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One FC 2016: un anno in rassegna

Mich
Scritto da Mich

ONE Championship: il 2016 in rassegna.

Tra conferme, nuovi campioni e cinture inaugurali.

Quello appena trascorso è stato un anno cruciale per la ONE Championship e, ora che ONE: Age of Domination ha chiuso il programma della promotion asiatica per il 2016, sembra il momento opportuno per tirare le somme e riepilogare quello che è successo negli ultimi mesi.

Iniziamo questa rassegna partendo dalla divisione dei pesi massimi dove, nel main event di Age of Domination, Brandon Vera ha mantenuto il titolo con un convincente ko alla prima ripresa contro il giapponese Hideki Sekine. Questo match ha segnato il ritorno sul ring del lottatore di origine filippina a quasi un anno di distanza dall’ultimo scontro, in cui conquistò la cintura contro Paul Cheng. Nonostante la lunga assenza dalla gabbia Vera non ha mostrato alcuna ruggine, anzi, sembra che la motivazione di poter combattere a Manila, di fronte al suo pubblico, lo abbia spinto a presentarsi in una condizione decisamente migliore di quella vista durante i suoi ultimi anni in UFC.

Ora starà alla federazione trovargli nuovi avversari credibili per il 2017, compito non facile se si considera che le categorie di peso superiori sembrano al momento un po’ sprovviste di talenti.

Anche tra i massimi leggeri spicca il nome di un fighter che nella sua breve esperienza (un solo incontro) nella UFC non aveva impressionato: Roger Gracie. Il pluricampione mondiale di BJJ è diventato il primo campione di questa categoria nella storia della ONE Championship, sconfiggendo in maggio (ONE 42: Ascent to Power) l’imbattuto polacco Michal Pasternak con una perfetta arm triangle choke al primo round.

Per i pesi medi è stato invece un anno di transizione, a causa dell’assenza del campione Vitaly Bigdash. L’imbattuto fighter russo (8-0, tutte vittorie prima del limite), non ha potuto difendere il titolo contro Aleksei Butorin a ONE 42 a causa di un infortunio; sono ormai passati 15 mesi dall’ottobre 2015, quando conquistò il titolo contro Igor Svirid in uno degli incontri più belli dell’anno. Quest’ultimo rappresenta la seconda defezione importante nello scenario dei pesi medi ONE: ha infatti deciso di scendere di categoria per puntare alla cintura dei pesi welter, progetto stroncato sul nascere da una sconfitta patita contro Luis Santos.

Nel frattempo però alcuni fighters hanno approfittato di questo “vuoto di potere” per farsi strada e proporsi come sfidanti per il titolo nel 2017. Primo tra tutti il polacco Marcin Prachnio che, dopo aver sconfitto due assi del BJJ come Alexandre Machado e Leandro Ataides, a ONE 46 ha impiegato poco più di due minuti e mezzo per abbattere Jake Butler con delle ginocchiate e assicurarsi la chance di affrontare Bigdash il 14 gennaio a One 51. Un altro nome da tenere d’occhio è “The Burmese Python” Aung La N Sang: nel 2016 ha inanellato tre vittorie di fila, sottomettendo Ali e Butorin e ottenendo una vittoria per decisione unanime contro il più quotato Pasternak.

Un’ultima, enorme incognita nello scenario dei pesi medi è rappresentata da Ben Askren, forse il fighter più noto della federazione. Dopo che la ONE ha annunciato l’introduzione di nuove regole per evitare un taglio del peso troppo estremo da parte degli atleti, “Funky” ha annunciato il progetto di passare alla categoria delle 185 libbre.

Nel frattempo però Askren ha mantenuto la stretta sul titolo welter, affrontando il prospect russo Nikolay Aleksakhin in aprile (ONE 41: Global Rivals) e sconfiggendolo con le sue armi migliori: 5 rounds di takedowns e ground and pound. Forse non è il modo più spettacolare di combattere, ma senza dubbio si è dimostrato molto efficace.

