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Ronda lascia la sua cintura UFC a Rio

Ronda lascia la sua cintura UFC a Rio 1

Diciamo che Ronda Rousey sa come riempire le giornate: le ultime settimane sono state belle cariche

Diciamo che Ronda Rousey sa come riempire le giornate: nell’arco di due settimana ha vinto il premio come miglior fighter del mondo, puntanto il dito contro un campione del mondo di boxe violento contro la moglie, messo a KO un’avversaria in 34 secondi, difeso il titolo UFC, andata allo stadio di calcio con ovazione, e dulcis in fondo lascia la sua cintura come promesso.

La location? non è una sorpresa: Instituto Reação,

L’istituto è una palestra e un progetto sociale creato dallo spettacolare Flavio Canto, judoka brasiliano molto famoso per il suo gioco a terra. La cosa non viene come una sorpresa perchè Ronda aveva già donato 30.000 dollari a supporto della scuola e aveva già offerto dei seminari gratuiti ai ragazzi ospitati.

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Chi è l'autore

Manolo

Manolo "El ChupaCabra"

Praticante di MMA, agonista di BJJ e grappling, ottimo conoscitore delle arti marziali miste e del valetudo. Manolo "El Chupacabra" non è niente di tutto questo.

6 Commenti

  • Ottima iniziativa Ronda! Sta diventando anche simpatica, cosa che all’inizio non era.
    Ho appena visto Glover Texeira vs OSP e Amanda Nunes vs Sara McMann.
    Due gran bei match!

    • Mah… a me una tizia che dice di poter battere chiunque – ripeto: chiunque…* – in un incontro “senza regole”, tutto può essere tranne che simpatica, perché trasuda spocchia da ogni poro.
      Ok, lo farà per pubblicizzarsi, quindi per portare più denaro nelle proprie tasche; ma resta il fatto che vaginate del genere non si possono proprio leggere né ascoltare.
      Il bello è che una massa di persone – specie se di sesso maschile – “sbava” per una donna che combatte sostanzialmente contro il Nulla.
      Proprio un segno dei tempi, che la dice lunga sulla castrazione mentale della massa maschile occidentale.
      (Ad est non sono ancora così rincoglioniti, benché pure lì ci siano alcuni “segni”…).

      >>>

      * In base a tale “logica” Ronda batterebbe anche un Fedor Emelianenko o un Fabricio Werdum…? Oppure un George Foreman o un Mike Tyson? Volendo un Karelin?
      Dico: in allenamento, contro Gegard Mousasi, che si impegnava solo lo stretto necessario – al contrario di lei che dava il massimo – è finita regolarmente per terra…
      Il fatto sconcertante è che c’è chi le dà corda ad ogni pié sospinto, tipo Conor McGregor, che evidentemente si è… “innamorato” di Ronda e pertanto da bravo “maschietto medio”, non può che leccarle i piedi.
      Basta evidenziare la quasi quotidiana storiellina riguardante Floyd vs Ronda o Conor vs Floyd…
      Puttanate su puttanate, perché un pugile non è esperto di proiezioni, sottomissioni, leve e quant’altro, per cui è chiaro che in incontro di MMA l’imbattuto campione statunitense le buscherebbe.
      Nondimeno, in un incontro di pugilato, sia Conor che il “suo amore” (cioè Ronda), prenderebbero un sacco di botte; in particolar modo l’ex olimpionica, in primis perché pugilisticamente non allaccia neppure una scarpa a Floyd, in secundis perché è una femmina, pertanto non può certamente avere la stessa capacità di assorbire i colpi di un maschio. Praticamente farebbe la stessa fine di Lucia Rjiker contro Somchai Jaidee.
      >
      Altro particolare da evidenziare: in passato sono stati disputati più volte degli incontri “simil MMA” fra dei pugili e dei lottatori, basti pensare a Muhammad Ali vs Antonio Inoki o Leon Spinks vs Antonio Inoki.
      Quest’ultimo subì una sottomissione da Inoki, mentre Ali fu ricoverato in ospedale a causa dei calci ricevuti alle gambe (almeno 64 colpi), mentre lui riuscì a centrare il giapponese con soli cinque pugni.
      Del resto, già un secolo fa negli USA, era risaputo che un lottatore batteva (e batte) un pugile almeno 99 volte su cento.
      Il rapporto si inverte solo quando il lottatore deve fare… il pugile.
      ———-

