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Catch Wrestling & Grappling per le MMA: la visione di PAOLO PILLOT

Italjap
Scritto da Italjap

Il Catch Wrestling elaborato insieme al Grappling diventa ancora più funzionale alle MMA; ce ne parla Paolo Pillot.

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Catch Wrestling & Grappling per MMA

Del Catch Wrestling abbiamo già parlato in passato, é una forma di lotta moderna in cui, oltre alle forme sia tradizionali che anticonvenzionali del wrestling, si applicano le sottomissioni più adatte proprio alle MMA. Ne abbiamo già parlato in un articolo del 2012: Old Wrestling.

Il Catch Wrestling elaborato insieme al Grappling diventa ancora più funzionale alle MMA; ce ne parla Paolo Pillot, veneto di 47 anni e maestro a tempo pieno disponibile a tutti coloro che vogliano crescere nelle proprie performance e abilità tecniche.

Paolo Pillot ed il suo metodo "Roman Grappling"

Paolo Pillot ed il suo metodo per le MMA: “Roman Grappling”

Noi lo abbiamo incontrato sabato 26 marzo scorso, in occasione di uno “sparring day” organizzato presso lo Sport Center Advanced di Pordenone dal Maestro Gianpaolo Puggioni, Promoter e Tutor FIGMMA,  che coordina un nutrito gruppo chiamato “MMA NORD EST” e che riunisce gli atleti che fanno parte dei Roster di promozioni importanti, come Bellator, VenatorPNFC a cui collaborano i migliori team di MMA del triveneto. Il Maestro, gradito ospite di questo gruppo di lavoro, si é dato da fare per dare qualche buon consiglio a questa nuova generazione di guerrieri….

"MMA NORD EST"

“MMA NORD EST”

GRAPPLING ITALIA: “buongiorno Maestro! Ci racconti qualcosa delle sue origini nella lotta e le esperienze più importanti del suo passato nelle arti marziali…”

“PAOLO PILLOT”:

“ Buongiorno. Ebbi il primo vero imprinting col Pugilato, disciplina che ho svolto dai 13 fino ai 19 anni,quando partì per il Servizio Militare. In questo frangente ho conosciuto dei commilitoni che praticavano la Lotta, in ambo le specialità Olimpiche, Greco Romana e Stile Libero. Fui subito attratto dalla seconda tanto da diventarne Allenatore FIJLKAM. Le prime VHS che  portarono in Italia l’UFC e il Vale Tudo mostrarono chiaramente la necessità di dover saper lottare a terra. Stiamo parlando della metà degli anni ’90 e non esisteva di certo la possibilità di imparare discipline oggi ben radicate sul nostro territorio,come il Jiu-Jitsu Brasiliano o il Grappling. Chi voleva imparare era obbligato a vivere col sacco a pelo in spalla per andare ad apprendere in Olanda e Russia, dove esistevano buone realtà di Sambo.

Hiari Alexander Mella e Valeriu Mircea

Hiari Alexander Mella e Valeriu Mircea

Nel mio caso, il lavoro più importante è stato adattare quanto  conoscevo a tecniche nuove, inizialmente provenienti dal Sambo o di derivazione Catch Wrestling ibridate che erano insegnate in Olanda, sia da studenti di Kris Dollman che di Bas Rutten. Le ricordo che la parte a terra costitutiva del Pancrease e dello Shooto Giapponese, non è che Catch Wrestling. Vede, spesso Dana White afferma che la Lotta è la miglior base per le MMA, ma non si riferisce alle specialità Olimpiche quanto al Folkstyle, praticato nelle scuole Statunitensi fin da giovane età. Ha un regolamento diverso, specialmente a terra dove non ci sono punti per i rotolamenti ma per il “Pin”, ovvero la schienata e quindi molto più  scrambling che non negli stili Olimpici. Lo stesso focus sulle proiezioni differisce in quanto nel Folkstyle non esistono proiezioni da 3 o 5 punti, ma solamente da 2. Le faccio un esempio:Il Double Leg è il Takedown più comune nei campionati Folkstyle e lo è anche nelle MMA se si guardano le statistiche. Per questo tale modalità di Wrestling è una buona base:le azioni che portano al successo in un campionato di College o HI-school sono le medesime che funzionano bene nelle MMA.

SportCenterAdvancedMMA 26.03 (10)

Il Maestro in cattedra.