Qualora Askren decida di rimanere tra i welter, potrebbe finalmente regolare i conti con il rivale Luis Santos. Nel 2015 in primo incontro tra in due era finito in un no contest, mentre l’atteso rematch era stato cancellato poiché il brasiliano, dopo non essere riuscito a rientrare nei limiti di peso, aveva anche rifiutato un catchweight. Nel corso di quest’anno però Santos ha fatto del suo meglio per redimersi, infliggendo al veterano portoghese Rafael Silva il primo KO in 56 match disputati (One 39: Tribe of Warriors) e sconfiggendo a ONE 46 l’ex campione dei pesi medi Svirid. Basterà per convincere il boss della ONE Victor Cui a dargli un’altra chance?

Passando ai pesi leggeri, troviamo quella che è stata la sorpresa dell’anno nelle MMA asiatiche: il filippino Eduard Folayang è riuscito, con un drammatico ko alla terza ripresa (ONE 45: Defending Honor), a detronizzare il campione Shinya Aoki che, dopo essere stato sconfitto da Eddie Alvarez nel 2012, aveva inanellato 9 vittorie consecutive. Non è da escludere che nel corso del prossimo anno assisteremo a un rematch tra il grappler giapponese e Folayang, ma nel frattempo il campione potrebbe anche difendere la cintura dall’assalto dell’americano Lowen Tynanes. Quest’ultimo è uno dei talenti più interessanti messi in luce dalla ONE negli ultimi due anni, e a ONE 41 ha dimostrato ancora una volta il suo potenziale, sconfiggendo l’esperto giapponese Koji Ando e portando il suo record a 9-0.

Un altro fighter affermatosi su panorama internazionale combattendo in ONE è il campione dei pesi piuma Marat “Cobra” Gafurov. Il conterraneo di Nurmagommedov e Khabilov ha consolidato il suo dominio sulla divisione, sconfiggendo per rear naked choke sia l’ostico veterano Kazunori Yokota (a One 43) che il mongolo Jadambaa (ONE 45) , il quale si era guadagnato la possibilità di un rematch con il campione sconfiggendo Kotetsu Boku con una Von Flue choke e Eric Kelly con un ko in meno di un minuto. Il record di Gafurov adesso recita 15 vittorie e nessuna sconfitta, con gli ultimi sei successi (ovvero tutti gli incontri finora disputati in ONE) ottenuti via mata leão.

Anche il campione bantamweight Bibiano Fernandes si è confermato dominante nonostante, dopo aver sconfitto abbastanza agevolmente Kevin Bellingon a One 37, abbia dovuto penare più del previsto per strappare una split decision contro il prospect australiano Reece McClaren a One: Age of Domination, in uno dei match più intensi ed emozionanti del 2016.

Tra i pesi mosca invece la situazione è simile a quella dei pesi medi: con il campione Khairat Akhmetov fuori tutto l’anno per infortunio, altri lottatori hanno avuto la possibilità di mettersi in mostra. Chi ha saputo approfittare meglio dell’occasione è sicuramente l’ex campione Adriano Moraes. Il brasiliano, che aveva perso il titolo nel novembre 2015 contro Akhmetov, si è rimesso in carreggiata battendo con un’impeccabile Brabo choke Eugene Toquero (ONE 40) e in agosto, nel main event di ONE 45 ha sottomesso anche Tylek Batyrov, conquistando la cintura interim dei pesi mosca e la possibilità di ottenere la sua rivincita non appena Akhmetov si sarà ristabilito.

Infine, tra i pesi paglia, il 2016 ha segnato la consacrazione di un nuovo campione: Yoshitaka Naito a ONE 43 ha sconfitto il campione Dejamrong con una rear naked choke al quarto round, e qualche mese più tardi ha utilizzato la stessa tecnica per difendere il suo titolo contro il giovane Joshua Pacio, fino a quel momento imbattuto.

