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Perchè gli studenti abbandonano dopo i primi mesi…

Altro articolo di Massimo Mondini ( di movimento arcaico). Davvero interessante!

Preso da qui: http://www.movimentoarcaico.it/blog/motivazione-sport-pratica.html

Continuare o abbandonare la pratica

Se sei un istruttore credo che questo articolo ti interesserà (e ti potrà provocare anche un po’ di dolore salutare :-)))

Se sei una persona alla ricerca di una disciplina da praticare potrà aiutarti a fare un po’ di chiarezza.

Non so se ti è mai successo di riflettere su ciò che ti spinge ad andare in palestra, al corso di danza, al campo sportivo o dovunque tu vada per praticare sport e muoverti.

Qualche giorno fa ho fatto una chiacchierata molto interessante con un mio vecchio istruttore di Yoga, interessante perché abbiamo parlato di un tema che mi è sempre stato molto a cuore: i motivi per cui una persona decide di abbandonare la pratica.

Questo istruttore si lamentava perché tutti gli anni a settembre un gran numero di praticanti inizia i corsi, lui riempie le sale e deve anche rinunciare a molte iscrizioni, per poi trovarsi con un calo delle presenze drammatico, tale che già a marzo deve rifare un altro investimento in pubblicità per arrivare a giugno.

La cosa più interessante è stata che ha iniziato chiedendomi consigli su come avere praticanti che continuino i corsi. Poi, non appena ho aperto bocca per suggerirgli una cosa (una sola cosa che avrebbe reso i suoi allievi molto più determinati a proseguire), ha iniziato a interrompermi dicendomi tutti i motivi per cui secondo lui, le persone abbandonano lo yoga:

…lo Yoga è difficile

…i praticanti non hanno disciplina

…le persone si fanno affascinare da discipline più commerciali

…molti tengono di più al look e vogliono solo risultati estetici

…chi va in palestra solo per socializzare abbandona…

… capire la filosofia profonda che c’è sotto è faticoso

…ecc .ecc.

e la cosa agghiacciante è che queste lamentele le ho sentite, con linguaggio diverso ma identiche nel significato, da istruttori di discipline molto diverse tra loro. Me le hanno dette istruttori di …, di…, di… . Discipline estremamente diverse, lamentele uguali. E tutte assurde.

Tra l’altro è anche frequente che insegnanti che propongono discipline apparentemente agli antipodi si lamentino del fatto che le persone sono attratte da quella “opposta”: l’istruttore di Qi Gong che si lamenta che ha pochi allievi perché la gente vuole sudare e sentire la fatica e non ha la pazienza per lavorare sull’energia interna; l’istruttore di ginnastica che mi racconta che nei suoi corsi c’è poca gente perchè “si lavora sulla sostanza”, “la gente non vuol far fatica” ecc. ecc.

Sta di fatto che, attualmente, per chi insegna una disciplina che richiede un certo impegno la cosa più difficile non è tanto attirare gente verso la pratica quanto far sì che le persone continuino con passione, anche dopo che si è esaurito l’entusiasmo iniziale. Anche perchè la concorrenza da parte delle luccicanti offerte dell’attuale mondo del fitness è piuttosto forte; vediamo prima alcuni dati oggettivi:

1) Ogni disciplina, ogni sport ha in sé dei forti attraenti e dei deterrenti, che possono incastrarsi più o meno bene con le esigenze individuali dei praticanti o delle persone interessate che ancora non praticano.

2) Molte palestre offrono “pacchetti” o formule che attraggono moltissimi potenziali clienti: mi riferisco a quelle offerte dove con un unico abbonamento l’utente può frequentare lezioni delle discipline di fitness più alla moda… essendo così instradato a provare varie esperienze “usa e getta”, invece che ad impegnarsi per un minimo di tempo in una disciplina strutturata.

3) Gli esperti di marketing al servizio del mondo del fitness ogni anno inventano nuove strategie (oltre che nuove discipline) per far leva proprio sull’aspetto più “glamour” dell’andare in palestra. Circa ogni sei mesi escono i risultati di sondaggi sulle aspettative e sulle motivazioni di chi vuole frequentare un centro fitness: è sulla base di queste indagini che poi gli addetti al marketing e i proprietari delle palestre decidono quanto investire nell’immagine, negli spazi (aree relax, zone ristoro, ecc) e ovviamente quali discipline proporre con maggior enfasi.

