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20 consigli per migliorare il tuo Jiu-Jitsu

20 consigli per migliorare il tuo Jiu-Jitsu

di Raphael Nogueira e Marcelo Dunlop – Traduzione Mario Puccioni www.team-centurion.com
Se ti limiti a leggere gli insegnamenti descritti in questo articolo senza fare nient’altro, non andrai da nessuna parte con la tua tecnica al suolo. I consigli che seguono -utili in tornei con Gi, grappling, MMA e per l’evoluzione personale degli atleti- necessitano di venir studiati e applicati durante gli allenamenti. Così facendo allora, questo breve testo potrà modificare qualunque cosa stessi facendo, sbagliata che fosse, o semplicemente colmando le tue lacune. Con l’intenzione precisa di consegnarti una ampia e dettagliata guida (che tu sia o meno un principiante), abbiamo chiesto a molti maestri di questo sport: cosa vorresti aver saputo dall’inizio? Cosa c’è dietro le medaglie d’oro e i titoli strabilianti? Quali sono le scorciatoie? E i segreti?

Ognuno di questi luminari del Jiu-Jitsu ha donato una sua ricetta segreta per questo banchetto. Goditi, dunque, questo manuale se vuoi evolvere: nel Jiu-Jitsu, nella vita, e in qualunque cosa.

1. Allena le tue orecchie

“La prima regola per migliorare il vostro Jiu-Jitsu è quella di non essere mai sordi alla conoscenza altrui” afferma Renzo Gracie. “E’ fin troppo comune osservare dei tipi che considerano se stessi maestri e rifiutano qualunque nuovo insegnamento, ignorando un allievo che gli mostri una novità”. Per crescere e migliorare dovete capire come la gente ragiona e come è pervenuta a quella tecnica; anche se è rozza è compito vostro perfezionarla.” Un chiaro esempio di ciò è il colpo con il quale Gracie sorprese il combattente canadese Carlos Newton al Pride Bushido: “Quasi lo sottomisi con un attacco di leva al piede, grazie a una posizione che mi era stata insegnata da una cintura bianca. Dal suggerimento di quel tale avevo perfezionato e migliorato quella tecnica, da un attacco al ginocchio a quello al piede.” A Renzo non importa se lo studente sia cintura blu, bianca o addirittura qualcuno che non ha mai combattuto: quando ti mostrano qualcosa, chiudi la bocca e apri ben bene le orecchie. “Anche se la mossa magari non è efficiente, il concetto in sé può aiutare il tuo gioco. Quando non consenti a te stesso di accettare la conoscenza di altri, divieni un insegnante molto limitato” Renzo insegna.

2. Abbi sempre fede nel tuo gioco

Se segui i match MMA di Rodrigo Minotauro, puoi probabilmente ipotizzare quale sia il suo consiglio per fare un miglior Jiu-Jitsu. Atleta roccioso, con sempre qualche carta segreta nella manica, egli dice: “Sforzati di mantenere il controllo sul tuo avversario”. Come si fa? Be’, la star del Brazilian Top Team suggerisce di ignorare l’orologio e i punti durante i combattimenti. Questa scelta può costare qualche sconfitta all’inizio, ma nel lungo periodo lascerà il fighter ‘leggero e rilassato’ (definizione di Minotauro). “Non c’è nulla di meglio che lottare con naturalezza e scevri da pressione” afferma. “Il segreto è crederci” aggiunge Wallid Ismail. Il consiglio della cintura nera di Carlson Gracie è basato su tre elementi: resistenza, carattere e voglia di vincere. ” Quando la tecnica studiata si preannuncia nell’incontro, la cosa principale è crederci. Per far funzionare la mossa, devi credere che funzionerà. E non contra chi ci sia davanti, perché è qui che risiede la differenza tra il vincente e il perdente. Il vincente infatti non è mai intimidito. Può anche provare paura, ma deve avere qualcosa di più grande dentro, il carattere”.

3. Pratica uno sport all’aperto

Calcio, jogging, ginnastica all’aperto, c’è sempre una salutare attività in attesa per l’atleta che si levi il Gi dopo ore passate in palestra. Ci si può immergere in una popolare attività (il surf ad esempio è praticato da nove combattenti brasiliani su 10) o addirittura inventarsi la propria. Questa strategia punta a mantenere il corpo in forma senza stressare il combattente con la routine. “Ogni attività fisica, e non soltanto il Jiu-Jitsu, è utile per far lavorare muscoli e mente, portando il lottatore a capire che, invece di farsi magari uno spinello o qualche altra droga, può sfruttare il suo tempo per fare esercizio” afferma Royler Gracie, che dal 1999 si dedica a scalare la Rocca di Gavea, a Rio de Janeiro “E’ un allenamento simile a quello sulle colline Macaco di Teresopolis, che attraversavo con Rickson quando si preparava per dei match MMA” ricorda.

4. Ripeti le tecniche ancora e ancora

Due leader di scuole vincenti sia nel BJJ che nelle MMA, come Andre Pederneiras (Nova Uniao) e Sylvio Bhering (Winner – Bhering) non hanno paura di essere ripetitivi quando assicurano che il motto è insistere, insistere e ancora insistere quando si parla di allenamento tecnico. “La chiave di tutto sta nelle tecniche. Nel Judo gli atleti eseguono 10.000 ripetizioni di proiezioni per ogni allenamento. E’ triste vedere che la media della gente del BJJ consideri ciò una perdita di tempo. Noi invece ripetiamo le posizioni base almeno 5 volte durante il riscaldamento iniziale di ogni sessione di pratica.” afferma Pederneiras. Il M° Sylvio aggiunge: “Ogni singolo titolo da noi conquistato negli ultimi anni con Mario Reis e Fabricio Werdum è dovuto a questa filosofia: ripetere i fondamentali e applicarli nello sparring sotto attento controllo; uno dei due atleti esegue ogni sorta di attacco (armlock, triangolo etc.) e l’altro cerca di difendere dal blitz”, dice il fratello di Marcelo Bhering, che pretende 100 ripetizioni di serie da 90 secondi alla fine dell’allenamento: “In questo modo gli atleti raggiungono l’esaurimento e lasciano che i movimenti fluiscano naturalmente.” In fin dei conti, come il M° Jean Jacque Machado insegna, è meglio ripassare una tecnica mille volte, lavorandoci su per un mese, piuttosto che impararne una nuova al giorno.

Anche il fenomenale Nino ‘Elvis’ Schembri è d’accordo con questo consiglio: “Mi convinco sempre di più che si dovrebbe prestare attenzione innanzitutto alle tecniche, dalla cintura bianca alla nera. La cosa principale nel BJJ, uno sport nel quale, io credo, il praticante più tecnico è avvantaggiato, è ripassare le tecniche. Tutti lo fanno nella Boxe, nel Judo etc. ma nel BJJ la gente è un po’ pigra, io incluso.” Per Nino è da suggerirsi il ripetere 50 volte le tecniche per ogni lato all’inizio dell’allenamento, tre volte a settimana. ” E non pensate nemmeno un secondo a fermarvi!” dice sorridendo.

Chi è l'autore

Manolo

Manolo "El ChupaCabra"

Praticante di MMA, agonista di BJJ e grappling, ottimo conoscitore delle arti marziali miste e del valetudo. Manolo "El Chupacabra" non è niente di tutto questo.

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