Per concludere, è necessario parlare della divisione pesi atomo femminile, dove quest’anno sono salite alla ribalta alcune delle fighters più interessanti del panorama internazionale. Prima fra tutte è sicuramente Angela “Unstoppable” Lee, che sconfiggendo Mei Yamaguchi ha vinto la cintura inaugurale istituita dalla ONE per questa categoria di peso. Il risultato è impressionante, se si considera che la Lee ha solo vent’anni e che in un solo anno di carriera pro ha già accumulato 6 vittorie in altrettanti incontri: per il momento il suo soprannome sembra azzeccato.

Per confermarsi nel 2017, però, la Lee dovrà guardarsi da altre due giovani lottatrici: Istela Nunes e Jenny Huang. La brasiliana ha esordito in ONE in agosto (ONE 45) sconfiggendo la Yamaguchi per split decision; l’atleta taiwanese ha saputo fare ancora meglio, disputando tre incontri nel corso dell’anno e vincendoli prima del limite con tre tecniche di sottomissione differenti: prima un triangolo contro Amira Badr a ONE 38, poi un arm-triangle choke contro Jeet Toshi a ONE 47 e, per chiudere in bellezza, una splendida gogoplata contro April Osenio a ONE: Age of Domination.

 

Tra nuove cinture, nuovi campioni e nuove minacce che si sono delineate all’orizzonte per i campioni che sono riusciti a mantenere il loro titolo, il 2016 è stato senza dubbio un anno avvincente per i fan della ONE: Championship. Dal momento che la promotion ha di recente annunciato il proprio progetto di espandersi nel 2017, ospitando 18 eventi in 8 diversi Paesi, è lecito sperare che i prossimi 12 mesi non saranno da meno.

 

Mich

 

 

 

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Chi è l'autore

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Mich: Milanese di 27 anni emigrato a Parigi. Le mie più grandi passioni sono la poesia e gli sport di combattimento, che pratico da diversi anni, anche se sui risultati possiamo stendere un velo pietoso. Amante delle MMA asiatiche dalla prima volta che ho sentito Lenne Hardt strillare i nomi di Cro Cop e Wanderlei Silva.

6 Commenti

  • Do il benvenuto a Mich, apprezzo molto la sua passione per le MMA giapponesi, condivido quella per la poesia (W. BLAKE, E. Montale, Basho, Dante, E. Lee Masters) e naturalmente per Parigi (mia seconda patria, manco dal2012, vorrei tornarci, ma c’ho strizza).
    Pero’ gli articoli un po’ piu’ brevilinei, please:-)

    • Ciao Tommy! Hai ragione, scivendo l’articolo mi sono lasciato un po’ trascinare, salvo poi accorgermi della sua lunghezza quando l’ho riletto!Diciamo che la speranza, qualora si riuscisse a leggerlo tutto, è di offrire un panorama abbastanza completo sul 2016 dell’organizzazione :)
      P.s. Capisco un po’ di strizza riguardo a Parigi, ma posso assicurarti che ora la situazione è abbastanza tranquilla ;)

  • Benvenuto! Stessa età, stessa passione per le arti marziali..con la differenza che almeno tu ci hai provato a sporcarti le mani (o il kimono)! Bravo, articolo esaustivo e ricco di particolari su una promotion che non ho mai seguito per bene. Adesso posso farmi un quadro generale e approfondito, anche perchè oramai lo sappiamo..queste “serie B” non sono soltanto case di riposo o prepensionamento, a volte sono rampe di lancio belle e buone

    La prossima Raclette che ti fai dedicala a chi come me sta a stecchetto prima delle feste (e si nutre di riso , verdure, tacchino bollito e legumi :(((

    • Grazie mille! In effetti con questo articolo speravo di far conoscere un po’ di più dei talenti che magari tra qualche anno vedremo su palcoscenici importanti (ti segnalerei a tal proposito anche Chris Lee, “fratellino” di Angela).

      Ti ammiro per la tua forza di volontà nell’evitare la raclette prima delle feste, io sto cercando un modo per mettermela direttamente in vena.