Spesso molti istruttori danno per scontato che ci debba essere un alto numero di defezioni durante l’anno, che solo una piccola percentuale abbia la determinazione e gli attributi per continuare ma… non è affatto così!

Questa è solo una prospettiva limitata e nociva, per l’istruttore stesso e soprattutto per i praticanti.

Ti spiego perchè.

In realtà imparare uno sport e perfezionarsi è un’avventura così bella, affascinante e ricca di soddisfazioni che ogni essere umano l’affronterebbe più che volentieri… e infatti ci sono molte persone che lo fanno. Ci sono anche molte persone che abbandonano… perchè?

Vediamo innanzittutto come si scatena questo circolo virtuoso: il principio è veramente molto semplice e funziona sempre. Per come è strutturato a livello biologico e psicologico, il nostro organismo trae grande piacere dal movimento; imparare ed eseguire azioni motorie con sempre maggior efficacia è un piacere molto forte e motivante per l’essere umano.

Se però una persona non impara abbastanza velocemente non prova questo piacere ed è quindi portata ad abbandonare.

E non è tutto. Alcune persone devono far leva su un’ autodisciplina molto solida, che a volte gli viene a mancare, oppure molti abbandonano semplicemente perchè i risultati tardano ad arrivare, quindi cercano altre strade.

Ad esempio una mia amica è iscritta ad un corso di Jiu Jitsu, uno sport dove, presto o tardi, per progredire sono necessarie due cose:

  • padroneggiare bene movimenti di caduta sulla schiena
  • sapere eseguire movimenti vari sulla tipologia della capriola.

Come altre persone ha avuto notevoli difficoltà ad acquisire questo fondamentale, fino al punto di pensare a rinunciare. D’altra parte il suo istruttore, pur dotato di pazienza e anche di un buon metodo, non sa cosa fare con queste persone che proprio sembrano non imparare: scompone il movimento, lo spezzetta, fa fare una marea di esercizi propedeutici ma non può certo annoiare a morte tutto il gruppo, quindi opta per un logico compromesso e si va avanti lo stesso. O meglio il resto del gruppo procede bene, ma le persone con questa difficoltà si portano avanti una lacuna grave che gli impedisce il progresso in molte tecniche e ciò li fa sentire, dal punto di vista della pratica, goffi ed imbranati, per lo meno se si confrontano con gli altri.

Ora, quello che l’istruttore non sa (ma non è colpa sua, lo sanno proprio in pochi) è che se una persona trova difficoltà nell’apprendere un movimento, molto probabilmente è perchè gli manca il corrispettivo movimento prototipico; forse nel suo sviluppo psicomotorio infantile non ha dedicato sufficiente tempo ad acquisirlo, o forse l’ha saltato del tutto, e quindi da adulti è difficilissimo, se non impossibile, recuperarlo.

A meno che non si sappia esattamente come fare.

Essendo il mio lavoro centrato proprio sugli schemi primitivi di movimento, il problema è stato evidente da subito e infatti, non appena ho fatto recuperare alla mia amica il tassello mancante, ha iniziato ad imparare come e meglio degli altri del suo corso e pur essendo ancora una principiante, ora si diverte moltissimo in allenamento ed ha abbracciato la disciplina sportiva con molto più entusiasmo.

Di casì così sono piene le palestre di tutto il mondo e non solo le palestre.

Un altro caso emblematico di diffcoltà generalizzata nell’apprendimento di uno sport si verifica nello sci: molte persone hanno dei tempi di apprendimento insoddisfacenti perchè sono carenti nello schema di trasferimento del peso da una gamba all’altra e non riescono quindi a gestire in maniera ottimale la coordinazione tra gambe e busto, abilità fondamentale per sciare bene. Quelli che invece padroneggiano questo schema non hanno problemi: allora il maestro dirà che “sono portati per lo sci” … in realtà non si tratta di essere portati o meno, si tratta invece di avere integri i propri pattern motori naturali.

E se questi non sono integri si fa molto prima a recuperarli piuttosto che sbattere la testa centinaia di volte contro gli stessi errori.

Se vuoi saperne di più sui movimenti prototipici li trovi qui http://www.movimentoarcaico.it/pages/movimento-arcaico.html

Ciao

Massimo

Manolo El ChupaCabra

Manolo El ChupaCabra

Praticante di MMA, agonista di BJJ e grappling, ottimo conoscitore delle arti marziali miste e del valetudo. Manolo "El Chupacabra" Macchetta non è niente di tutto questo.

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