Brazilian Jiu-Jitsu Discipline

Commenti al Mondiale 2018 NoGi

Uzi
Scritto da Uzi

E’ difficile commentare l’ultimo mondiale no gi senza partire dal doppio oro di Gordon Ryan, dagli schiaffoni di Abreu, le polemiche infinite, i post di scuse sui social, ma ci proviamo.

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E’ difficile commentare l’ultimo mondiale no gi senza partire dal doppio oro di Gordon Ryan, dagli schiaffoni di Abreu, le polemiche infinite, i post di scuse sui social, ma ci proviamo.

Soffro di una strana malattia che mi ha portato a vedere la maggior parte delle lotte trasmesse su Flograppling, dalle quali emergono alcune riflessioni.

Il livello tecnico delle cinture inferiori (juvenile e adult) dalle blu alle marroni, è, oggettivamente, impressionante.

Se si ama questo sport, e non ci si trastulla nell’attesa dei match di campioni già famosi e sufficientemente pubblicizzati, le lotte da seguire prioritariamente sono le loro.

Non si va molto lontano dalla realtà quando si sostiene che il livello tecnico, non caratteriale, di alcune di queste sia molto prossimo a quelle di molte cinture nere.

E’ una dinamica scontata: le accademie crescono di numero, le ore di lezione aumentano esponenzialmente, le mma, volente o nolente, rappresentano un volano in termini di avvicinamento alla pratica agonistica.

Aggiungiamoci variabili come la velocità di apprendimento dei ragazzi, gli sponsor (quelli veri e seri, non come altri più vicini alla nostra realtà territoriale), e l’aumento delle h c, ed ecco che il divario si accorcia inevitabilmente.

Master

Mauricio De Oliveira

Mauricio De Oliveira

Altro dato interessante è la performance agonistica messa in scena da alcuni Master, soprattutto nelle categorie di peso “importanti”.

Josh Hinger, classe 1982, ha vinto la medium heavy.  Terzo mondiale di fila per uno dei personaggi più positivi della scena. L’ex tinderomane per necessità ( oltre che per uno sano piacere fisico, si rivolgeva alla platea femminile per trovare un letto dove dormire nei momenti di crisi economica), ha battuto, in successione, i due alfieri dell’Accademia di Marcelo Garcia: Matheus Diniz, reduce da un taglio peso importante per questa gara, e Marcos Tinoco, eterno underdog, che risponde sempre presente nei momenti importanti (ricordiamo come battè Langaker all’Europeo 2018).

Da registrare la vittoria di Diniz, nei quarti di finale, contro Mauricio De Oliveira Neto (GFTeam Ohio), un nome da annotare sul taccuino.

Su Mauricio De Oliveira vale la pena spendere qualche parola, perché nei prossimi anni sarà uno dei candidati al podio mondiale nella medium heavy.

Per ragioni economiche, e per puntare al professionismo (quello vero), si è trasferito da qualche mese a Toledo, Ohio, per ricongiungersi con Gutemberg Pereira e Dante Leon nella loro accademia al confine con il Canada.

La testa di ponte americana della GF Team darà molte soddisfazioni al Maestro Julio Cesar.

Mauricio, dopo aver vinto il mondiale da blu nel 2016, viola nel 2017, lo ha rivinto da marrone a giugno 2018, battendo in finale il favorito Dominique Bell, atleta di esperienza e dato per favorito.

Atleta aggressivo e veloce, con una ricerca della schiena maniacale,ha, come si suol dire, mandato a casa agli ottavi di finale Servio Tullio Cardoso, pupillo e sparring partner di Felipe Pena.

Il leader silenzioso ma non silente della Unity New York, Murilo Santana, classe 1983, tradotto master 2 (!!), si colloca al terzo posto.

Sulla personalità di Murilo si potrebbe scrivere un trattato di psicologia sportiva comportamentale.

Dopo aver perso un torneo in Brasile, dove era dato per favorito, si fece 30 km a piedi dal palazzetto a casa per punizione. In un’altra occasione, dopo esser finito dentro il triangolo di un ospite nell’accademia di San Paolo, si affacciò alla finestra aperta, collocata al secondo piano dell’edificio, con lo sventurato aggrappato al triangolo.

Le parole, poche, del leader maximo della Unity, sono recepite dai Myao & c. come fossero ispirate da Dio, e sappiamo quanto questi credano in presunte entità ultraterrene.

Il lavoro di Murilo porterà la Unity a diventare una delle prime 3 accademie al mondo, considerando che dalle blu alle marroni hanno una molteplicità di campioni del mondo.