Indirettamente,allenano un’azione di successo in entrambi i campi. Tutti i lottatori americani, da Coleman, Mark Kerr, Randy Couture, Cain Velasquez o Jordan Burroughs, passano obbligatoriamente dal Folkstyle prima di  specializzarsi in una delle due modalità Olimpiche e questo è senz’altro parte della ragione del loro successo nelle MMA. Al di la di un’attività agonistica presente ma non certo di chissà quale rilievo, la cosa per me più importante è stato iniziare un adattamento partendo dalla Lotta provando e riprovando,allenandomi con quanti ho sempre potuto per sviluppare questo approccio . I miei primi atleti , seppur allenati quasi per gioco e passatempo nel garage di casa, hanno vinto sia nei campionati Italiani di Grappling, che in qualche Coppa Italia dell’attuale Figmma  quasi sempre per finalizzazione, cosa che mi ha alquanto sorpreso. Credo di aver provato a me stesso un punto, cioè che il 5% di una popolazione che fa qualcosa di diverso dalla media, può avere un successo inaspettato.”

Valeriu Mircea

Valeriu Mircea

GRAPPLING ITALIA: “Ci parli adesso delle sue esperienze nel “free fight” e quali sono stati i pionieri italiani con cui ha condiviso i primi anni di questa disciplina…”

“PAOLO PILLOT”:

Free Fight fu uno dei tanti nomi utilizzati per etichettare qualcosa di simile alle MMA,termine che ancora non esisteva. Una delle prime gare in Italia fu presentata a OKTAGON ’96, dove il nostro atleta Paolo Di Clemente fece una bella performances. Era un torneo ad eliminazione diretta stile primi UFC, vinto dal Britannico Lee Hasdell che sconfisse l’Olandese Andree Mannart della storica Mejiro-Gym. Guanti da 10 once e 30 secondi di lotta a terra. I tempi erano quelli. Da li in poi nacque una federazione,l’IMA (International Mixfighting Association) che gestì una serie di questi sport con regole diverse e oggi impensabili! Nel nostro paese non esisteva un campionato ma i match venivano inseriti all’ultimo minuto come “sotto-clou” in eventi di altre discipline. Tra i pionieri che calcarono il ring ricordo senz’altro i nomi Ramon Pisciotta, Damiano Bertoli e Michele Verginelli, ma ve n’erano parecchi altri di cui, a distanza di 20 anni, i nomi mi sfuggono. Molti combatterono all’estero, con regole dell’ultimo minuto, non esistendo ancora in Italia una struttura ben definita ma che già si andava lentamente delineando. Un’altro pianeta rispetto ad oggi, dove i nuovi atleti hanno a disposizione tutto il necessario e molto di più. Non posso non menzionare il Maestro Davide Ferretti che presentò il Ruas Vale Tudo ad OKTAGON ’97 e che portò in Italia più volte lo stesso Marco Ruas. Con alcune di queste prime figure mi sono allenato, altre le ricordo dalle pagine dei giornali.

Dennis Coste

Dennis Coste

Con Damiano Bertoli invece, oggi coach dei Warriors Verona (anche i loro atleti sono spesso presenti a Pordenone), passammo una settimana di studio a Rimini nel ’98. Credo sia stato il primo corso allenatori di Free Fight nel nostro paese. Una settimana caratterizzata da 8 ore di allenamento al giorno e vari “extraround” la sera nella camera d’albergo. Ricordi di gioventù cui si guarda sempre con il sorriso e a volte nostalgia. Eravamo sotto la guida del campione Bob Schrjiber, sicuramente all’epoca, uno dei punti di riferimento in Europa. Viene ricordato come fighter a a mani nude, nella gabbia del Cage Fighting Championsip, dal Belgio alla Russia. Nella sua carrierà affrontò avversari come Igor Vovchancin, Heat Herring.nonchè Wanderlei Silva sul quadrato del Pride FC. Mi sembra giusto ricordare Bob perchè diede molto impulso al nostro sport. Io preferii la strada  Russa dove c’erano i Wrestler che entravano in gabbia. Nomino solo Mikhail Avetisian, perchè immagino che i giovani lottatori di MMA non conoscano i nomi più importanti in Europa di due decenni fa…..ricordo anche che Bob,pur allenandosi con Kriss Dollman (Judo-Sambo-Catch), era principalmente uno striker. Il Free Fight fu tuttavia una novità al quale io preferii presto la sola lotta con prese, anchè perchè lo sport arrivò quando ormai mi avvicinavo ai 30 anni. Un match mi costò un’operazione al naso non andata a buon fine (ancora oggi non respiro al 100%). Porto inoltre addosso come ricordo la  compromissione di entrambe la cuffie dei rotatori, cosa che mi ha lasciato con una funzionalità del 60% al braccio dx. Per questo amo molto la TECNICA e ne sono un vero “maniaco”. Un coach deve far tesoro delle proprie esperienze e tutelare i propri atleti specie sulla base delle proprie esperienze negative. Siamo sempre nani sulle spalle di giganti.”

