione, la prima edizione di Eurocup ha dato un altro riscontro positivo sulla salute del Sambo italiano. Il cammino è ancora lungo ed arduo per raggiungere le squadre di punta (Russia in primis, Ucraina, Bielorussia, Kazakhstan, Uzbekistan ecc…), ma è un cammino che si prospetta radioso ed entusiasmante per i nostri.

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Chi è l'autore

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Mattia Galbiati nasce sulle rive del Lago di Como, sull'altra sponda (non in quel senso...), quella di Renzo e Lucia, ai piedi del monte Resegone. Sì, sto parlando in terza persona di me stesso... Scopre da subito la sua naturale ed atavica inclinazione per la lotta e l'autodistruzione fisica e a sei anni inizia a praticare Judo. Poi Sambo. Poi MMA. Miracolo della fisica e della chirurgia italiana, nonostante tutto, combatte ancora. E scrive cazzate su G-Italia.

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