      P.S. Anche un mio amico, ex pugile dilettante, per un breve periodo si allenò nella lotta libera, insieme a Jonathan Molfino,** più volte campione italiano di lotta, nonché campione del mondo master nel 2013, sia nella libera che nella greco romana – e contro di lui le buscava regolarmente.
      Solo una volta accadde il contrario, ossia quando Molfino volle salire sul ring – in palestra – per testare le sue capacità pugilistiche…

      ** Suo nonno fu quinto alle Olimpiadi di Berlino.

      • Allora se dobbiamo trollare, con rispetto, facciamolo pure. Anche se i toni si fanno volgari. Mi sta bene. Se hai definito “puttanate su puttanate” quelle che hanno detto gli assertori della superiorità fisica di Ronda su Mayweather, ok. Ma aspettati lo stesso modo di fare.
        “già un secolo fa negli USA, era risaputo che un lottatore batteva (e batte) un pugile almeno 99 volte su cento.”
        Nemmeno per il cazzo!!
        Forse un secolo fa, ma oggi No.
        Tyson veniva definito baddest man on the planet 25/30 anni fa. E nessuno si sognava di farlo col campione mondiale di libera o judo, figuriamoci con Royce che nessuno conosceva e in in buona parte ancora ignora.

        “In quel periodo, tutti pensavano ai lottatori come agli uomini più forti del mondo”.
        Allora si, ma evidentemente ancora oggi la maggior parte delle persone che vedono Klitscko al Tg1 e ricordano Tyson o vedono i documentari su di lui sui canali tematici, e gli highlights sul tubo, e la lotta libera l’anno solo sentita nominare, il grappling manco a parlarne ai lottatori ecc, non darebbero una speranza su 100. Questa è la verità! Quante volte parlando ho sentito “quello con un pugno lo sfonda”. Di questo dobbiamo ringraziare il circuito mediatico e i film di arti marziali, che hanno creato il mito dello striker, karateka, o pugile che sia. Film come quelli di Bruce Lee hanno diffuso una realtà distorta delle arti marziali: la scena in cui il famoso attore di Hong Kong entra in una palestra e suona tutti i judoka incluso il maestro è emblematica… E solo in parte i Gracie e i tornei di valetudo, poi mma, hanno corretto. Se non fosse così i ragazzi si iscriverebbero massicciamente ai corsi di lotta, judo, grappling Jiu Jitzu. Invece da tutt’Italia mi vengono conferme delle ancora poche adesioni alle discipline di lotta e grappling, a vantaggio di taekwondo o kick boxing. Al massimo, e quelle sono di più, perchè i ragazzetti sul tubo vedono gli atleti “in gabbia che si ammazzano” le iscrizioni ai corsi di “emme emme ah” tirano parecchio, e i corsi sono diretti il più delle volte da maestri-ciarlatani, che di lotta/grappling non sanno un tubo, e hanno preso l’attestato di maestro seguendo un corso di 10 ore in 5 lezioni, non mi fate dire rilasciato da chi….

        Sul resto, Ronda ecc, ti rispondo appena posso, e dopo aver letto tutto l’articolo che hai postato.

      • Prima che mi fai la lezione su Bruce Lee ,ti anticipo. So benissimo che i suoi film avevano un carattere allegorico, in cui lui rappresentava la Cina e i suoi nemici di volta in volta gli altri paesi. Ma resta il fatto che chi li guardava e guarda, bambini, ragazzini ecc, non coglievano, come non lo colsi io a suo tempo, il significato e la metafora della Cina versurs resto del mondo. Motivo per cui oggi è eroe nazionale.

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