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Renato Subotic tecnico del Team MMA Friuli con Luca Puggioni

GRAPPLING ITALIA: “Ci parli adesso del suo metodo, cosa utilizza del catch wrestling e quali altre fonti utilizza per il suo stile di lotta nelle MMA?”

“PAOLO PILLOT”:

“Premetto anzitutto che preferisco identificarmi come coach di lotta di sottomissione basata sul wrestling che non come un trainer di MMA. Non sono un tuttologo ma ho una “specializzazione” su solo una delle parti tecniche necessarie ad un Fighter attuale. Solo questo ha richiesto 27 anni di sacrifici quotidiani,una goccia alla volta! Chiaramente la base offre delle applicazioni per MMA, ma è qualcosa su cui lavoro esclusivamente a richiesta nella preparazione di un Atleta in previsione di un match e solamente qualora creda il lui. Tornando alla sua domanda, del catch utilizzo principalmente la capacità di “riding”, concetto diverso dall’immobilizzazione nonché una gran varietà di finalizzazioni non comuni in altre discipline e normalmente vietate. Le proiezioni del catch sono un qualcosa che da lottatore abituato a tecniche esplosive adatte a tre round da due minuti, non avevo mai visto prima! Trovo siano, data la loro calma natura, più adatte ad essere usate nel Grappling rispetto alle MMA, dove è richiesta maggiore esplosività. Nel primo contesto  possono essere vantaggiose e meno azzardate, sviluppandosi già tenendo conto delle finalizzazioni.

Si cura la tecnica...

Si cura la tecnica…

C’è stato un gran parlare sul catch a seguito di Sakuraba e Josh Barnett. Personalmente ritengo che il catch e il jiu-Jjtsu si integrino alla perfezione e offrano soluzioni  perfettamente capaci di annullarsi l’un l’altro, dipende dalla situazione del momento. Il catch vale la pena di essere studiato e passato alle generazioni future non fosse altro che per la sua importanza storica. Non si dimentichi infatti che è il diretto antenato della lotta, dalla greco al freestyle e fino al folkstyle. Jigoro Kano ne attinse per introdurre elementi in un Judo ancora in formazione, Anatolij Charlampiev ne trasferì le leve al Sambo, Maeda lo studiò nei circhi itineranti e Mashaiko Kimura lo studiò direttamente a Wigan. Molti stessi esercizi di “allenamento funzionale”, traggono origine dal catch, soprattutto dalle forme sviluppate da Martin  Burns e Karl Gotch. Oggi, grazie anche ad una organizzazione come SNAKE PIT USA è possibile riportare indietro l’orologio ed imparare il catch come sistema di lotta efficace e non intenderlo come  lo spettacolo da baraccone che diventò con l’ascesa del “pro-wrestling”. Il catch wrestling di Billy Riley ragazzi,fa male! Tra le varie associazioni che tentano la rinascita di questo storico stile, ho scelto di appoggiarmi a John Potenza e Joel Bane. Entrambi sono allievi del noto Billy Robinson, considerato il più tecnico lottatore mai uscito da Wigan e vantano un’attiva collaborazione con Josh Barnett,E rik Paulson e Greg Nelson! Joel  è inoltre cintura nera di BJJ, mentre John è un rappresentante ufficiale di Paulson  per il CSW. Considerando che negli states sono in prima linea sia nelle MMA, che in tornei come il NAGA, presentano un Catch perfettamente adattato ai tempi. Si consideri che il CW nella sua forma più tradizionale, non ammette gli strangolamenti.

Il Maestro in cattedra...

Il Maestro spiega il controllo.

