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Intervista a Anna Righetti, campionessa del mondo di sambo

Intervista a Anna Righetti, campionessa del mondo di sambo 1

Anna Righetti è diventata campionessa del mondo di sambo. G-italia la intervista !

Anna Righetti è diventata campionessa del mondo di sambo. G-Italia la intervista!

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Anna Righetti (già campionessa europea di sambo) è diventata campionessa del mondo.

Anna è anche seconda nel ranking list italiano di judo e quindi è un onore ospitarla sulle nostre pagine. Un grazie a Francesco Gardini (Sambo Verona 2003 – Jiu Jitsu Club Verona) per aver reso possibile l’intervista in tempi rapidi.

Presentati a tutti i curiosi… Chi sei, che lavoro fai, quando hai iniziato a fare judo e sambo e con chi ti alleni..

Salve, sono Anna Righetti, ho venti anni, sono cresciuta e tutt’ora vivo a Verona. Momentaneamente non lavoro perché frequento il secondo anno di università di “economia e commercio”. Ho iniziato a praticare judo da molto piccola, avevo quattro o cinque anni, in una palestra vicino a casa, ma non adatta all’agonismo, così a dodici anni ho cominciato a frequentare anche altre palestre per riuscire ad allenarmi tutti i giorni. Infine a sedici anni, essendomi trovata molto bene con il tecnico Fernando Marverti e con tutto il gruppo, ho deciso di tesserarmi presso la società “Sambo Verona 2003” e, anche con senno di poi, credo sia stata la scelta migliore che potessi fare data la passione, l’esperienza e la competenza di Marverti e il buon livello, la disponibilità e lo spirito di tutto il gruppo. Quest’anno ho iniziato a fare anche qualche gara di sambo: essendo uno sport molto simile al judo la tipologia di allenamento è la stessa, con il supplemento della spiegazione del regolamento e di qualche tecnica diversa da quelle del judo.

Cosa significa per te fare judo e sambo? Cosa ti ha insegnato la pratica di queste due discipline?

Lo sport è una parte importantissima della mia vita, dedico moltissimo tempo all’allenamento, alla gare e agli stage. La palestra è come una seconda casa, e il gruppo come una seconda famiglia.
Negli ambienti del judo e del sambo ho conosciuto persone fantastiche, disponibili e sempre pronte ad aiutarti. Uno dei principi del judo è “io e gli altri insieme per migliorare” perciò la collaborazione è fondamentale. Inoltre per poter convivere sulla materassina sono indispensabili l’educazione, la disciplina e il rispetto per gli altri. Avendo avuto la possibilità di gareggiare ed allenarmi in vari paesi del mondo ho potuto conoscere diverse culture e mi sono anche resa conto che sul tatami con la stessa “divisa” siamo tutti uguali: non importa il colore della pelle, da dove veniamo o la nostra religione, abbiamo tutti la stessa passione, gli stessi sogni e la stessa determinazione per raggiungerli.

Sei una ragazza in un mondo prevalentemente maschile, e immagino che non sia stato facile arrivare dove sei arrivata, ma comunque adesso è una grande soddisfazione. Che consigli potresti dare a una ragazza che ha appena iniziato?

Un combattente è un combattente, uomo o donna che sia, perciò segui i tuoi sogni senza curarti del sesso di chi ti sta attorno. Trova una buona palestra con un gruppo che si allena forte e un tecnico competente pronto ad aiutare chi ha voglia di fare: fidati di lui e cerca di imparare il più possibile. Impegnati a fondo, dai sempre il massimo, qualsiasi cosa tu stia facendo, e punta sempre al gradino più alto, anche se sembra distantissimo. L’inizio è la parte più dura e forse la meno divertente, poi col tempo e l’esperienza prenderai l’abitudine e affronterai l’allenamento e le competizioni con maggior serenità. Quando le cose andranno male e ti domanderai se vale la pena continuare, non mollare: riprendi ad allenarti con ancora più determinazione e concentrazione e vedrai che prima o poi raccoglierai i frutti del tuo lavoro!

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Qual è stato, ad oggi, il traguardo più importante raggiunto sulla materassina? Quanto ti è costato?

Nel sambo sono stati il titolo europeo e quello mondiale juniores conseguiti quest’anno. Nel judo le medaglie d’argento al Campionato Nazionale juniores e alla Coppa Italia, e qualche medaglia a trofei internazionali come il “Tre Torri”, gli “Scottish Open”, il “Trofeo Alpe Adria” e il “Trofeo Sankaku”. Il prezzo per dei buoni risultati è la rinuncia a molte cose che la maggior parte delle ragazze della mia età ritengono fondamentale come feste, discoteca, alcool, vacanze, gite scolastiche ecc. Tra allenamenti, gare e università non ho molto tempo per uscire, ma sinceramente non è un peso perché mi diverto molto di più a combattere che a “fare le 4 del mattino”. Inoltre il judo e il sambo sono sport in cui bisogna competere in specifiche categorie di peso perciò è necessario anche controllare l’alimentazione per restare o rientrare entro i limiti stabiliti.

I tuoi risultati sono ottimi per la tua giovane età. Che ritmi di allenamento hai?