Pesi Medi

Hugo Doerzapff Marques

Hugo Doerzapff Marques

Podio inedito nei pesi medi. La categoria è stata vinta da Hugo Doerzapff Marques, che ha battuto in finale Manuel Ribamar. Il terzo posto è condiviso dal canadese Dante Leon, e il sempre spettacolare Jaime Canuto.

Dante Leon è un lottatore con una forza da powerlifte. Sono noti i suoi video social in cui solleva palazzine e ciminiere al posto dei pesi. Ottima base in piedi, gran lavoratore da accademia, non a caso Gutemberg Pereira lo ha raggiunto da Rio de Janeiro per condividerne il progetto.

I finalisti sono, per motivi diversi, molto interessanti.

Argento per Manuel Ribamar, Unity New York. Riba era famoso per essere il compagno di Nathiely de Jesus, campionessa del mondo, più che per le sue doti agonistiche. Sarà un caso, ma a me il folklore piace, dopo i recenti bagni battesimali con pastori evangelici, e i proclami religiosi dopo ogni lotta, è esploso nell’ultimo anno, battendo atleti ben più dotati, vedi Rudson Matheus alla finale del Grand Slam Los Angeles. Il 12 gennaio ci sarà un super fight contro Keenan, altro esame di maturità.

Hugo Marques, ex peso leve, è un atleta maturato tardi rispetto alla generazione cui appartiene. Portabandiera della Soul Fighter, predilige passare di pressione. E’ un atleta di difficile interpretazione strategica, e per questo imprevedibile. Nel 2018 ha gareggiato moltissimo, perdendo solo contro fuoriclasse alla Michael Langhi, JT Torres, Kaynan Duarte.

Pesi Massimi

Devhonte Johnson

Devhonte Johnson

Tra i pesi massimi, Tim Spriggs batte per decisione Jackson Sousa.

Il ragazzo di Cantagalo si trova spesso a competere per l’oro, ma trova sempre davanti a se avversari o più forti, uno su tutti Keenan, oppure più dinamici, come in questa occasione. Jackson ha molto più talento rispetto all’americano, ma il jiujitsu non è algebra, e altri elementi concorrono alla risoluzione dell’equazione.

Il terzo posto è diviso tra l’altro Checkmat, Thiago Sa, anche lui abbonato ai piazzamenti, e il giovane Unity Devhonte Johnson.

Devonthe è uno dei pochi pesi massimi scuola Unity. Il suo passato nelle cinture viola e marroni fa impressione: campione del mondo con il gi nel 2017 da viola, e nel 2018 da marrone; no gi world champion nel 2014 da blu, 2015 e 2016 da viola, 2017 da marrone. Campione europeo nel 2017 da viola e nel 2018 da marrone. Campione Pan Am nel 2016 e nel 2017 da viola. Campione Pan Am No gi nel 2014 da blu, nel 2016 da viola, e nel 2018 da marrone.

Passatore potente, ha sviluppato anche un ottimo gioco dalla guardia con lasso.

Onestamente vedo delle cinture nere, giovani quanto lui, che sono più prossime alla vittoria di un mondiale nelle nere adult (segnatevi Felipe Andrew della Zenith di Cavaca). Meritevole più di qualunque medaglia d’oro mondiale, è il progetto sociale che dirige in qualità di istruttore in un quartiere disagiato di New York.

Super heavy

Eliot Kelly.

Eliot Kelly.

Nei super heavy registriamo il forfait, per problemi fisici, di Lucas Hulk Barbosa.

La categoria l’ha vinta, meglio, dominata, il suo compagno di team Kaynan Duarte. Non c’è molto da commentare. La finale, vinta con ghigliottina braccio dentro su Puopolo, è durata nemmeno 3 minuti.

Resta da capire perché non abbia partecipato all’assoluto, ma dormiremo lo stesso stanotte.

Sia Kaynan che Lucas si sono registrati in una categoria di peso superiore alla loro. Evidentemente l’appetito è aumentato, e il carico di lavoro in palestra per la stagione a venire ha portato ad una scelta conservativa, evitando di stressare ulteriormente il corpo con tagli dell’ultima ora.

Vi segnalo al terzo posto un soggetto molto interessante,Eliot Kelly.

Kelly, altro master 1, classe 1984 non è un professionista del jiu jitsu a tempo pieno, ma un pedagogo, specializzato in cultura giapponese che mena come un farmer dell’Arkansas. Non è nuovo ad exploit del genere, ma devo ammettere che vedere una persona normale, che potrebbe essere l’insegnate del liceo di tuo figlio, giocarsela a questi livelli, fa bene all’animo.