Per tornare a quanto mi ha chiesto, oltre al catch sono studente dell’Accademia Gracie. In linea di massima, i miei studenti imparano entrambi i programmi delle due scuole, tecniche col GI a parte. Ma mentre non ho un’affiliazione con Rorion Gracie e non sono interessato alla divulgazione di questo stile (anche se appare come uno dei pochi tecnici italiani riconosciuti sul sito della Gracie academy – ndr), ce l’ho invece con lo SNAKE PIT e posso preparare le persone interessate al catch wrestling per sostenere l’esame nei vari livelli quando Joel Bane e John Potenza verranno in Italia. Questa modalità è quella che voglio preservare e passare a mio figlio perchè è molto,molto rara. Il Gracie Jiu-Jitsu è gia ben rappresentato, tanto nel nostro paese quanto nel mondo e non corre certo pericolo di estinzione. Per tornare al punto della sua domanda, il mio metodo rimane incentrato sulla lotta. Nelle MMA, credo sia particolarmente funzionale nel top control e nel ground & pound. Non ritengo la guardia a terra una posizione neutrale: ci si può ritrovare ma non si dovrebbe andare a cercarsela come nel BJJ…..va usata per rimettersi in piedi. Il mio è un concetto che qualcuno definirebbe “Old Style”. Bypassare lo striking, portare a terra ed evitare le finalizzazioni per liberare un efficace ground & pound…..fa parte della vecchia scuola, ma per quanto mi riguarda ho notato una cosa che non posso ignorare: se mi alleno ad evitare un colpo e a rispondere con un’altro colpo, se imparo a evitare un colpo e rispondere con un takedown, quando mi trovo nel vivo dell’azione e mi si presentano due opzioni per rispondere alla stessa situazione, il cervello impiega di più a scegliere quale adottare e rischio di beccarmi il colpo prima di aver iniziato a reagire in uno o nell’altro modo.”

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Nicola Argentano soffre in silenzio…

GRAPPLING ITALIA: “Dove si trova la sua base? Ha una palestra sua o opera in altro modo? A chi si affida per divulgare il suo lavoro?”

“PAOLO PILLOT”:

“Faccio parte del corpo tecnici ed arbitri dello C.S.E.N., pertanto vengo spesso chiamato in A.S.D. Affiliate all’Ente a fare lezioni, giro parecchio ultimamente. Sono di casa all’A.S.D. Free Sport & Movement di Conegliano Veneto (TV).Struttura del M° Santi Soraci,uno dei responsabili dello C.S.E.N. Veneto nel settore degli Sport da Combattimento, dove insegno due volte la settimana. Presso le altre strutture che ne fanno richiesta propongo dei Workshop continuativi e progressivi. Per aver partecipato in vita mia a decine di seminari, ho imparato a strutturare i miei seguendo un filo logico consegnando, di volta in volta, un vero piano di lavoro che mette gli insegnanti in grado di trasmettere le conoscenze acquisite affinchè i loro atleti siano in grado di applicarle. Per le MMA collaboro unicamente con lo Sport Team Advanced di Pordenone del M° Gianpaolo Puggioni.

Matteo Bucovaz ed Ivan Vysotsky

Matteo Bucovaz (Team Burning/Advanced) ed Ivan Vysotsky della Kombat Gym

Chi vuole mettersi in contatto con me lo può fare anche tramite questa  struttura. Non ho mai amato la notorietà, le prime donne e pastoie interfederali ed extrafederali. Sono nello sport da decenni,gli addetti ai lavori della mia zona mi conoscono e sanno dove trovarmi, gli altri troveranno il modo di contattarmi. So che posso offrire qualcosa che altri non conoscono ma so perfettamente che è altrettanto vero il contrario. La  prima cosa che ho imparato in questo mondo, passata l’adolescenza, è di non fare a gare di parole su chi ce l’ha più lungo….la bontà del lavoro di un tecnico lo mostra abbastanza chiaramente i risultati degli atleti in gara. La seconda è che un campione può essere tale in virtù di attributi fisici non presenti nell’allievo e non è detto che tecnicamente sia eccellente. Al momento, non demando a nessuno la divulgazione delle mie tecniche (anche se qualche suo ex allievo già insegna in alcune palestre del triveneto – ndr) . Seguo tutto personalmente, spostandomi se serve. In futuro,vedremo vista la quantità di richieste che ricevo nell’ultimo periodo sia dentro che fuori lo C.S.E.N.”

