On the Tatame #3

On the Tatame #3 1
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Chiusa, Aranha, Seduta, Mezza, De La Riva…Se dovessimo elencare tutte le guardie esistenti nel jiu jitsu con relative varianti non basterebbero tutti i volumi della “Treccani”.

Ma come mai esistono tutte queste guardie? E qual’ è la migliore?
Esistono tanti modi di fare guardia perchè il corpo di ognuno di noi ha caratteristiche diverse, per tanto ognuno col passare del tempo finisce per specializzarsi in un tipo di guardia che meglio veste le sue caratteristiche fisiche.
Si evince facilmente da questa affermazione che non esiste una “guardia migliore” in senso assoluto, ma che esiste una guardia migliore per ognuno di noi.
Diventa quindi importante capire quale sia la guardia che ci permette di controllare meglio il nostro avversario.
L’ errore di molti all’inizio è di considerare la guardia solo le gambe, modo errato di pensare in parte indotto dal fatto che la prima guardia che si spiega in genere è la guardia chiusa che ci permette di controllare il bacino dell’avversario grazie al solo tener chiuse le gambe…ma basti tentare un qualsiasi attacco e ci si rende subito conto dell’importanza dell’utilizzo delle prese.
Prese che diventano fondamentali quando si lavora da una guardia aperta!
Per tanto è importante esercitare un controllo si con le gambe impostando dei ganci o lavorando dalla chiusa, ma anche con le braccia in presa.
Ora, saper lottare dalla guardia però non vuol dire solo attaccare, ma anche saper contenere i passaggi dell’avversario e al limite saper riportare nella stessa guardia una volta difeso il passaggio.
Per tanto per essere efficienti da una guardia è importante avere un paio di ribaltamenti concatenati basati sulle reazioni del nostro avversario (se ci da peso o se invece cerca di fare allontanare la base), un paio di finalizzazioni anch’ esse combinate con i ribaltamenti, e per ultimo ma non meno importante un modo per rientrare in guardia quando l’avversario sta cercando di passarci….il tutto ricordandosi sempre di mantenere le prese.
Per il resto il principio è semplice e uguale per ogni tipo di guardia tanto che una volta appreso non è necessario rifarsi ai ribaltamenti standard, ma ci si può cimentare in movimenti di propria invenzione.
Tale principio in maniera semplicistica e ridotta ai mini termini è blocca un lato del corpo del tuo avversario e spingi in quella direzione poichè non può fare base.
In realtà poi il concetto va esteso, ma sicuramente è la regola fondamentale per ribaltare dalla guardia.
Una cosa che mi sento di suggerire è di essere aggressivi quando si sta sotto, attaccare per primi senza aspettare che il nostro avversario cominci a impostare un passaggio, non lasciatelo mai comodo dentro la vostra guardia!
Perciò…rompetegli la postura e attaccate!

Chiusa, Aranha, Seduta, Mezza, De La Riva…Se dovessimo elencare tutte le guardie esistenti nel jiu jitsu con relative varianti non basterebbero tutti i volumi della “Treccani”.

Ma come mai esistono tutte queste guardie? E qual’ è la migliore?
Esistono tanti modi di fare guardia perchè il corpo di ognuno di noi ha caratteristiche diverse, per tanto ognuno col passare del tempo finisce per specializzarsi in un tipo di guardia che meglio veste le sue caratteristiche fisiche.
Si evince facilmente da questa affermazione che non esiste una “guardia migliore” in senso assoluto, ma che esiste una guardia migliore per ognuno di noi.
Diventa quindi importante capire quale sia la guardia che ci permette di controllare meglio il nostro avversario.
L’ errore di molti all’inizio è di considerare la guardia solo le gambe, modo errato di pensare in parte indotto dal fatto che la prima guardia che si spiega in genere è la guardia chiusa che ci permette di controllare il bacino dell’avversario grazie al solo tener chiuse le gambe…ma basti tentare un qualsiasi attacco e ci si rende subito conto dell’importanza dell’utilizzo delle prese.
Prese che diventano fondamentali quando si lavora da una guardia aperta!
Per tanto è importante esercitare un controllo si con le gambe impostando dei ganci o lavorando dalla chiusa, ma anche con le braccia in presa.
Ora, saper lottare dalla guardia però non vuol dire solo attaccare, ma anche saper contenere i passaggi dell’avversario e al limite saper riportare nella stessa guardia una volta difeso il passaggio.
On the Tatame #3 2Per tanto per essere efficienti da una guardia è importante avere un paio di ribaltamenti concatenati basati sulle reazioni del nostro avversario (se ci da peso o se invece cerca di fare allontanare la base), un paio di finalizzazioni anch’ esse combinate con i ribaltamenti, e per ultimo ma non meno importante un modo per rientrare in guardia quando l’avversario sta cercando di passarci….il tutto ricordandosi sempre di mantenere le prese.
Per il resto il principio è semplice e uguale per ogni tipo di guardia tanto che una volta appreso non è necessario rifarsi ai ribaltamenti standard, ma ci si può cimentare in movimenti di propria invenzione.
Tale principio in maniera semplicistica e ridotta ai mini termini è blocca un lato del corpo del tuo avversario e spingi in quella direzione poichè non può fare base.
In realtà poi il concetto va esteso, ma sicuramente è la regola fondamentale per ribaltare dalla guardia.
Una cosa che mi sento di suggerire è di essere aggressivi quando si sta sotto, attaccare per primi senza aspettare che il nostro avversario cominci a impostare un passaggio, non lasciatelo mai comodo dentro la vostra guardia!
Perciò…rompetegli la postura e attaccate!

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