Ultra Heavy

Gordon Ryan - il re assoluto

Gordon Ryan – il re assoluto

Sappiamo già chi ha vinto la ultra heavy. Si potrebbe giudicare il personaggio, ma poco cambia. Senza kimono è il più forte al mondo, e lo sarà almeno per i prossimi 3 anni.

Chi pensava ad un possibile colpo di Yuri Simoes si illudeva. Simoes è rientrato alle competizioni, per sua fortuna, dopo aver passato alcuni mesi molto bui, vicino ad uno stato depressivo.

La finale tra Ryan ed Abreu non si può commentare in termini sportivi, ma solo con dei rutti post birra.

In rete c’è chi si scanna, tra fan di uno e detrattori dell’altro, nemmeno avessero dei crediti monetari nei loro confronti.

Spettacolo osceno. E oro al più forte.

Pesi gallo

Nobuhiro Sawada

Nobuhiro Sawada

Non mi dimentico dei pesi leggeri, che certo offrono uno spettacolo di tecnica e velocità a volte incomprensibile.

Il quantitativo di talento in queste categorie fa paura, e spesso i dettagli tecnici richiedono uno stop&rewind perenne all’appassionato da schermo.

Il giapponese Nobuhiro Sawada, della Tri Force Jiu Jitsu academy di Tokio, vince nei Rooster, con buona pace di Woodmansee della Atos, dato come favorito alla vigilia. Per gli amanti della single x guard, studiare la sweep del nipponico sul brasiliano Paiva.

Pesi piuma leggeri

Joao Miyao

Joao Miyao

Nei light feather, Joao Myao, vince per decisione arbitrale con un altro giapponese, Tomoyuki Hashimoto, della Carpe Diem. Tomoyuki ha retto l’impatto del gioco intricato di Myao, trovandosi a suo agio in ogni posizione. Molto bello il raspado dalla guardia x in finale.

Pesi piuma

Kennedy Maciel – con il padre Cobrinha

Nei pesi feather, vince e convince Kennedy, figlio di Cobrinha. Eredità pesante la sua. Maturato molto come ragazzo dopo aver ricevuto la nera dal padre. Mi ricordo del suo atteggiamento da vip all’Europeo 2017, dove venne battuto da un ragazzo sconosciuto, che ne punì la sua boria. Per fortuna il tempo passa, e gli errori si mondano. Kennedy ha battuto 5 a 0 in semifinale Pablo Mantovani dell’Atos, gestendo tutta la lotta, per poi imporsi 2 a 0 contro Gilson Nunes della Checkmat, che nell’altra semifinale aveva finalizzato in meno di un minuto con un triangolo supersonico Ian Sanders, americano duro come il marmo.

Pesi leggeri

 

Nei light, Gianni Grippo riconferma il suo momento magico, finalizzando in finale Marcio Andre, dopo che era sotto 2 a 0 a 1 minuto dalla fine, vendicando la finale dell’Europeo 2018,dove il brasiliano si impose 4 a 2. Il talento Grippo lo ha sempre avuto, e quindi non sorprende la sua riiconferma dopo il Pan Am No Gi vinto contro Myao.

A detta dello stesso Grippo, molte delusioni sportive sono state figlie di una mancanza di focus e di approccio corretto, a cui sta ponendo rimedio con un grosso lavoro di psicologia e mentoring. Probabilmente sta sortendo l’effetto desiderato.

Gianni Grippo (a destra Marcelo Garcia)

Assoluto

Patrick Gaudio – image by Michael Sears

L’assoluto nere ha prodotto una delle lotte più belle dell’evento tra Patrick Gaudio e Gordon Ryan.

Patrick Gaudio rientra nelle competizioni dopo una pausa di 6 mesi, a seguito della nascita della figlia. Figlio della cintura nera brasiliana Fabiano Gaudio, fondatore di un progetto sociale negli anni ‘90 per giovani svantaggiati, ha cercato costantemente la finalizzazione, fronteggiando a viso aperto l’americano, senza paura di perdere punti per strada.

Gaudio, rapinato nella finale mondiale del 2017, dopo la celebre semifinale in qui ruppe il piede a Romulo Barral, è arrivato secondo anche nel 2018: 8 a 8 contro Felipe Pena, e vittoria per vantaggi a quest’ultimo.

