ULTIMI SECONDI FATALI PER DI CHIRICO
Perdere all’ultimo secondo fa sempre male ma nelle MMA ancora di più. Se in una partita di basket può voler dire aver messo un canestro all’ultimo istante dopo un incontro equilibratissimo nell’Ottagono può essere invece una punizione devastante dopo magari un combattimento dominato per 15 minuti.
Ad Alessio Di Chirico questa notte alla UFC Fight Night 175 è capitato qualcosa di simile. Un calcio alla testa all’ultimo secondo è con ogni probabilità stato decisivo per assegnare il verdetto al suo avversario Zak Cummings.
L’incontro si è sviluppato interamente in piedi al contrario di quanto molti pensavano ovvero che Cummings, 12 finalizzazioni in carriera, avrebbe cercato di portare a terra Manzo. Invece, contro anche i consigli del suo angolo, l’americano non ci ha mai provato ed è stato anzi il fighter romano a tentare per 2 volte il take down ma senza successo. Nello striking invece entrambi si sono confermati atleti orientati a cercare la precisione e non il volume dei colpi.
Nel primo round è comunque l’italiano a prendere un po’ di più l’iniziativa e le statistiche post match hanno confermato che è stato lui a piazzare più colpi significativi a segno (uno dei 3 giudici ha invece dato il round all’avversario, vorremmo proprio chiedergli su che basi).
La situazione si inverte nella seconda ripresa dove risulta abbastanza evidente che il verdetto debba andare a Cummings come anche in questo caso poi confermeranno le statistiche.
La terza ripresa appare quindi a tutti quella decisiva. Il ritmo si alza e così pure il volume di colpi da entrambe le parti, con alcuni momenti dove si arriva allo scambio a viso aperto. Sembra comunque Di Chirico l’atleta che porta più colpi a segno. Nell’ultimo minuto entrambi i fighters diventano aggressivi, soprattutto Di Chirico che forse rischia troppo. Dopo il segnale dei 10 secondi alla sirena si lancia di nuovo avanti per piazzare l’ultima combinazione e trovare il Ko o per far pendere dalla sua parte il verdetto. Non va dimenticato infatti che combatte negli USA contro un americano e nei precedenti match i verdetti contro il nostro connazionale sono apparsi tutt’altro che giusti. Purtroppo però Manzo commette un errore probabilmente fatale. Nel tirare un sinistro scopre la mascella destra ed il mancino Cummings piazza un preciso High Kick proprio sul suono della sirena. Di Chirico cade a terra visibilmente scosso, cerca di rialzarsi ma gli cedono le ginocchia. Per un attimo sembra addirittura che l’arbitro decreti il Ko ma invece si va ai cartellini dei giudici. Sale l’ansia per il verdetto. Seguendo il match in diretta l’ultimo round sembrava a favore del romano ma è chiaro a tutti che il knock down finale peserà sicuramente molto. Potrebbe aver dato ripresa e match a Cummings oppure, poco probabile, forse indurrà i giudici a decretare il pari per round ed incontro. Nessuno invece crede alla possibilità di un round assegnato ad Alessio. Dopo un’attesa che sembra infinita arriva la lettura: 29-28, 29-28 e 30-27 a favore di Cummings.
Verdetto giusto?
Secondo FIGHTMETRIC nel terzo round l’americano avrebbe piazzato 5 colpi significativi in più e con una percentuale di precisione migliore. Il knock down quindi potrebbe non aver fatto la differenza mentre avrebbe potuto ribaltare la situazione una bella combinazione a segno da Di Chirico negli ultimi secondi. In ogni caso il verdetto è giusto e sembra evidente che sia stato determinato, in un modo o nell’altro, dall’ultimissima fase del terzo round.

Ora certamente esploderanno le polemiche già sentite in passato: Di Chirico è troppo prudente, deve attaccare di più, deve fare la preparazione in America o non andrà mai da nessuna parte e così via. Ci asteniamo da questi commenti. Ci sembra solo di poter dire, in tutta onestà, che questa notte non è per nulla apparso di un livello inferiore ad un temibile veterano come Cummings che ha si vinto giustamente ma non ha certo dominato il match. Resta comunque il fatto che è arrivata la terza sconfitta consecutiva. Alessio ed il suo team dovranno riflettere molto su cosa si poteva fare di più o di diverso.
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