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Claudio Conti: “Torno a The Golden Cage dopo due anni in suolo irlandese… “

Claudio Conti:
Samuele Dorato
Scritto da Samuele Dorato

Manca poco tempo e The Golden Cage -la nuova promotion italiana che debutterà il 13 maggio a Milano al Teatro Linear Ciak– ci dà l’occasione per intervistare Claudio Conti, grande promessa italiana dei pesi medi che tornerà proprio nell’evento di Milano a combattere in suolo italiano dopo due anni di allontanamento in suolo irlandese.

 

Claudio, parlaci un pò di te: chi sei, da dove vieni e dove ti alleni?

Claudio Conti, 26 anni, di Padova. Mi sono trasferito due anni fa in Irlanda per potermi allenare nella migliore palestra d’Europa, nonché palestra d’origine di Conor McGregor, e poter arrivare ai livelli massimi in questo sport grazie alla preparazione del coach Cavanagh.

Perché hai scelto di diventare un fighter? 

Diverse persone della mia famiglia hanno praticato il pugilato e ciò mi ha portato a essere sempre coinvolto, nel bene o nel male, nel mondo degli sport da combattimento. Da adolescente, infatti, ho cominciato proprio con questo sport, che ho praticato con passione per poi smettere a causa di problemi familiari che mi hanno portato lontano dalla mia città natale. Una volta tornato a Padova, però, ho scoperto una palestra dove si praticavano anche le mixed martial arts e la cosa mi ha da subito incuriosito. Ho provato ed ho scoperto davvero un altro mondo, una dimensione interdisciplinare che mi ha letteralmente conquistato. Sì, quello per l’MMA è stato amore a prima vista.

Qual è la prima cosa che pensi quando entri nella gabbia?

Il giorno dell’incontro è sempre un giorno un pò particolare: solitamente, io non sento la pressione anzi, diciamo che cerco di godermi quella sensazione al massimo perché mi dà carica, mi stimola e mi aiuta ad affrontare il pre match.

Chiaramente più si avvicina il momento di combattere più sale la pressione,  ma non quel tipo di pressione che porta insicurezza o che ti manda nel panico, piuttosto quella dovuta alla paura di deludere qualcuno a casa, di deludere le aspettative di chi crede in me.
Tutto però scompare, magicamente, quando metto piede nella gabbia: in quel momento sono solo IO. Niente paura, nessuna pressione o ansia, non esiste più nessuno. C’è solo la voglia di vincere.

Parlaci un pò del tuo rapporto con Superbia Management…

Ho conosciuto Samuele a Torino, l’anno scorso, durante la prima tappa di Bellator, e mi è piaciuto subito come persona. Sapevo già chi fosse perché è un personaggio noto nel mondo delle MMA, e sono rimasto contento quando, tornato in Irlanda, mi ha contattato per diventare un atleta di Superbia.

I rapporti con Samu e, più in generale, con la società sono molto buoni: nonostante Superbia Management sia nata da poco, infatti, si sta dando molto da fare e, cosa più importante, tiene fortemente ai suoi atleti e lo dimostra.

Insomma… Secondo me hanno imboccato la strada giusta e sono sicuro -e il tempo lo dimostrerà- che potremmo fare grandi cose insieme.

Di certo non sei un volto nuovo in questo mondo e hai un record che parla da sé: a cosa è dovuta, allora, la tua assenza negli ultimi eventi italiani di MMA?

L’assenza è stata dovuta principalmente al trasferimento: per due anni, da quando appunto sono arrivato a Dublino, ho dovuto affrontare il grande muro del cambiamento. Non è stato facile adattarsi a un nuovo Paese, una nuova lingua, una nuova palestra. Ancora più difficile, poi, é stato farsi accettare come fighter, dimostrare il mio valore aggiunto. E’ stato un periodo impegnativo ma sono molto fiero del risultato ottenuto: il coach e i miei compagni, credono in me e mi rispettano. Faccio parte del Pro Team e questa é una grande soddisfazione.

Tornando al motivo della mia assenza in Italia, sicuramente un altro fattore che ha influenzato il mio allontanamento è stato il fatto che ho visto prendere piede alcuni format in cui, secondo me, la maggior parte delle persone chiamate a combattere non erano veri atleti di MMA ma più’ delle maschere, dei personaggi scelti unicamente per lo show. Non voglio sminuire nessun format: dico solo che la scelta degli atleti dovrebbe essere più selettiva e lungimirante, votata alla qualità e non solo alle logiche economiche e commerciali.

Adesso però tornerò a The Golden Cage, una promotion in cui credo e dal grande potenziale, e non lascero dubbi su chi é il miglior peso medio in Italia.

Cosa ti aspetti da The Golden Cage?

The Golden Cage rappresenta il mio ritorno, un ritorno che é valorizzato dal fatto che avviene in Italia, il mio Paese. Dimostrerò e ricorderò agli italiani chi é Claudio Conti, quindi tenetevi pronti.

Chi è l'autore

Samuele Dorato

Samuele Dorato

Appassionato di Hip Hop, malato di MMA. Crede nella forza dello sport che si lega a doppio filo con l'intrattenimento.

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