Mi alleno due volte al giorno: la mattina o nel primo pomeriggio (secondo gli orari dell’università) svolgo la preparazione atletica presso la palestra “centro forma evolution” e la sera judo presso la sede della nostra società. Di estate anche tre volte al giorno aggiungendo un allenamento di judo alle 6 del mattino. Inoltre almeno una volta a settimana vado in altre palestre (a Bergamo, Modena, Torino, Milano ecc.) per poter confrontarmi con altre ragazze, aspetto fondamentale per queste discipline. Gli allenamenti sono duri e intensi, ci sono tempi e programmi da rispettare. Non ho ricordi di aver saltato un allenamento: anche con poca voglia, con la febbre, con qualche dolore, con la stanchezza vado sempre in palestra e faccio ciò che posso. Vacanze ne faccio gran poche: mentre i miei coetanei di estate trascorrono settimane a Riccione, Rimini, Rodi ecc. tra spiaggia e disco, io vado a Stage internazionali dove si passano almeno 5 ore sul tatami e si fanno in media 20 combattimenti ogni giorno. L’allenamento è diventata una sorta di droga per me: mi consente di sfogarmi, mi mette di buon umore, mi fa sentire felice e soddisfatta e, ormai, faccio fatica a rinunciarvi. Inoltre so bene che la strada da percorrere per raggiungere la vittoria è una sola: allenarsi duramente con costanza e determinazione, dando il massimo in ogni momento.

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Ci sono delle persone che sicuramente ti hanno e ti stanno aiutando in questo percorso. Chi sono?

Fortunatamente le persone che mi aiutano sono numerose: inizierei dal mio tecnico Fernando Marverti che mi ha insegnato con passione tutto quello che so, mi ha portato e mi sta portando in giro per il mondo e mi guida durante le gare e gli allenamenti, ma anche nella vita; poi il preparatore atletico Stefano Frassinelli che pur collaborando con la nazionale russa di judo (nazione prima classificata in queste olimpiadi) trova sempre il tempo di scrivermi i programmi dei pesi e di risolvere i problemi che incontro nel svolgerli, il mio gruppo senza il quale non potrei allenarmi, lo sponsor “Marana Forni” che spesso ha fornito un aiuto economico, tutti i tecnici che pur allenando altre società sono sempre pronti a trasmettere il loro “judo”, il presidente della federazione italiana di sambo Roberto Ferraris, Gigi Palmieri che mi permette di svolgere la preparazione atletica presso la sua palestra “Centro Forma Evolution” e tutti coloro che mi sostengono, in particolare la mia fantastica famiglia che non ha mai smesso di credere in me, di incitarmi e di fornirmi il suo appoggio.

Le ragazze della tua età, solitamente, hanno ben altro in testa che girare l’Europa per combattere. Cosa ti sentiresti di dire per avvicinarle ad uno sport, qualsiasi sport fatto seriamente?

Al di là del fatto che è molto importante per il fisico e per la saluta praticare attività sportive, certe emozioni si capiscono sono quando si provano: lottare, sudare e faticare per inseguire degli obbiettivi e poi riuscire a raggiungerli dà una gioia unica. Essere sul gradino più alto del podio, con la bandiera italiana che sale mentre suona l’inno di Mameli e sentire dentro di sè di avercela fatta è stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita. Credo che ciò che manca in molti miei coetanei sia porsi degli obbiettivi importanti per cui valga la pena battersi e questa carenza porta all’ozio, alla noia e alla monotonia della vita. È vero che ho avuto anche grandi delusioni per gare andate male, ma la gioia provata batte qualsiasi sofferenza!

 

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Come forse sai il sito Grappling-Italia.com parla di tutti gli sport da lotta compreso il brazilian jiu-jitsu e il grappling. Il livello di competizione si sta alzando sempre più ei  judoka stanno facendo allenamenti in tutte le discipline. Pensi che vedremo Anna calcare un tatami di bjj?

La mia società di judo ha la fortuna di essere in stretta collaborazione con il “Jiu Jitsu Club Verona” che è guidato dai tecnici Gardini Francesco e Profeta Luca, con cui condividiamo la palestra. Il tecnico Francesco Gardini si allena spesso con noi per migliorare le tecniche di proiezione e ci consente di frequentare le sue lezioni per impratichirci a terra, parte importante anche nel mio sport, infatti tutto ciò mi è stato veramente utile. Così mi sono avvicinata al brazilian jiu-jitsu e al grappling, due sport che trovo molto interessanti. In questo momento, però, non ho tempo per dedicarmi intensamente anche ad essi, essendo molto impegnata con il judo e il sambo, ma credo che in futuro proverò a competere anche in queste discipline.

Prossimi obiettivi?

Sperando che la stagione continui bene com’è iniziata il 28 ottobre parteciperò alle Finali Nazionali under 23, a novembre alla Coppa Italia (entrambe competizioni di judo) e i primi di dicembre sarò a Kazhan (Russia) per i Mondiali Universitari di Sambo. A gennaio inizierà un nuovo anno ricco di eventi e competizioni e, in qualunque modo termini il 2012, continuerò ad allenarmi e a inseguire mete sempre più lontane!

 

Galleria fotografica di Anna Righetti

Chi è l'autore

Manolo

Manolo "El ChupaCabra"

Praticante di MMA, agonista di BJJ e grappling, ottimo conoscitore delle arti marziali miste e del valetudo. Manolo "El Chupacabra" non è niente di tutto questo.

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