La finale tra Gordon Ryan e Yuri Simoes è vinta per un vantaggio dall’americano. Simoes ha giocato per non prendere punti contro, molto coperto, ha provato tutto il tempo a non entrare nel gioco dalla guardia di Ryan, ma non è servito. A volte si deve anche attaccare.

Doppio oro all’americano, meritato. Next stop: Lisbona.

 

Ecco tutti i risultati del Mondiale no-gi 2018

Adult / Male / Black / Rooster

1 – Nobuhiro Sawada – Tri-Force Jiu-Jitsu Academy

2 – Cícero Lívio Ribeiro Saldanha Paiva – Ares BJJ Brasil

3 – Kristian R Woodmansee – Atos Jiu-Jitsu

Adult / Male / Black / Light-Feather

1 – João Ricardo Bordignon Miyao – Cicero Costha Internacional

2 – Tomoyuki Hashimoto – Carpe Diem

3 – Cleber de Sousa Fernandes – Atos Jiu-Jitsu

3 – Hiago George Santos Silva – Cicero Costha Internacional

Adult / Male / Black / Feather

1 – Kennedy Leonardo Maciel – Alliance

2 – Gilson Nunes De Oliveira Neto – CheckMat

3 – Ian Phyllip Sanders – Rodrigo Freitas Brazilian Jiu-Jitsu

3 – Pablo Mantovani Dutra – Atos Jiu-Jitsu

Adult / Male / Black / Light

1 – Gianni Paul Grippo – Alliance

2 – Marcio Andre da Costa Barbosa Junior – Nova União

3 – Frederico Augusto Alves Silva – Alliance JJ

3 – Rodrigo Lamounier de Freitas – Rodrigo Freitas Brazilian Jiu-Jitsu

Adult / Male / Black / Middle

1 – Hugo Doerzapff Marques – Soul Fighters BJJ

2 – Jaime Soares Canuto – GF Team

3 – Dante Leon – GF Team

3 – Manuel Ribamar V. de Oliveira Filho – Unity Jiu-jitsu

Adult / Male / Black / Medium-Heavy

1 – Joshua Roy Hinger – Atos Jiu-Jitsu

2 – Marcos Vinícius da Silva Tinoco – Alliance

3 – Matheus Oliveira Diniz – Alliance

3 – Murilo Silva Ferreira de Santana – Unity Jiu-jitsu

Adult / Male / Black / Heavy

1 – Timothy-Michael Spriggs – Team Lloyd Irvin

2 – Jackson Sousa dos Santos – CheckMat

3 – Devhonte M. Johnson – Unity Jiu-jitsu

3 – Thiago Sá Fortes Silva – CheckMat

Adult / Male / Black / Ultra-Heavy

1 – Kaynan Casemiro Duarte – Atos Jiu-Jitsu

2 – James Richard Puopolo – Ribeiro Jiu-Jitsu

3 – Eliot Andrew Kelly – Yemaso Brazilian Jiu-Jitsu

Adult / Male / Black / Ultra-Heavy

1 – Gordon F. Ryan III – Renzo Gracie Academy

2 – Yuri Costa Simões M. da Silva – Brasa CTA

3 – Max dos Santos Gimenis – GF Team

Adult / Male / Black / Open Class 

1 – Gordon F. Ryan III – Renzo Gracie Academy

2 – Yuri Costa Simões M. da Silva – Brasa CTA

3 – Jackson Sousa dos Santos – CheckMat

3 – Thiago Sá Fortes Silva – CheckMat

 

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Uzi

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4 Commenti

  • Complimenti a Uzi per la profondità e il dettaglio messi in campo.
    Non so quali appuntamenti Ufc ci siano nell’immediato -credo cyborg vs nunes- ma se così non fosse buone feste a tutti!! E a presto.

    • Mi unisco ai complimenti per l’articolo ben fatto e veramente molto interessante.
      Si, la prossima riunione, 29 dicembre, verranno messi in palio due titoli. Rientro di Jon Jones contro Gustafsson per i massimi leggeri e titolo donne, piuma, con la detentrice Cris Cyborg contro la Nunes. Poi Condit contro Chiesa e altri nomi più che interessanti, da Latifi a Mendes passando per Arlovski. Uriah Hall compare nella Early Preliminary Card. Precederà di poco B.J. Penn. Sulla carta ce n’è per tutti i gusti, con gente nuova , semi nuova, al rientro, nel pieno delle forze o a fine carriera o quasi.
      Mi accodo anche agli auguri.
      Buon Natale. Buone feste a tutti.
      Un sorriso,
      Gian

Sonny
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