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Joe Riggs vince il torneo Fight Master

Joe Riggs vince il torneo Fight Master 1
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Strikeforce Challengers

Dopo una lunga attesa, ieri sera, Joe Riggs (40-14) e Mikel Bronzoulis (15-6) hanno calcato l’ottagono del Bellator, per affrontarsi nella tanto agognata finale del Fight Master, nel corso del Bellator 106, presso il Long Beach Convention Center in Long Beach (California, USA).

Prima di parlarvi di questo match, tuttavia, è doveroso presentare, brevemente, il Fight Master(1).

Questo è un reality show televisivo concernente le mixed martial arts, prodotto dal Bellator, nel quale trentadue lottatori si danno battaglia in un torneo ad eliminazione diretta, nella categoria dei pesi welter. Ovviamente, come anche nel TUF, anche in questo reality, i fighters vivono all’interno di una casa in comune, nella quale svolgono i loro allenamenti e tutte le altre azioni di vita quotidiana. La differenza principale tra questo reality show e il TUF(1) è data dal fatto che nel primo gli allenatori vengono scelti direttamente dal fighter. In questa edizione, il Bellator ha selezionato come coaches:  Randy Couture, Frank Shamrock, Greg Jackson, e Joe Warren. Il montepremi messo in palio dal Bellator  per il vincitore è pari a 100.000,00 dollari.

Ebbene, come dianzi detto, nella finale, dopo una lunga serie di peripezie (tra cui l’infortunio all’occhio di Riggs) hanno incrociato le sciabole Joe Riggs (allenato da Greg Jackson) e Mikel Bronzoulis (allenato da Randy Couture). Il primo, anche grazie alla ben più ampia esperienza nel mondo delle mixed martial arts, è riuscito a prevalere, aggiudicandosi la vittoria ai punti per verdetto unanime. Sagace è stata la sua strategia di combattimento. Diesel, infatti, nel corso dei tre rounds, ha preferito limitare lo scambio in piedi con il suo avversario, portandolo ripetutamente al suolo e controllando il match con un ottimo wrestling e jiu jitsu.

Condivido il game plane di Riggs, scaturito a mio avviso dalla mente dell’acuto Greg Jackson. “The Greek” non è un lottatore da sottovalutare. Nel corso del Fight Master, il veemente Bronzoulis, con il suo stile di combattimento poco ortodosso, ma molto efficace, ha dimostrato di avere mani pesanti, mettendo ko alcuni dei suoi avversari.

Pertanto, bene ha fatto Riggs, molto più abile nel jiu jitsu e nel wrestling, a giocarsi la sua partita al suolo, aggiudicandosi il match e vincendo il lauto montepremi di 100.000,00 dollari, messo in palio dal Bellator.

Che questa sia l’occasione per il rilancio di Diesel?

 

Note:

(1) Chi già lo conosce può evitare di leggere questa premessa e andare subito al racconto del match.

(2) The Ultimate Fighter reality show televisivo prodotto dall’UFC.

 

Francesco La Manno

 

Chi è l'autore

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Francesco La Manno

Praticante avvocato, abilitato al patrocinio, del Foro di Casale Monferrato.
Appassionato di mma e sport da combattimento.

8 Commenti

  • A me fight master è piaciuto come show, sono sicuro che Riggs sfrutterà bene l’occasione di rilacio della sua carriera ma soprattutto spero che Bronzulis abbia una carriera davanti a se.
    p.s.: Bellator farebbe bene a prendere anche Cole Williams, wrestler molto promettente.

  • Shamrock,Couture.. certamente un tempo grandi fighter e oggi validi allenatori. Ma Greg Jackson, semplicemente inimitabile. I fighter sfornati dal suo team sono i gioielli dell’UFC.

  • E’ bravo ad accapararseli. Non è che quando arrivano là sono dei signori nessuno e poi esplodono. Semplicemente Jackson capisce su chi vale la pena puntare, non credo che chiunque si possa allenare con lui. Ma sicuramente anche a livello tecnico è uno dei migliori, come dici tu forse il migliore.

  • Ciò che è emerso dallo show (a mio parere) è che l’allenatore conta relativamente poco rispetto alle qualità dell’atleta, almeno sul breve periodo (come le poche settimane di fight master).
    L’ambito in cui l’allenatore è determinante è la motivazione che dà al suo fighter; le mani di Couture e Jackson si sono viste soprattutto in questo a mio parere.

  • GSP, Jon Jones e Rashad Evans sono stati formati da Greg Jackson, e ho detto tutto. Poi sicuramente ci saranno anche stati altri fighter che avranno provato con il team di Jackson ma hanno fatto flop.. Ciò non toglie che da qualche anno a questa parte il suo sistema si è rivelato il più efficace nell’ottagono.

  • Dire che a poco peso, a mio avviso mai come oggi è arduo da affermare. Abbiamo visto tutti quanto gli allenamenti siano diversificati e quanto siano diventati raffinati. Ok il lavoro, il sudore, la fatica sono sempre quelli, ma come sfruttarli a pieno e ottimizzarli è un altro paio di maniche. Specialmente nelle MMA dove saper creare una miscela sapiente nella preparazione è allenamento è diventato cruciale e fa la differenza avere un capm piuttosto che un altro. L’evoluzione dell’artista marziale sta tutta qui.

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