Il Boss di ONE Championship Chatri squalifica allenatore e combattente per 6 mesi dopo l'alterco con Jonathan Haggerty. 11

Il Boss di ONE Championship Chatri squalifica allenatore e combattente per 6 mesi dopo l’alterco con Jonathan Haggerty.

Recentemente, nel fantastico mondo di ONE Championship, abbiamo assistito a invasione di ring…la risposta di Chatri Sityodtong è corretta? Come avrebbe fatto Dana White?

Ma andiamo con ordine: nel cuore pulsante di Bangkok, Jonathan Haggerty ha tirato su una performance degna di un Oscar delle arti marziali, spegnendo le luci a Fabricio Andrade e aggiudicandosi così il titolo di bantamweight kickboxing.

Il nostro eroe britannico non solo ha portato a casa due cinture, ma anche un bel gruzzoletto di soldi.. di 100,000 dollari. Non male per una serata di lavoro, eh?

Ora, il divertente – o scandaloso, a seconda di quale lato della barricata vi troviate – intermezzo si è avuto quando Mehdi Zatout e Alaverdi Ramazanov, hanno deciso di saltare il protocollo di sicurezza e tentare una drammatica entrata in scena.

Immaginatevi la scena: Zatout, un veterano di ONE e Ramazanov, che evidentemente non ha digerito la sconfitta subita a gennaio (per mano di Nong-O Hama), si lanciano nell’arena alla conquista del microfono.

La reazione di Chatri Sityodtong, il capo di ONE Championship, non è stata delle più teatrali, bensì piuttosto pragmatica: sei mesi di divieto di partecipare agli eventi. Ora, se confrontiamo questa reazione con la tendenza di Dana White di lasciar correre certe… eccentricità (qualcuno ha detto McGregor?), possiamo dire che ONE sta cercando di mantenere il decoro marziale più vicino alle radici della disciplina che a un reality show.

Tornando ai nostri due “intrepidi”, Ramazanov nel suo monologo da “cattivo di James Bond” ha accusato Haggerty di temerlo – un’affermazione che, se fosse stata una frecciatina su Twitter, avrebbe certamente raccolto più di qualche like ironico. Jonathan, dal canto suo, è rimasto alquanto perplesso davanti a queste accuse, definendo la situazione come ridicola e affermando che c’è un tempo e un luogo per tutto – e quel non era né il tempo né il luogo.

Dunque, in conclusione, possiamo dire che la serata è stata un perfetto mix di arti marziali e commedia dell’assurdo. Certo, gli intrusi hanno infranto le regole, ma è il teatro dello sport, dopo tutto, e ogni spettacolo ha bisogno del suo antagonista. L’importante è che alla fine del giorno, come ci insegna il buon vecchio rispetto marziale, si possa dire: “Signori, rientrate nelle vostre quinte, lo show deve continuare!”