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Intervista a Alberto Gallazzi (OODA Loop per gli sport da combattimento)

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Ciao Alberto, grazie per il tempo che ci dedichi Partiamo subito a bomba. Dicci chi sei, da dove vieni… insomma raccontaci il tuo background e come hai incontrato questo sistema

Ciao Manolo e grazie per ospitarmi sul tuo blog.
Dal punto di vista professionale, la mia vita si divide in due momenti. Per tanti anni mi sono occupato di sicurezza privata, protezione ravvicinata e scorte. Poi, anche sulla base di esperienze e necessità che ho potuto intercettare in questo campo, mi sono rivolto al training e al coaching, individuando nel TACFIT un sistema particolarmente adatto a dare risposte di condizionamento fisico, che in questi ultimi anni sto legando molto all’allenamento del “muscolo” principale per tutti noi: il cervello.

OODA loop, che in italia forse è più famoso come ciclo di Boyd è una
strategia di decision making importante in molti settori, ci descrivi
velocemente cosa vuol dire OODA e come funziona il tutto?

Osservazione, Orientamento, Decisione, Azione: sono le 4 fasi in cui il cervello è impegnato in un processo di risposta ad una sollecitazione.
Si assumono le informazioni che vengono dall’ambiente e dalle relazioni circostanti, si analizzano e si interpretano, questo porta ad una scelta che si esprime in un’azione. Tutto questo loop, questo processo, può essere allenato perché diventi particolarmente performante nei modi, nei tempi e nei risultati. In diversi settori della nostra vita: dal lavoro, allo sport. Boyd lo mise a punto sui piloti di aerei militari e ancora oggi gli operatori dei corpi speciali si addestrano – con modalità sempre più sofisticate – a ottimizzare la OODA loop. Anche un atleta professionista o amatoriale di alto livello deve poter avere accesso a questa conoscenza. E ancor più di lui, il suo coach

Per tua esperienza cosa si portano a casa i partecipanti di un tuo corso?

Stimoli, suggestioni e metodo. E’ la prima volta in Italia che faccio un workshop con tema OODA loop in ambito sportivo. E sono felice di farlo in MILANIMAL perché qui la preparazione degli atleti non è solo tecnica e atletica ma esplora e coinvolge ambiti mentali, che l’approccio neuroscientifico che sto perseguendo con il mio sistema di training, può sopportare e affinare.

Preparando le domande per questa intervista ho scoperto che Boyd pone molto accento sulla « La seconda O, “Orientamento” – in quanto risultato del nostro patrimonio genetico, la tradizione culturale e le precedenti esperienze – è la parte più importante del ciclo OODA, poiché modella il modo in cui osserviamo, il modo in cui decidiamo, il modo in cui agiamo. » – Questa strategia del clico OODA può quindi aiutarci anche in settori non correlati alla lotta, quali per esempio a capire meglio quello che leggiamo (in tempi di fake news galoppanti) e aprirci a nuove posibilità di lettura del mondo?

Come ti ho anticipato prima OODA loop è un metodo applicabile e allenabile per tanti e diversi settori. Richiede un’attivazione del cervello massima e per questo va allenata. Bisogna saper accendere il proprio cervello e mantenerlo vigile così che si abitui a guardare solo le cose che hanno davvero rilevanza per ciò che si sta facendo o per l’obiettivo che si è prefissi. Certo l’Orientamento è fondamentale perché è l’anello centrale del processo e viene influenzato da tante variabili personali e sociali, tra le quali l’esperienza ha un ruolo preminente. Pensa ad un atleta, un jiujitero, un fighter di MMA o K1, che nel corso del suo allenamento ha sperimentato una tecnica migliaia di volte. Ogni errore nell’impostazione e nell’esecuzione è il patrimonio più prezioso che si deposita nel suo cervello e che costituisce il miglior ambito di indirizzo verso il successo della tecnica e del combat, qualora il suo cervello sappia selezionarli e utilizzarli per reagire al meglio ad un attacco o ad una difesa dell’avversario. Tutto sta nell’ottimizzare il proprio processo per interrompere il loop dell’avversario e costringerlo a riprogrammare la sua azione.

Faccio l’avvocato del diavolo: In che modo una strategia del genere può aiutare un lottatore di jiu-jitsu? Non c’è il rischio di sovraccaricare il sistema con troppe informazioni, quando invece bisognerebbe agire quasi di “istinto”? OODA Loop non è un po’ troppo complicato per chi vuole solo andare sul tatami a menerje?

OODA loop è un metodo di cui deve avere coscienza sì l’atleta ma in particolare il suo coach. E l’obiettivo è proprio quello di non permettere all’istinto di avere il sopravvento e invece, di gestire una reazione nella minata più congrua alla situazione e all’ambiente. Questa reazione può seguire una via bassa o una alta: in quella bassa si persegue la pura sopravvivenza nell’attimo in cui si percepisce un pericolo e la reazione “istintiva” può generare un problema addirittura più grande rispetto a quello percepito, La via alta invece sfrutta il processo OODA che condiziona il cervello a trovare la miglior soluzione, andando a pescare nella memoria a lungo termine che ottimizza tra le altre cose le esperienze passate e permette di aggiustare la reazione nella maniera più efficace e produttiva per l’obiettivo finale. Il coach deve allenare l’atleta soprattutto quando è professionista o di alto livello a incanalare il suo istinto non ad assecondarlo senza preclusioni. Questo è il metodo che presenterò in MILANIMAL per migliorare le performance di quegli atleti che sono già forti, già al top della loro categoria o del loro ranking. Perché la vera sfida è questa: migliorare i migliori. Solo così si possono raccogliere informazioni per poi far crescere più velocemente e con maggiore qualità anche gli altri membri della squadra o dell’accademia.

Parlando di corsi e seminari dicci le prossime date dove incontrarti.

Ora parto per gli Stati Uniti dove registrerò uno speciale per Discovery Channel e dirigerò alcune certificazioni tra Atlanta e Los Angeles.
Ad aprile sarò di nuovo in Italia per gestire le certificazioni istruttori europee e per un tour di workshop che fino a fine giugno mi vedrà muovermi tra Ravenna e Barcellona, tra Roma e la Sardegna. Per chi volesse seguire il lavoro che faccio supportato dai miei Team Leader, www.tacfitagenda.com presenta il calendario degli incontri in tutta Italia, Europa e nel mondo.

Grazie mille Alberto!

Ps Alberto sarà a Milano per un seminario l’11 Febbraio presso Milanimal: https://www.facebook.com/events/965987720215046/

Chi è l'autore

Manolo

Manolo "El ChupaCabra"

Praticante di MMA, agonista di BJJ e grappling, ottimo conoscitore delle arti marziali miste e del valetudo. Manolo "El Chupacabra" non è niente di tutto questo.

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