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Kotarlic: “Ritorno da professionista per The Golden Cage”

Kotarlic:
Samuele Dorato
Scritto da Samuele Dorato

Continuano gli approfondimenti su The Golden Cage e sugli atleti che saranno protagonisti dei match del 13 maggio al Teatro Linear Ciak di Milano.

Oggi incontriamo Filip Kotarlic, sicuramente uno degli atleti più interessanti che hanno calcato lo scenario italiano delle MMA. Filip, infatti, si è distinto per uno striking efficace che molti ricorderanno nel match disputato a “Milano in the cage” contro Alex Celotto, oltre alla parentesi nell’importante M1 russa.

Dopo una pausa di quasi tre anni Filip ritorna da professionista proprio nella città che l’aveva reso famoso per combattere come lui sa fare nella gabbia dorata di The Golden Cage.

 

Allora Filip, raccontaci di te e di come sei diventato un atleta professionista di MMA…

Ho 26 anni e mi alleno presso l’Accademia Kama di Seregno con il maestro Dino Fuoco. All’inizio per me combattere era un semplice modo per sfogarsi dentro delle mura di una palestra… Insomma, un modo per evitare di farlo altrove. Poi con l’esperienza, le conferme e i successi ho cominciato a vederci un percorso di vita.

Il tuo percorso, però, si era interrotto 3 anni fa. Cosa ti ha convinto a tornare a combattere?

In realtà è più facile spiegare cosa mi ha portato a prendere questa lunga pausa. Le MMA, purtroppo, non riuscivano a darmi da mangiare, ma la vita va avanti, ha dei costi, degli impegni e le bollette vanno pagate. Poi, però, nonostante tutto sentivo il richiamo del tatami… Ho sentito fino in fondo che questo sport è parte di me e della mia essenza. Ho quindi continuato la mia pausa aspettando semplicemente il momento giusto, il momento in cui avrei potuto essere un fighter di MMA al 100%. E questo momento è arrivato.

Sei sempre stato un atleta molto seguito, che obbiettivi ti prefiggi con questo ritorno nelle MMA?

Come fighter ho sempre dato un po’ nell’occhio, non so né perché né come mai ma questo è un dato di fatto. Ora penso al match del 13 Maggio a The Golden Cage e poi si vedrà, ma come dicevo prima sono tornato e d’ora in avanti mi impegnerò per dare il meglio e ottenere il 110%.

Tu che hai vissuto dentro e fuori dalla carriera da professionista lo sai molto bene, che sacrifici deve fare un atleta di MMA?

Ci vorrebbe davvero una lista per raccontare tutti i sacrifici a cui ci sottoponiamo, a partire dal tempo che, in una giornata di ’sole’ 24 ore non ci basta mai tra dieta, allenamenti, sudore e riposo, ovvero tutte cose che rappresentano una priorità quando si prepara un match importante. Tutto questo per forza di cose toglie tempo alle altre cose normali che farebbe un mio coetaneo ma, come sanno tutti i professionisti, queste sono scelte di vita che per chi le fa non comportano alcun peso.

Cosa ne pensi di The Golden Cage e del binomio tra musica e sport?

Penso che sia una grande cosa, una bella unione anche perché l’hip hop in Italia è molto popolare ed è una buona leva per fare propaganda ad uno sport che purtroppo dalla gente viene visto male, anche se noi che siamo del settore sappiamo che è tutt’altro, essendoci dietro un mondo di disciplina e sacrificio. Penso, insomma, anche che questa unione sia un’ottima rampa di lancio per tutto il movimento delle MMA italiane e spero che questo esperimento porti il nostro sport al livello in cui dovrebbe stare.

Le MMA sono uno sport bellissimo che può cambiare la vita di chi lo pratica e di chi lo segue. E’ quindi fondamentale che si introduca un fattore, come questo, che permetta di lanciarle ad alti livelli facendo appassionare il grande pubblico e, per me, The Golden Cage è esattamente questo.

Oltre a essere un fighter sei anche un tatuatore. Da dove nasce lil tuo amore per i tatuaggi e quando hai iniziato a fare anche di questa passione un lavoro?

La mia passione per i tatuaggi come lavoro da professionista, è iniziata circa 5 anni fa mentre se si parla di disegni, writing e arte in generale è un amore che è sempre stato radicato in me, sin da bambino.

Come dicevo, le MMA, purtroppo, non ci danno ancora da vivere, quindi con impegno e un po’ di fortuna nel 2016 sono riuscito ad aprire a Seregno Atomik ink, lo studio dove mi guadagno il pane quotidiano, sempre trovando il tempo di essere in palestra, in cui passo almeno l’altra meta della mia giornata.

In Atomik Ink il mio genere preferito di tatuaggi è il chiaro scuro, i figurativi e tutto ciò che comporta un lavoro di sfumatura. Ovviamente, però, mi avvalgo del lavoro di tanti artisti per permettere a tutti i clienti di trovare lo stile che più gli appartiene.

Secondo me le MMA e il mondo dei tatuaggi hanno molto in comune e organizzando appuntamenti, allenamenti e incontri sono certo di poter continuare a conciliare al meglio entrambi questi mondi.

Chi è l'autore

Samuele Dorato

Samuele Dorato

Appassionato di Hip Hop, malato di MMA. Crede nella forza dello sport che si lega a doppio filo con l'intrattenimento.

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