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Alessandro Celadin e Ardian Shabanoski

GRAPPLING ITALIA: “Come si é trovato qui a Pordenone a questo sparring day? Che qualità di atleti trovi vi sia oggi rispetto ai primi anni delle MMA in Italia?

“PAOLO PILLOT”:

“Un abisso! Le dirò: sono giunto qui dopo una mattinata molto intensa passata al leggendario Fight Team Biolcati di Vicenza. Una corsa contro il tempo, ma non potevo mancare e ne è più che valsa la pena. I ragazzi sono incredibili! Il M° Puggioni è riuscito magistralmente a coordinare l’intero movimento MMA del Nord-Est. Intendo ”quello che conta”. Trovare nella stessa stanza figure come Gianbattista Boer del Kombat-Gym di Fiume Veneto (PN) e Giuliano Pavan dello Shoot Team Padova, venuti a supportare i propri ragazzi….bhe, la dice gia abbastanza lunga! Ed ho conosciuto anche il giovane Renato Subotic con il suo MMA Team Friuli! Del resto non capita tutti i giorni di vedere tanti talenti riuniti assieme. Questi sono i più forti lottatori di MMA dell’intero Nord-Est e sicuramente tra i migliori in Italia! Provengono da Team diversi ma sono molto,molto uniti e affiatati. Sono gia abituati a lavorare tra loro e la cosa che più colpisce è la loro umiltà, nonostante il posto che occupano nei rispettivi ranking. Alcuni avranno match di spessore a breve ed é stato un onore per me coordinare il loro allenamento.”

SPARRING DAY

SPARRING DAY

GRAPPLING ITALIA: “Come le sembra questa collaborazione tra i team?

“PAOLO PILLOT”:

Credo che questi raduni tra Team contribuiscano grandemente ad alzare il livello che le MMA stanno raggiungendo oggi nel nostro paese. La tecnica, le dirò, non è comparabile con quella degli anni ’90; questi giovani lottatori si presentano molto completi. Certo,chi eccelle più in una cosa chi in un’altra, ma sono davvero efficaci e temibili in ogni area del combattimento. Per farle capire, se dovessimo dar loro una pagella avrebbero tutti 7 e 8 nelle rispettive aree. Nella mia generazione si aveva un 9 e una sfilza di 3 e 5. Lo standard attuale è qualcosa che era impensabile anche solo 10 anni fa! Lo sport è cresciuto e lo farà ancora se gli improvvisati sapranno farsi da parte e i coach metteranno una mano sulla coscienza e una sulle statistiche delle MMA per l’evoluzione tecnica, pur andando anche contro le ideologie della propria disciplina di base.”

gruppo dei tecnici: Paolo Pillot, Giuliano Pavan, GB Boer e Gianpaolo Puggioni

gruppo dei tecnici: Paolo Pillot, Giuliano Pavan, Gianbattista Boer e Gianpaolo Puggioni

GRAPPLING ITALIA: “La ringraziamo Maestro del tempo che ci ha dedicato, resteremo in contatto!”

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Italjap

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2 Commenti

  • Balle. Il folkstyle americano é forse in vantaggio rispetto alla libera nelle fasi a terra. Dico forse perché campioni NCAA Div1 come Askren e Ramos sono stati surclassati dai cubani (che non hanno mai fatto un minuto di american folkstyle) proprio nelle fasi a terra, controllati e messi in schiena. La libera ha chiaramente un grosso vantaggio rispetto al folkstyle nelle fasi di lotta in piedi. Non solo per le ampie proiezioni ed i takedowns esplosivi…anche e soprattutto per le fasi in clinch e per la postura piú alta vista la presenza delle proiezioni da 4 punti. Questo specialmente per le scuole dell’Est Europa. Tutti e dico tutti i piú grandi campioni di MMA americani con una base di lotta hanno avuto anni di esperienza nella libera e greco romana. Non é un caso. Come non é un caso che gli unici atleti ad essere messi sotto contratto da UFC e Bellator senza aver mai disputato un minuto di MMA amatoriale o pro sono Makhov e Pico, due atleti di pura lotta libera e greco romana.

  • Aggiungo anche l’inesattezza scritta sul regolamento della lotta libera. Il takedown con controllo viene premiato con 2 punti (come nel folkstyle) e le proiezioni con 4. Ricordo anche che la lotta libera disincentiva il takedown senza controllo, assegnando solo un punto.

Lorenzo
Lorenzo in BELLATOR 215 & 216
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Sonny
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Luca Morello
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